Il Palermo torna nel vortice giudiziario: ecco cosa rischia il club rosanero
Pubblicato il da Andrea Zito - aggiornato il - News
Il Palermo entra di nuovo nel vortice giudiziario. Dopo aver visto ridursi fortemente le speranze di promozione diretta, con il deferimento presentato dalla Procura Federale si apre una nuova stagione di passione per il club rosanero. L’esito di questo nuovo caos è imprevedibile e rischia di intrecciarsi con il filone legato alla richiesta di commissariamento.
Tale richiesta (presentata anche in questo caso dalla procura Figc) verrà discussa infatti il 3 maggio presso la sezione civile del Tribunale ed è la stessa che ha visto coinvolto il Cesena nella stagione scorsa. La Procura federale ha messo nel mirino le presunte irregolarità gestionali del club rosanero, proprio mentre Daniela De Angeli, attualmente titolare delle quote del club, è impegnata in una trattativa di cessione ad Arkus Network, che vorrebbe chiudere entro giovedì 2 maggio, cioè circa 24 ore prima dell’udienza.
Il Palermo calcio è deferito a titolo di responsabilità sia oggettiva che diretta, a seconda delle varie posizioni e contestazioni mosse a Maurizio Zamparini, Anastasio Morosi e anche Giovanni Giammarva: ciò significa che il club rosanero potrebbe andare incontro a breve ad una penalizzazione qualora le accuse venissero giudicate fondate dal Tribunale Nazionale Federale.
L’entità di un’eventuale sanzione è tutta da valutare, ma potrebbe essere applicata anche nella stagione in corso. Un precedente molto recente è quello del Bari, che venne deferito (per tutt’altre altre questioni) il 3 maggio 2018 e penalizzato di un punto in campionato appena prima di disputare i playoff, con conseguente modifica al tabellone. Una situazione che nel caso del Palermo potrebbe ripetersi nei prossimi giorni proprio a ridosso dei playoff.
—>IL TESTO INTEGRALE DEL DEFERIMENTO
Il deferimento prende in esami condotte che si ripercuotono su 4 bilanci del club rosanero (2014, 2015, 2016, 2017) e riguardano anche alcuni documenti approvati e successivamente inviati alla Covisoc tra febbraio e marzo 2018.
Il “peccato originale” che dà il via alle contestazioni (secondo la Procura) è la società Mepal, con tutte le operazioni conseguenti, compresa la successiva vendita della società ad Alyssa, che secondo il deferimento sarebbe stata realizzata “al fine di conseguire un ingiusto profitto consistente nella rappresentazione di un patrimonio netto societario superiore a quello reale, anche al fine di sottrarsi agli obblighi di ricapitalizzazione”.
A Zamparini e Morosi viene contestata per quattro volte e in relazione a quattro bilanci consecutivi (dal 2014 al 2017) la “violazione dei doveri di lealtà, correttezza e probità, nonché dell’obbligo di osservanza delle norme federali in materia di contabilità e bilancio, di cui all’art. 1Bis, comma 1 del Codice della Giustizia Sportiva e dell‘art. 84, commi 1 e 3, delle Norme Organizzative Interne della F.I.G.C. (N.O.I.F.) e della disposizione di cui all’art. 2621 c. c.”, in modo concretamente idoneo, secondo l’accusa, ad indurre altri in errore.
A Zamparini e Morosi prima (e Zamparini e Giammarva poi) viene contestata in separata sede anche un’altra violazione, quella “dell’art. 85 delle Norme Organizzative Interne della F.I.G.C. (N.O.I.F.) e della disposizione di cui all’art.2638, commi 1 e 2, c.c,”, per avere esposto (secondo la Procura) fatti materiali non rispondenti al vero sulla situazione economica e patrimoniale della società al fine di ostacolare le funzioni di vigilanza.
Zamparini viene inoltre accusato in maniera specifica di aver agito al fine di ottenere la ammissione ai campionati 2015/16, 2016/17, 2017/18. In questo ultimo caso, la Procura sostiene che i documenti “occultavano una situazione perdita di capitale societario rilevante ex art 2447 c.c. (che avrebbe impedito l’iscrizione ai campionati di calcio)”.
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