Palermo, troppi errori e poche idee: la barca affonda. Le pagelle ironiche di A&F
Pubblicato il da Carlo Amenta e Gery Ferrara - aggiornato il - News, Notizie, Pagelle ironiche, Serie B
Dopo aver portato a termine una estenuante e altamente alcolica trattativa con il mega Direttore, conclusa con una clamorosa e inaspettata riconferma anche per la prossima stagione, seppure con “retribuzione invertita” a carico dei lavoratori, ci sediamo sul divano in attesa di capire se possiamo dare ancora un senso a questo campionato.
Tra infortunati, sciancati, indisponibili e siddiati sembra di stare all’ospedale dello Stato di Salem e così Dionisi può fare la formazione con meno numeri nel bussolotto. Pesca Vasic al posto di Verre dal primo minuto e Insigne al posto di Brunori reduce da un attacco influenzale. C’è anche Lund insieme a Nikolau e magari Pierozzi quindi non abbiamo idea di quale sia il modulo. Purtroppo siamo abbastanza sicuri che non lo sappia neppure il nostro “sciagurato” mister.
Stiamo a guardare sperando nel miracolo della seconda vittoria di fila. A noi gli avversari sembrano sempre più in palla, più in forma e più precisi di noi e ricordano il Brasile di Rivelino. Che abbiamo fatto di male per meritarci tutto questo? La partita va avanti per inerzia, con il Palermo che fa da spettatore senza mai tenere la palla per più di due passaggi di fila e ci prova ogni tanto su calcio piazzato.
Poi il Cittadella comincia a rallentare e i rosanero sembrano prendere campo, confusamente e a strappi come una Fiat Uno turbo rubata e noi – illusi – un po’ cominciamo a sperarci. Quando ormai ci sembra che il primo tempo passi sereno arriva il gol del Cittadella con Vita lasciato da solo e Desplanches che si fa passare la palla sotto le mani. Apriamo una magnum di Chianti all’intervallo con la seria prospettiva di berla tutta in due se non si rimette in sesto questa partita.
Entra Brunori al posto di Insigne e speriamo che la coppia d’attacco funzioni. Proprio all’inizio della ripresa rischiamo di restare in superiorità numerica e speriamo anche nel rigore ma al Var tutto congiura contro di noi e ci resta solo una punizione. Ma stavolta non la sprechiamo, perché Brunori tira una sassata che il portiere non trattiene e che dal palo finisce sul piede di Lund che la mette dentro! E siamo pari!
Ci aspettiamo che il Palermo alzi il ritmo e schiacci il Cittadella nella propria area. Invece torna il mosciume del primo tempo e torniamo a lasciare il pallone troppo agli avversari. Dionisi riesuma Buttaro e fa entrare anche Gomes per Vasic che ormai non ne aveva più neanche per farsi un caffè in pantofole. Arriva anche il momento di Verre per quello che speriamo sia l’assalto finale per trovare una vittoria che somiglia tanto a quella ragazza che ti guarda ogni tanto ma è chiaro che non te la darà mai.
Quando mancano ormai cinque minuti più il recupero entra anche Henry che ormai pensavamo potesse essere utilizzato come pilone per il ponte di Messina. Proprio quando speriamo che i minuti di recupero ci possano regalare una gioia, arriva il gol di Masciangelo che ubriaca Buttaro e segna con il piede destro un gol incredibile che conferma che il Cittadella resta la nostra bestia nera.
Il Palermo perde ancora una partita che per valori tecnici non avrebbe dovuto avere storia. Ma gli errori sono davvero troppi e i giocatori non hanno idea di cosa fare con il pallone. Per noi è ora di cambiare Dionisi che non sembra più avere idea di come rimettere in sesto questa barca ed anzi ogni suo movimento rischia di ribaltarla sempre più fino ad affondare. Qualcuno intervenga prima che sia troppo tardi perché il 2025 è già qui e i vostri cronitifosi vi fanno, comunque, tristi, amareggiati ed incazzati gli auguri di un Happy New Year (magari in inglese lo sentono fino a Manchester!).
Desplanches 4 – Prende un goal sul suo palo che grida vendetta per la violazione delle regole minime che disciplinano la prestazione del portiere. Sul secondo goal avrebbe dovuto fare un mezzo miracolo, ma non ci sembra proprio che sia nel suo repertorio. Infilzato.
Baniya 4 – È corresponsabile del goal del vantaggio del Cittadella perché si lascia sfilare davanti l’attaccante non si sa per quale ragione, e prosegue con la stessa incertezza per tutta la partita. Correo.
Nikolaou 4,5 – Sembra sempre in ritardo e lontano dall’uomo sulla marcatura tranne quando decide di entrarci pesante in maniera sconsiderata, beccandosi subito una ammonizione. Greco.
Ceccaroni 5 – Gli avversari gli lasciano spazi per proporsi in avanti, ma lui ne approfitta raramente e sull’unica vera palla goal, che avrebbe potuto cambiare la gara, arriva scomposto e la calcia malamente fuori. Scentrato.
Pierozzi 5 – Non giocava da tempo immemorabile e si vede risultando lento, macchinoso e affaticato. Esodato.
(dal 26′ s.t. Buttaro) 4 – Probabilmente ha sempre sognato di giocare contro Ronaldo il Fenomeno e, in mancanza, rende un fenomeno il carneade Masciangelo che lo “scherza” con una giocata che vale la vittoria. Improbabile.
Segre 5 – Una delle colpe peggiori di Dionisi è quella di avere reso una delle colonne del centrocampo rosanero un inutile corridore dedito solo al contenimento e dall’inseguimento degli avversari. Frustrato.
Ranocchia 4 – Era sembrato pronto ad uscire dal lungo tunnel in cui si era infilato ma, a quanto pare, era stato solo un’illusione e non combina praticamente nulla. Profondo notte.
(dal 36′ s.t. Verre) s.v.
Vasic 6 – Gioca probabilmente la sua migliore partita con la maglia rosanero entrando da protagonista, soprattutto nel primo tempo, in tutte le azioni più pericolose. Purtroppo gestisce male alcuni palloni che avrebbero potuto avere ben altra sorte. Sorpresa.
(dal 26′ s.t. Gomes) 6,5 – L’intraprendenza e la rabbia con cui gioca i 20 minuti che il mister gli concede, dopo averlo inspiegabilmente accantonato, sono la prova più evidente che l’allenatore non ha più una idea sensata di chi e come debba andare in campo e debba essere mandato via prima possibile. Garra.
Lund 6 – Un gol purtroppo inutile ma anche una buona spinta e la partecipazione alle azioni d’attacco più pericolose. Non è altrettanto positivo in fase difensiva. Offensivo.
Insigne 4 – Tanto movimento per produrre nulla come nella norma del codice navale borbonico. Facimmo ammuina.
(dal 1′ s.t. Brunori) 6,5 – Andate a leggere la pagella di Gomes, solo che anziché 20 minuti l’allenatore gli concede, addirittura, un intero tempo. Poi, un giorno magari ci spiegherà anche del perché non sia stato il titolare sempre e comunque, vista la netta differenza e superiorità rispetto ai compagni di reparto. Negletto.
Le Douaron 5,5 – Si batte su ogni palla cercando la profondità, anche se talvolta con movimenti goffi. Rende certamente di più con Il modulo con il doppio attaccante di movimento. Aggressivo.
(dal 40′ s.t. Henry) s.v.
Dionisi 0 – Non sappiamo se sia più scarso, confuso o sfigato. Ma siamo certi che non può più restare sulla panchina rosanero uno che ha inanellato mezzo campionato da film horror, sbagliando tutto quello che è possibile sbagliare, sistematicamente penalizzando i giocatori su cui avrebbe dovuto costruire la squadra e dimostrando una arroganza francamente insopportabile. The Walking Dead.
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