Palermo, un tempo e poi il vuoto: il solito copione con lo stesso prevedibile finale

Pubblicato il da Gabriele Cavallaro - aggiornato il - News, Notizie, Serie B

Palermo, un tempo e poi il vuoto: il solito copione con lo stesso prevedibile finale

La sconfitta contro il Cesena certifica una tendenza ormai ben nota: il Palermo gioca soltanto per un tempo. Il gol incassato da Saric dopo appena 20 secondi dall’inizio della ripresa è emblematico: si tratta della 28esima rete subita nei secondi tempi, su un totale di 42 gol concessi. In altre parole, il 66% delle reti incassate arriva nella seconda metà di gara e spesso sono concentrate nei primi 15 minuti del secondo tempo (8 su 28).

Due facce della stessa medaglia

Il dato evidenzia un improvviso crollo, che annulla quanto di buono fatto nei primi 45 minuti. Il contrasto è netto: dal 1′ della ripresa in poi il Palermo sarebbe diciassettesimo in classifica, peggio hanno fatto solo Brescia, Cittadella, Sampdoria e il già retrocesso Cosenza. Eppure, se le partite finissero al 45’, i rosanero sarebbero addirittura terzi. Un paradosso che apre a un interrogativo inevitabile: cosa succede nell’intervallo?

Nella conferenza stampa post-partita contro i romagnoli, Dionisi ha dichiarato: “Negli spogliatoi i ragazzi si sono caricati tra di loro, io ho detto giusto due parole“. Una frase emblematica, che sembra rivelare una mancanza di carisma da parte dell’allenatore, sempre più in difficoltà nel trasmettere leadership e nel tenere salde le redini del gruppo.

La mancanza di reazioni

È preoccupante che il Palermo, per l’ennesima volta in stagione, abbia subito gol nei primissimi istanti della ripresa. Ancora più grave, però, è stata la totale assenza di reazione dopo un episodio del genere. Nella sfida contro il Südtirol, i rosanero hanno faticato a rispondere al momentaneo pareggio firmato Barreca, fino a compromettere definitivamente la gara con un errore in fase di impostazione di Blin, che ha regalato agli altoatesini il rigore decisivo.

Contro il Cesena, invece, il gol dell’ex Saric ha tagliato le gambe alla squadra. Neppure i cambi – con gli ingressi contemporanei di Brunori, Segre e Di Francesco – sono riusciti a dare una scossa: il Palermo ha continuato a faticare nel creare pericoli dalle parti di Klinsmann, senza mai rendersi davvero minaccioso.

Un film già visto

È un copione già visto più volte, e non può essere attribuito soltanto a una questione di stanchezza fisica o mentale. Questa squadra mostra evidenti limiti caratteriali. Lo dimostra anche un dato emblematico: il Palermo non è mai riuscito a ribaltare una situazione di svantaggio in tutta la stagione.

Con sole due giornate rimaste, il campionato si avvia alla conclusione e i rosanero devono almeno tentare di salvare la faccia in una stagione deludente. Anche l’accesso ai playoff, dopo questa sconfitta, non è più così scontato.

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