Venezia – Palermo 1 – 1 /LE PAGELLE: si salvano Puscas e…la “panchina”. Il resto è buio
Pubblicato il da Guido Monastra - aggiornato il - News, Serie B
Sessanta minuti da scandalo. Poi qualcosa meglio che non basta a rincuorare l’animo del tifoso. Il pareggio è il minore dei mali ma il Palermo è stato orribile come gli capita spesso nelle ultime trasferte. Solo che questa volta si è trovato di fronte una squadra altrettanto brutta, che difatti ha vinto una sola volta in 12 partite. Ritmi lenti, nessuna voglia di lottare, nessuna idea e anche Stellone ci ha messo del suo. Quando dopo un’ora la squadra si piazza con il 4-4-2 e poi con il 4-3-3 va meglio. E c’è pure il rimpianto per il rigore sbagliato da Nesto e per l’occasione di Puscas proprio allo scadere. Ma non si può rischiare di perdere una partita così. E i due punti persi oggi peseranno.
VENEZIA: Vicario 8,5, Coppolaro 6, Modolo 6, Fornasier 6, Zampano 6, Segre 6,5 (dal 41′ Schiavone s.v.), Bentivoglio 6, Pinato 5,5, Bruscagin 6, Citro 6 (dal 30′ s.t. Di Mariano s.v.), Bocalon 7.
PALERMO: Brignoli s.v., Rispoli 4,5, Bellusci 3, Rajkovic 4,5, Aleesami 5,5, Murawski 5,5, Jajalo 5,5, Chochev 3 (dall’11’ s.t. Falletti 6), Trajkovski 3 (dal 32′ s.t. Moreo 6), Puscas 6, Nestorovski 4.
Brignoli s.v.: Sul gol sta a guardare ma non può fare molto di più: se si eccettuano un paio di uscite non deve fare nulla.
Rispoli 4,5: Sul gol di Bocalon dimostra, se ce ne fosse bisogno, che la fase difensiva proprio non gli cala: si fa superare dal cross che arriva sui piedi di Bruscagin. In fase offensiva non trova mai gli spazi giusti, si ferma a tre quarti e butta in mezzo palloni imbarazzanti. La cosa più bella della sua partita è un tiro da 25 metri che sibila vicino al palo.
Bellusci 3: Parte malissimo, Bocalon lo salta regolarmente e lui fa sempre fallo. In chiara difficoltà tecnica, si fa sorprendere in occasione del gol, rischia l’espulsione con una sceneggiata plateale e del tutto evitabile (rimediando la consueta ammonizione) e anche nella ripresa è lontano dalla condizione migliore.
Rajkovic 4,5: Anche lui è svagato, sbaglia un rinvio di testa, sembra sempre impacciato e lento, anche lui sta a guardare sull’1 a 0. È da un po’ che non convince.
Aleesami 5,5: Se tutto quello di buono che fa (neanche tanto) si risolve in un passaggio orizzontale o addirittura indietro è perfettamente inutile. È così per un’ora, poi quando il Palermo cambia modulo va un po’ meglio (ma neanche tanto).
Murawski 5,5: Visto il ritmo della squadra sembra che lui corra freneticamente: ma in realtà sono gli altri che sono fermi, lui fa qualcosina in fase di recupero palla, poi si adegua sui passaggetti orizzontali.
Jajalo 5,5: Lentissimo anche lui ma è difficile distribuire gioco quando hai accanto le belle statuine. Però le cose migliori le fa lui: nella ripresa si inventa l’azione che porta al rigore con una bella palla per Nestorovski, poi una sua conclusione un po’ “sporca” sfiora il pareggio che Vicario e la traversa gli negano. Non basta per la sufficienza.
Chochev 3: Inguardabile, indisponente, impreparato, inefficace. Come gli succede da troppe partite. Nulla, ma proprio nulla, di appena significativo. Esce dopo 55 minuti ed è un mistero che sia stato in campo oltre l’intervallo.
(dall’11 s.t. Falletti) 6: Con lui in campo cambia la partita (anche perché finalmente cambia modulo). Ha fatto giocare meglio la squadra dando ampiezza alla manovra.
Trajkovski 3: La prima domanda è: ma l’ha fatta una cosa giusta, almeno una? La seconda domanda è: ma l’ha fatta una cosa, una cosa qualunque? Per 76 minuti no di sicuro, poi una cosa la fa: esce dal campo per fare posto a Moreo.
(dal 32′ s.t. Moreo) 6: Come per Falletti, il suo ingresso serve a migliorare il modulo e la squadra ne beneficia. Dopo pochi minuti si rende pericoloso con un colpo di testa e va anche vicino al 2 a 1 con una combinazione stretta e veloce.
Puscas 6: Dove gioca lui c’è la maggiore concentrazione di difensori veneziani: impossibile che la palla gli arrivi, quantomeno in modo giocabile. Però ha il guizzo decisivo sul calcio d’angolo dove è bravo a liberarsi e a deviare in modo preciso. Il suo settimo gol in campionato tiene a galla il Palermo. Se fa gol al 96esimo è tutta un’altra storia
Nestorovski 4: L’errore dal dischetto segna gravemente la sua partita: il tiro è angolato ma troppo debole. Può capitare ma in una giornata come questa è la goccia che fa traboccare il vaso del Palermo. È lui a procurarsi il rigore, è lui a fare l’unico tentativo di tiro in porta nel primo tempo. Ma è tutto inutile se poi non riesci a trovare il gol dal dischetto.