Accardi, il “gancio” con York: “Palermo ha sprecato un’occasione epocale”

Pubblicato il da Guido Monastra - aggiornato il - News, Serie B

Accardi, il “gancio” con York: “Palermo ha sprecato un’occasione epocale”

“Delusione? Tanta ma la coscienza a posto”. Ecco lo stato d’animo in casa York Capital all’indomani dell’annuncio con cui il Palermo ha comunicato il raggiungimento di un accordo con il gruppo Arkus Network di Walter Tuttolomondo per la cessione delle quote.

A parlare è Peppe Accardi, ex giocatore del Palermo, adesso procuratore sportivo. È stato lui il “gancio” tra il Palermo e la York Capital, ha seguito a distanza gli sviluppi della trattativa ed è inevitabile che “tifasse” per la soluzione americana. Che adesso, apparentemente, resta solo un sogno. L’accordo infatti, per quanto vincolante, deve ancora “essere perfezionato”, come recita il comunicato ufficiale. E sembra che ci sia tempo fino alla prima settimana di maggio.

Accardi racconta adesso una storia lunga un anno con il sincero rammarico di chi aveva accarezzato un sogno.
“Ci sono cose che non dipendono dai soldi. E difatti l’affare è saltato non per soldi ma per altri motivi. L’interesse di York Capital per il Palermo, ma soprattutto per la città di Palermo, non c’entra quasi nulla con gli aspetti speculativi che di solito stanno dietro tutti gli affari”.

Ci racconti l’inizio?
“Più o meno un anno fa. Io, che sono innamorato di Palermo, ho invitato un amico americano che lavora nel campo della finanza. Mentre passeggiavamo di notte per le strade del centro storico si fermò e mi disse testualmente: “Mai nessuno mi aveva raccontato quanto era bella Palermo, è persino meglio di Roma”. Ricordo come se fosse ieri: eravamo in via Maqueda, temperatura primaverile, le strade piene di turisti…”

E poi?
“Mi confidò che la società per la quale lavorava aveva un progetto da sviluppare in campo calcistico. Mi fece due domande sul Palermo, gli frullò subito l’idea che la squadra su cui investire potesse essere il Palermo e ne parlò alla sua società che valutò positivamente l’idea”.

E lei fece da “gancio”. Con chi?
“Lo misi in contatto con Maurizio Zamparini, era ancora il proprietario e non aveva subito gli arresti domiciliari. Ma il mio amico capì subito che era molto difficile, se non impossibile, arrivare al dunque. Zamparini sfuggiva, prendeva tempo, non forniva le carte ufficiali che gli venivano richieste. Decisero di lasciare perdere”.

CHI E’ ARKUS NETWORK: IL PROFILO

Per contattare la Sampdoria?
“York Capital non ha mai avuto alcun interesse per la Sampdoria, ha trattato solo e soltanto il Palermo”.

Quando sono ripresi i contatti con il Palermo?
“Dopo il fallimento della cessione al gruppo inglese si sono rifatti sotto e negli ultimi due mesi c’è stata l’accelerazione decisiva. In poco tempo – dopo lo studio di tutti i bilanci – era stato raggiunto l’accordo su ogni cosa. Lo stesso Rino Foschi, che da mesi sta cercando di salvare il Palermo da una situazione di oggettiva difficoltà, era entusiasta della cessione a York Capital”.

I progetti erano davvero così ambiziosi?
“Mai prima d’ora un fondo americano di questa grandezza aveva deciso di investire al di sotto della Toscana, credendo nelle enormi potenzialità della città e della Regione. C’era già il progetto di un grande centro sportivo, probabilmente un nuovo stadio, la squadra stabilmente tra le prime della serie A, un forte sviluppo del merchandising sfruttando anche la popolarità della squadra in America. Un salto di qualità molto più grande di quello che gli ha fatto fare Zamparini quindici anni fa. Del resto parliamo di gente che amministra oltre 20 miliardi di dollari, ce l’avete un’idea di quale forza avrebbe avuto?”.

Si è parlato di una clausola che ha fatto saltare tutto…
“Il Palermo pretendeva la firma di una clausola che riguardava il conferimento degli ormai famosi 20 milioni di euro che Mepal deve al Palermo. Una vicenda molto delicata, per la quale la società è finita sotto la lente d’ingrandimento della Procura della Repubblica. I legali contattati da York hanno unanimemente sconsigliato di sottoscrivere le condizioni volute dal Palermo. Come vede, non una questione di soldi ma solo di chiarezza, un gruppo di questa rilevanza non può permettersi il rischio di compiere passi falsi. Si vedrà in futuro se questa prudenza era giustificata, in ogni caso su certi argomenti non tocca a me parlare, sono certo che sarà la stessa York Capital a fare chiarezza”.

Lei avrebbe avuto incarichi nella nuova società?
“Penso proprio di no. Ho soltanto fatto da tramite, però ho accarezzato l’idea di una svolta epocale. Da palermitano mi sento deluso perchè è stata sprecata una grande occasione”.

P.S.: Proprio ora leggo da altre parti interviste con Accardi “in esclusiva”. Chiedo scusa perché evidentemente questa intervista o non è vera o è abusiva (gm)

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