Baldini: “Colpa nostra. Il Palermo deve imparare a gestire le emozioni”
Pubblicato il da Alessandro Geraci - aggiornato il - News, Serie C
Occasione mancata per il Palermo di Silvio Baldini che gioca un primo aggressivo al “Barbera” portandosi sul 2 – 0 per poi farsi recuperare dal Messina nella seconda frazione di gioco. Il tecnico rosanero prova a spiegare i perché del pareggio finale a Eleven Sports: tutta questione di “testa”
“E’ successo che il calcio è fatto di episodi – afferma Baldini -. Ci ha girato qualcosa male e ci ha condizionato. Il calcio è fatto di emozioni, non devi pensare se stai vincendo o perdendo, altrimenti la partita va in discussione”.
L’allenatore prosegue evidenziando gli errori ma non vuol sentir parlare di Blackout. “Questa è stata la prima partita in cui abbiamo creato più palle gol ma non siamo riusciti a concretizzare le occasioni avute. Il campionato è ancora lunghissimo, dobbiamo continuare e magari ci saranno partite in cui troveremo noi la situazione favorevole per far gol e i punti persi qua”.
“Il 100% del Palermo targato Baldini arriverà quando i ragazzi impareranno a gestire le emozioni. Non penso sia questione di modulo che serve come indicazione: in campo devi essere padrone di te stesso”, ha concluso.
Le parole di Baldini in conferenza stampa
Il tecnico rosanero ha proseguito l’analisi del match in conferenza stampa: due gol in dieci minuti quando la partita sembrava in pugno. “Ci sono delle situazioni negative che quando nascono vuol dire che abbiamo messo del nostro. Potevamo anche trovare il terzo gol, non c’era niente che facesse pensare che poteva finire in questo modo. Dispiace perché è bastato un episodio negativo e loro poi hanno trovato il pari”.
Riguardo l’organico Baldini non ha dubbi: “In tutti i moduli ci sono giocatori che possono esprimersi meglio o peggio, io penso che se il Palermo vuole fare qualcosa di importante deve essere propositiva. Ampiezza, profondità e movimento sono basilari. Secondo me il Palermo in questo momento deve gestire meglio le sue emozioni“.
“Sono venuto qui per aiutare e per farlo devo far capire che nella fase propositiva il pallone va giocato in un certo modo – prosegue – altrimenti è difficile creare palle gol. Se una partita del genere ci deve mettere in difficoltà si va poco lontano. Non c’è bisogno di piangere, bisogna ripartire. Dobbiamo andare a Campobasso convinti di quello che siamo. Come mai a loro è bastato solo un episodio per mettere in discussione tutta l’autostima? Questa è la domanda che dobbiamo farci. Il gol ci ha messo quella pressione negativa che non ci ha permesso di fare le cose normali che dovevamo fare”.