Corini, agosto “bollente” tra modulo e calciomercato
Pubblicato il da Lorenzo Pace - aggiornato il - News, Serie B
Eugenio Corini si prepara a plasmare il nuovo Palermo. Bisogna essere pratici e programmare con raziocinio, ma il punto di partenza è chiaro. Ad oggi, l’ossatura della squadra è impostata sul 4-2-3-1 dell’ex Baldini e mancano i giocatori che permettano al nuovo allenatore di schierare i suoi moduli più congeniali: il 4-3-3, utilizzato soprattutto ad inizio carriera con Crotone e Frosinone, o il 4-3-1-2, che Corini ha messo in campo col Brescia.
Ci sarà da lavorare molto sul mercato, sia in entrata (almeno sei gli acquisti da fare) che in uscita e le modifiche agli schemi saranno graduali. Corini ha già visto il Palermo, si è fatto un’idea precisa di cui ha già parlato con i responsabili tecnici del City Group e adesso si attende che arrivino le prime mosse al calciomercato.
Il 4-3-1-2 ha portato Corini a vincere la Serie B nel 2019 col Brescia e oggi è diventato il ‘suo’ modulo. In attacco c’erano Torregrossa e Donnarumma: due attaccanti che insieme hanno segnato 37 gol. Dietro di loro, Corini schierava trequartisti tecnici e dotati di un’ottima visione di gioco, cioè Tremolada o Spalek. La mediana, invece, era molto fisica e aggressiva (in quella squadra c’era anche l’ex rosa Dall’Oglio), ma anche forte tecnicamente per verticalizzare o essere pericolosa su palla inattiva (su tutti Tonali, oggi stella del Milan). Dunque, un Brescia che si affidava ai due bomber in attacco e con un centrocampo (trequartista compreso) con il compito di farli segnare il più possibile.
Oggi a Palermo sembra impossibile per Corini replicare quello stile di gioco. In rosa, innanzitutto, non ci sono due punte. L’unico vero attaccante è Brunori, che quando è stato affiancato da Soleri ha faticato tantissimo. E lo stesso Soleri può essere considerato un attaccante atipico, peraltro incapace di segnare quando viene schierato dall’inizio della partita. L’interesse per Di Mariano è concreto (già cercato anche in passato) ma la trattativa è ancora tutta da sviluppare.
Manca anche il trequartista classico: c’è Luperini (uno dei pochi ad avere mercato in uscita) ma le sue capacità e il suo stile di gioco sono differenti da quelle dei fantasisti avuti da Corini a Brescia. A centrocampo, inoltre, si presenta un problema numerico: con l’addio di De Rose, il Palermo è rimasto con due soli giocatori, Broh e Damiani, in mezzo al campo. Serviranno almeno due rinforzi di qualità e sostanza. Con il 4-3-3 si potrebbero sfruttare gli esterni come Valente, Elia o Floriano ma resterebbe comunque corta la rosa al centro del campo.
E anche la difesa va adeguatamente ritoccata: cinque gol subiti col Pisa, due con la Reggiana e tre contro il Torino sono troppi, pur con tutte le attenuanti possibili. Nedelcearu ha fatto una bella impressione al debutto ma Marconi e Buttaro hanno sofferto maledettamente l’esuberanza di giocatori più tecnici e fisicamente più dotati: anche lì ci sarà da sistemare alcune cose.
Se non sarà una rivoluzione poco ci manca. Con l’aggravante di aver perso un mese per inseguire un progetto che è fallito prima di cominciare ma con la serenità di avere un gruppo solido alle spalle che ha le potenzialità per rimediare, anche in corsa, ad eventuali carenze.