Il Palermo sale sul treno dei desideri. Le pagelle ironiche di A&F

Pubblicato il da Carlo Amenta e Gery Ferrara - aggiornato il - News, Serie B

Il Palermo sale sul treno dei desideri. Le pagelle ironiche di A&F

Non ci siamo ancora ripresi dalla brutta botta della sconfitta con il Cosenza che si ritorna subito in campo in una partita d’alta quota contro il Venezia. In casi come questi ci sovviene sempre alla memoria il monologo del protagonista del film/libro cult “Fever pitch” su quanto ha significato il calcio per noi anche perché, per fortuna, c’è sempre un’altra partita che ti fa dimenticare quella precedente. Opportunità che purtroppo, nelle cose “normali” della vita, non si verifica spesso.

Passato questo momento riflessivo, che in effetti si addice poco a due cazzari come i vostri cronitifosi, riceviamo sulla app del cellulare la formazione e torniamo alla realtà, sgranando gli occhi per le novità tra le fila dei rosanero. Centrocampo rivoluzionato con l’ingresso di Gomes, Vasic e Coulibaly, sugli esterni Lund e Insigne dall’inizio, coppia centrale straconfermata, così come Mateju e Di Francesco e, ovviamente, capitan Brunori al centro dell’attacco.

Mentre stiamo ancora dibattendo sulla nostra chat selezionata di malati tifosi rosanero sui pro e i contro di questi stravolgimenti, Brunori si inventa un assist perfetto per la penetrazione in area di Lund, abbattuto da un difensore veneziano. L’arbitro non ha esitazione ad indicare il dischetto del rigore, confermato dopo un lungo e ansiogeno check Var. Mentre Brunori si appresta a calciare a noi torna il mente il monologo di Paolo Rossi sugli errori dagli undici metri di Evaristo Beccalossi e non abbiamo il coraggio di guardare. Ma il Capitano ci smentisce e si sblocca insaccando senza timori.

Neanche il tempo di esultare e il Palermo potrebbe raddoppiare ma su una imbucata di Di Francesco la palla attraversa tutto lo specchio della porta senza che nessuno la butti dentro. Il Venezia comincia a pressare e ad agitarsi come un toro infilzato dalle banderillas ma i rosa in un modo o nell’altro tengono. Nel recupero arrivano le due palle migliori per i veneti, una clamorosamente calciata alta da due passi e una, purtroppo, realizzata proprio all’ultimo secondo dopo una minchiata di Coulibaly e un fortunatissimo rimpallo proprio sui piedi del marcatore veneziano.

Si va al riposo in pareggio e con il nostro fegato talmente marcio che siamo costretti a tenerci lontano da qualunque cosa alcolica che abbiamo in casa per evitare una botta di cirrosi fulminante. Si ricomincia e nei primi 10 minuti il Venezia continua ad attaccare sulle ali dell’entusiasmo del pareggio e sfiora due volte il gol. Noi decidiamo di fottercene delle condizioni del nostro fegato e sperando serva ad esorcizzare uno scatenato Pohjanpalo ci apriamo una vodka finlandese ad altissima gradazione alcolica per abbassare il nostro livello di ansia.

Finalmente al 13’ si vede anche il Palermo con un tiro da fuori di Insigne di poco sopra la traversa. Dopo una altra ripartenza pericolosa del Venezia sale in cattedra il Capitano che fa girare la partita. Prima un miracolo del portiere veneziano gli nega il gol, ma sul successivo angolo Lucioni si arrampica in cielo e mette in condizione Brunori di insaccare con un facile tap-in di testa. Visto che ha portato bene, ci diamo dentro pesante con la vodka per festeggiare il nuovo vantaggio. Comincia la girandola dei cambi ma noi non guardiamo più la partita né cerchiamo di capire gli schemi, concentrati solo sul cronometro che va più lento dell’accelerato da Bagheria a Capo d’Orlando.

Il Venezia arremba ma Lucioni e company le prendono tutte e quando ci accingiamo a vivere i sei minuti di recupero attaccati al defibrillatore il Capitano mostra comprensione per le nostre deboli coronarie e tir fuori l’hat trick. Vittoria in cassaforte e bottiglia di vodka definitivamente svuotata. Il Palermo vince con una prestazione gagliarda, dimostrando di essere una squadra vera, capace di soffrire ma anche di approfittare delle sue individualità e volando sempre più in alto, proprio là dove osano le aquile. Forza Palermo!

Pigliacelli 7 – Impegnato solo in uscita sulle palle insidiose dei lagunari. Non sbaglia nulla. Regolare.

Mateju 6 – Copre dignitosamente e difficilmente sbanda. Equilibrista.

(dal 28’ s.t. Nedelcearu 6,5) – Entra in un momento complicato in un ruolo non suo. E fa figura. Palle quadrate.

Lucioni 10 e lode – Spazza via tutto e pressa senza sosta. È un muro in difesa. Va avanti e segna un quasi gol fornendo un assist a Brunori. Quando lo inquadrano ti fa passare le preoccupazioni. Ansiolitico.

Ceccaroni 5,5 – Un liscio in area pericoloso che è solo il preludio al gol. Fatica a contenere gli attaccanti veneti e non è lucido come al solito, forse risente del suo passato in laguna. Nostalgico.

Lund 6,5 – Si procura il rigore con un dribbling alla moviola che non lascia scampo all’avversario. Difende e attacca con la stessa intensità ed è il padrone della fascia. Meriterebbe più aiuto da Di Francesco. Solitario.

(dal 18 s.t. Aurelio 6) – Prova ad alzare il baricentro della squadra in un momento complicato. Gli avversari pressano e si trova a difendere come può. Assaltato.

Vasic 5,5 – Corre molto ma senza troppo costrutto. C’è ma non si vede più di tanto. Intermittente.

(dal 32’ s.t. Henderson s.v.)

Gomes 7 – Cuce tra difesa e attacco e ha sempre il passo giusto. Non sbaglia un passaggio, gestendo la palla sempre con serenità in mezzo a un nugolo di avversari. Metronomo.

Coulibaly 6 – È imponente e copre mezzo campo. La gestione del pallone a centrocampo è sempre lucida ma il suo errore davanti alla difesa ci costa un gol e almeno mezzo voto, e forse anche di più. Rimandato.

Insigne 6 – Ci prova da fuori spesso e volentieri. Non inquadra la porta ma mette in apprensione gli avversari. Ansiogeno.

(dal 18’ s.t. Segre 6) – Entra per correre e tamponare e si adegua. Applicato.

Brunori 10 e lode – Ha il coraggio di andare sul dischetto nel momento più difficile della stagione. Segna un gol che vale un campionato. Partecipa di più all’azione, tornando a fare a sportellate a centrocampo e si crea anche lo spazio per battere a rete. Segna da bomber d’area il raddoppio e chiude con una tripletta da sogno. Back to the future.

Di Francesco 5,5 – Taglia bene il campo e crea spazi all’inizio ma si spegne quasi subito. Effimero.

(dal 18’ s.t. Mancuso 6,5) – Tiene palla e ci fa rifiatare. Bombola.

Corini 9 – Cambia tutto e si prende una grande responsabilità. Insiste su Brunori, non sbaglia i cambi e trasmette alla squadra l’atteggiamento giusto dopo la mazzata del gol del pareggio. Indomito.

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