Venezia – Palermo 1 – 3 LE PAGELLE / Brunori super, bene Lucioni

Pubblicato il da Guido Monastra - aggiornato il - News, Serie B

Venezia – Palermo 1 – 3 LE PAGELLE / Brunori super, bene Lucioni

È la terza vittoria consecutiva in trasferta, quelle che zittisce sul nascere i malumori provocati dalla sconfitta di sabato col Cosenza. Una vittoria autorevole e meritata per quanto sofferta, del resto il Venezia è una delle squadre più forti sulla carta.

Corini alla fine ha ragione: stravolge il centrocampo, prendendosi una buone dose di rischio, cambia tre giocatori dopo il 2 a 1 e alla fine rischia il minimo sindacale grazie a un Brunori finalmente devastante, decisivo come ai bei tempi.

La prima mezz’ora è stata quasi dominata, poi il solito cortocircuito che ha consentito al Venezia di trovare il pareggio poco prima dell’intervallo, qualche sofferenza in apertura di ripresa, ma poi di nuovo un Palermo con la necessaria personalità.

E adesso la classifica cambia di nuovo, il Palermo è secondo in attesa delle altre gare ma con il morale di nuovo alto.

VENEZIA: Joronen 6,5; Candela 6 (dal 37′ s.t. Cheryshev s.v.), Altare 5, Idzes 5,5, Sverko s.v. (dal 21′ p.t. Zampano 5,5); Busio 5,5 (dal 23′ s.t. Andersen 5,5), Tessmann 5,5, Lella 6 (dal 23′ s.t. Bjarkason 5,5); Johnsen 5, Pohjanpalo 6,5, Gytkjaer 5,5 (dal 23′ s.t. Pierini 5).

PALERMO: Pigliacelli 6; Mateju 6 (dal 28′ s.t. Nedelcearu 6), Lucioni 7, Ceccaroni 5,5, Lund 7 (dal 18′ s.t. Aurelio 6); Vasic 6 (dal 32′ s.t. Henderson s.v.), Gomes 6, Coulibaly 6,5; Insigne 6 (dal 18′ s.t. Segre 6), Brunori 8,5, Di Francesco 6 (dal 18′ s.t. Mancuso 6,5).

Pigliacelli 6: Sul gol di Pohjanpalo può solo prendersela con i suoi, incapaci di fronteggiare un’azione tutto sommato evitabile.

Mateju 6: Resta piantato nella sua zona, cosa che dà maggiori garanzie difensive anche per alcune puntuali diagonali. Ma il fatto che non si sgancia mai penalizza il Palermo su quella fascia, lasciando Insigne a corto di rifornimenti. È provvidenziale in un salvataggio nella ripresa con un’acrobazia difensiva sulla quale si fa male.

(dal 28′ s.t. Nedelcearu) 6: Rieccolo in campo, dopo aver fatto il protagonista della passata stagione. Entra al posto di Mateju e rileva la sua posizione di braccetto destro nella difesa a tre. Non demerita.

Lucioni 7: Riesce a fare la differenza anche in una partita nella quale commette qualche errore veniale di chiusura difensiva. Però recupera tutti i palloni alti nella sua area, in un modo o nell’altro riesce sempre a farsi trovare nei pressi della palla per spezzare le trame avversarie e ha i meriti principali sul 2 a 1, perché va a prendere in cielo un pallone difficile e lo indirizza verso la porta agevolando il compito di Brunori.

Ceccaroni 5,5: Uno svarione clamoroso in area regala una palla gol gigantesca a Pohjanpalo che spreca da pochi metri. E all’inizio del secondo tempo è piuttosto distratto ancora su Pohjanpalo che va a un passo dalla rete. È la fotografia di una partita non brillante, dove più di una volta si trova in affanno.

Lund 7: Un’altra prestazione autorevole sia in marcatura che in impostazione. È lui a procurarsi il rigore dopo una triangolazione con Brunori e grazie a una “sterzata” in area che costringe il difensore al fallo. Sempre puntuale negli inserimenti ma soprattutto tende a non sprecare mai palla e riesce a essere sempre presente in fase difensiva. Esce per la solita staffetta con Aurelio ma forse avrebbe meritato di restare in campo.

(dal 18′ s.t. Aurelio) 6: Entra col Palermo in vantaggio e dunque deve un po’ cambiare le sue caratteristiche, preoccupandosi più di difendere che di attaccare; più concentrato dell’ultima gara.

Vasic 6: Ripescato dopo alcune partite in panchina. Sembra a tratti ispirato ma in realtà sulla gara incide pochino. Sembra un po’ spaesato sul piano tattico ma Corini lo tiene in campo più a lungo di altri compagni, evidentemente soddisfatto del suo lavoro. La sufficienza è comunque un po’ risicata.

(dal 32′ s.t. Henderson) s.v.: Gioca centralmente, non tocca tanti palloni ma entra in campo con la giusta motivazione.

Gomes 6: Ha il senso della posizione che gli permette di rallentare le azioni di un non irresistibile Venezia, però sembra ancora lontano dal giocatore che per almeno due mesi ha brillato nella scorsa stagione. Prende un po’ di coraggio in più nella ripresa, giocando più palloni e dettando il ritmo.

Coulibaly 6,5: Recupera decine di palloni correndo a perdifiato e legittimando la scelta di schierarlo titolare per la prima volta. Non è elegante ma spesso efficace. Però sul gol del pareggio c’è un suo errore iniziale al limite dell’area che innesca l’azione del Venezia: una ‘topica’ grave, anche perché evitabilissima. Nonostante ciò resta però il più utile del rinnovato centrocampo rosanero. E per farsi perdonare l’errore del primo tempo recupera il pallone che dà il via al gol del 3 a 1.

Insigne 6: Una bella palla in verticale per Di Francesco ma non è una presenza continua nel gioco del Palermo. Non è ancora in brillante condizione atletica e deve gestire le forze. Prova il tiro dalla distanza, nella ripresa, che va vicino all’incrocio: cerca di sfruttare al massimo il suo talento.

(dal 18′ s.t. Segre) 6: Si piazza nel ruolo di mezz’ala destra, sfrutta la sua freschezza atletica e la sua buona condizione per dare il contributo a difesa del vantaggio.

Brunori 8,5: Partenza a duemila. È carico come una molla e la conferma arriva dalla determinazione con cui si prende la responsabilità del rigore che porta in vantaggio il Palermo. Non è un tiro facile, si può intuire quanti pensieri gli siano passati per la testa in quei secondi. Il primo gol stagionale lo gasa ulteriormente, non gli basta. E così anche nella ripresa è decisivo: prima va alla conclusione di sinistro ma il portiere avversario compie un miracolo, poi spinge in rete da pochi centimetri il pallone colpito di testa da Lucioni che forse sarebbe entrato lo stesso. E chiude la gara con un tocco preciso sull’uscita del portiere (e assist di Mancuso). Si prende qualche soddisfazione supplementare che lo ripaga di un mese di delusioni.

Di Francesco 6: Può fare di più, viste anche le attitudini tecniche. Raramente salta l’uomo o mette il Palermo nella condizione di far male. Ci sta che esca per far posto a un attaccante più fresco.

(dal 18′ s.t. Mancuso) 6,5: Largo a sinistra ma più attaccante rispetto a Di Francesco. Il fatto che entri in campo col Palermo in vantaggio lo costringe a una partita di tanto sacrificio ma di scarsi rifornimenti. Poi regala l’assist per il 3 a 1 di Brunori con un cioccolatino.

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