Mirri al GdS: “I 2,8 milioni? Ormai persi, mi sono sentito truffato”
Pubblicato il da Redazione - aggiornato il - News, Serie D
Tra passato e… futuro. Dario Mirri si racconta al Giornale di Sicilia e torna su quello che è era stato il suo primo vero approccio (a livello societario) nel mondo rosanero, cioè i 2,8 milioni immessi esattamente un anno fa nella vecchia società nel tentativo di aiutarla e aprire la strada all’ingresso di Preziosi. Che poi si tirò indietro: “Mica pensavo che Zamparini avrebbe messo altri soldi. Ero convinto che tutto finisse lì, invece ci fu un’operazione sopra la nostra testa. Mi sono sentito truffato”.
“GLI INSULTI A MASCARA NON FANNO PARTE DEL GIOCO”
Intervistato da Benedetto Giardina, racconta quei giorni e sottolinea: “Senza i 2,8 milioni forse non sarei qui? Forse sarei entrato prima, chi lo sa. Di certo quei soldi li abbiamo messi per salvarli e non per perderli, speravamo che il Palermo potesse resistere per andare in Serie A e non morire. Recuperarli? Io di milioni voglio recuperarne 28, se è per questo. Sono convinto che il Palermo venga dopo le big italiane, io e Di Piazza crediamo fortemente nell’internazionalizzazione. Mettiamo che il Palermo possa arrivare a valere un centesimo del Manchester City, parliamo comunque di 50 milioni se lo portiamo in A. Quei 2,8 milioni sono una perdita assodata”.
Lapidario invece su Tuttolomondo: “Capii non solo che avevo perso i miei soldi, ma anche che avevo perso il mio Palermo. Cosa mi resta? Rabbia e umiliazione. La nostra città non meritava di essere usata da certe persone per interessi personali”.
E se il presente è il campionato (“Dobbiamo vincere dieci partite, il campionato inizia domenica a Licata”) nel futuro c’è il centro sportivo: “Garantisco che lo faremo prestissimo. Non alla Favorita, ma in cuor mio vorrei farlo in città, perché deve essere un centro per i giovani e non possiamo costringere le famiglie ad andare fuori. Come investimento immobiliare, poi, a Palermo avrebbe un valore maggiore”.



