Foschi: “Zamparini non c’entra più niente. Il gruppo di Mirri sta valutando”

Pubblicato il da Andrea Zito - aggiornato il - News, Serie B

Foschi: “Zamparini non c’entra più niente. Il gruppo di Mirri sta valutando”

Il presidente del Palermo, Rino Foschi, è intervenuto nel corso della conferenza stampa di presentazione del difensore rosanero, Niklas Gunnarsson.

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ORE 16.43 – “La situazione con Mirri? È successo tutto quello che non doveva succedere: semplicemente ci sono dei contratti e delle opzioni. Abbiamo sbagliato tanto, ma la De Angeli ha spiegato bene il momento. Sicuramente sono cose delicate, ma abbiamo esagerato un po’ tutti. Ci sono delle difficoltà, ma sono convinto che ne verremo fuori e spero di farlo con la famiglia Mirri. Mirri è vicino ad un gruppo che dovrebbe prendere la società e farà la sua parte, speriamo anche per altri 4 anni. I discorsi fanno parte del momento, ma penso formeremo una grande società. Speriamo di recuperare perché altrimenti salta il banco”.

ORE 16.45 – “Adesso Zamparini non c’è più, gli inglesi non ci sono più, un proprietario non c’è; io e la De Angeli stiamo semplicemente gestendo le quote. E non è facile, per noi e per la squadra e per i tifosi, anche in termini di entusiasmo. Il primo passo che abbiamo fatto con il gruppo e Mirri al suo fianco penso sia la strada migliore da percorrere”.

ORE 16.46 – “Sono venuti fuori dei discorsi privati perché è una situazione difficile: un ex presidente agli arresti domiciliari, parole che non andavano dette… Certe parole si potevano evitare, le potevo evitare. Ma io resto fiducioso. I Mirri sono stati i primi a intervenire e con loro c’è un gruppo importante”.

ORE 16.47 – “Il gip? Zamparini ha venduto agli inglesi. È semplicemente un mio ex presidente, lui non c’entra più niente. La Procura ha questo dubbio, ma io non rendo più conto a Zamparini. Ho tolto le quote agli inglesi per dare un futuro alla società. Io non ho più niente a che fare con loro, sto sostenendo qualcosa di troppo grande per me. Ci sono gruppi interessati a fare una grande società. Zamparini non c’entra più niente”.

ORE 16.49 – “Problemi a trovare la soluzione? Non c’è nessun problema. Forse ho sbagliato a dire delle cose sull’azionariato popolare (il crowdfunding, ndr.), ma siamo nei tempi. Il gruppo alle spalle di Mirri sta valutando. Se tutto questo non si realizzasse Mirri resta partner ma avremmo il tempo per trovare delle alternative. Potrebbe anche essere che qualcosa si saprà giorno 10 o 12 marzo (Mirri ha l’opzione fino al 13). Abbiamo parlato anche troppo: ho perso di vista anche lo spogliatoio per pensare a questo”.

ORE 16.51 – “C’è un po’ di confusione, forse l’abbiamo creata noi, ma mettetevi nei miei panni, in un lavoro che non è il mio. Tante società sono saltate, noi non vogliamo saltare. Il Palermo è sospeso, ma vogliamo salvarlo trovando un investitore serio”.

ORE 16.53 – “Chiariamo una volta per tutte: Mirri fa un lavoro di pubblicità e il Palermo è senza proprietà. Mirri è stato avvicinato da questo gruppo e lui ha fatto il primo passo per conto di questa cordata. Ci sono ovviamente anche altre richieste, ma sono fiducioso in questa strada con cui siamo partiti. Le alternative quante sono? Non è una questione di asta, ma semplicemente di essere coperti…. il resto non conta, ogni giorno c’era una cordata nuova, tipo Follieri, ma di concreto non c’è nulla. Abbiamo un progetto che può andare in porto. E il nome del gruppo verrà fuori: in questo team Mirri è un uomo di punta”.

ORE 16.56 – “Dovete capire il momento: non siamo allo sbando, ma anche Zamparini mi disse di recuperare diversi milioni sul mercato per non saltare. Lui poi non ne poteva più: ha venduto la società, l’ha venduta male e glielo abbiamo consentito. Siamo stati bravi a togliere le azioni agli inglesi: c’è voluto coraggio e metterci la faccia. Palermo è la quinta città d’Italia. Io vi chiedo scusa per gli errori fatti, sono stati frutto del momento, ma non siamo dilettanti allo sbaraglio”.

ORE 16.57 – “Forse ne veniamo fuori bene, anche se subisco qualche critica (che ci sta). Stiamo gestendo difficoltà enormi, ma se con questo gruppo la cosa va in porto sarà l’anno più bello della mia vita e potremo dedicarci solo al campionato”.

ORE 16.59 – “Abbiamo giocato in casa con 23 mila paganti, abbiamo risvegliato l’ambiente facendo un passo coraggioso. Domani dovremo fare una partita come quella col Brescia. Ora penso alla squadra perché andare in Serie A è un sogno per tutti e il Palermo avrebbe prospettive importantissime. Questo gruppo, con Mirri, so cosa potrebbe fare: si può iniziare un discorso molto importante; per me sarebbe un trionfo. E credetemi: è tutto più semplice di quanto immaginate”.

ORE 17.01 – “Gli stipendi, pur rischiando, li ho garantiti. La sconfitta di Crotone non mi preoccupa ma mi amareggia: è una sconfitta strana, soprattutto per quello che non abbiamo fatto. È un discorso di mentalità e cattiveria. Alla squadra l’ho detto: vi siete mangiati la Serie A l’anno scorso per questa mentalità qui. Dovete mettere cattiveria e concentrazione, a partire dal match con il Lecce”.

ORE 17.03 – “Capisco che i tifosi non siano contenti. Ora conto solo la voglia di vincere perché anche i risultati possono aiutare la cessione. C’è qualcosa che non va: l’approccio a Crotone è stato sbagliato. Stellone deve sapere che deve fare qualcosa in più, ovviamente anche la società”.

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