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Palermo, la classifica non è bugiarda: cosa è mancato per la promozione diretta

Il primo obiettivo stagionale sfuma a due giornate dal termine, dopo una lotta intensa e appassionante. Il Palermo non può più centrare la promozione diretta, ma si presenterà ai playoff da una posizione favorevole, con buone possibilità di conquistare la tanto agognata Serie A.

Quello che si sta concludendo è il campionato più equilibrato e ‘veloce’ degli ultimi anni. Venezia, Monza e Frosinone hanno disputato una stagione da dieci, a prescindere dall’esito finale. Lo stesso non si può dire del Palermo, che non è riuscito a stare al passo delle primissime pur vivendo un’annata molto positiva, con numeri significativi e un miglioramento netto rispetto alla scorsa stagione. Qualcosa, però, è mancato, ed è proprio su questo che bisognerà ragionare in vista degli spareggi promozione.

Il ‘crollo’ di ottobre

Il primo vero gap con le prime tre della classifica si è creato a cavallo tra ottobre e novembre, quando sono arrivate tre sconfitte in quattro gare: il k.o. a Catanzaro (0 – 1), la pesante sconfitta interna col Monza (0 – 3), poi la vittoria col Pescara e il nuovo passo falso in trasferta contro la Juve Stabia.



Nessuna delle tre ‘big’ ha subito tante sconfitte in un lasso di tempo così breve. Il Frosinone è l’unica che ha messo insieme due k.o. consecutivi, sempre a ottobre, contro Monza e Venezia, ma ha subito fermato l’emorragia con un pareggio e due vittorie di fila. Per Venezia e Monza, solo cadute isolate.

Quel periodo è stato il più duro da attraversare, anche perché si è trascinato dietro scorie pesanti. Non è un caso che Inzaghi abbia ripetuto più volte che il campionato del Palermo è iniziato a Chiavari, nella gara immediatamente successiva al k.o. contro la Juve Stabia. È lì che si è aperto un solco che non si è più richiuso, nonostante una lunga striscia di risultati positivi. È lì che il Palermo ha perso la possibilità di vivere il campionato senza dover sempre rincorrere. Quel momento è il vero ‘peccato originale’.

Il filotto di vittorie

Quando sei costretto a rincorrere, hai bisogno di un filotto di vittorie per ricucire il distacco. Al Palermo è mancato. Il massimo di successi consecutivi è arrivato tra novembre e dicembre, tre vittorie di fila contro Carrarese, Empoli e Sampdoria, prima del pareggio sul campo dell’Avellino. Dopodiché, mai più di due vittorie consecutive.

È mancata la continuità. I numeri parlano chiaro: il Frosinone ha vinto cinque partite di fila tra novembre e dicembre; il Monza addirittura sette consecutive tra ottobre e novembre; il Venezia otto di fila tra dicembre e inizio febbraio. Un filotto simile il Palermo non l’ha mai sfiorato nel corso dell’intera stagione. Una questione di dettagli, episodi, quella cattiveria che in certi momenti è venuta a mancare. E quando gli avversari non sbagliano un colpo, ogni punto perso pesa il doppio.

Gli scontri diretti

Nessuna vittoria negli scontri diretti. Un solo successo contro una delle prime otto in classifica. Basterebbero questi dati per spiegare, almeno in parte, perché il Palermo non è riuscito a rimontare. Contro il Monza sono arrivate due pesanti sconfitte, sei gol subiti e nessuno segnato. Col Frosinone due pareggi, diversi per contesto e come sono maturati. Col Venezia un pareggio, e resta ancora da giocare la sfida in casa dei lagunari all’ultima giornata, probabilmente più una formalità che una partita.

Un fattore importante, ma non così decisivo come potrebbe sembrare. Anche il Frosinone non ha mai vinto uno scontro diretto, eppure è lì a giocarsi le prime due posizioni fino alla fine. La differenza è che il Palermo partiva già con un gap da colmare, quello accumulato nel crollo di ottobre, e aveva nelle sfide dirette contro Monza, Frosinone e, eventualmente, Venezia le cartucce giuste per provare a rientrare in corsa. Tutte gare in trasferta, tutte andate male.

I ‘pareggini’

Qualche ‘pareggino’ di troppo? Il rammarico c’è, ma è residuale. È vero che il Palermo ha lasciato punti pesanti per strada a Mantova e ad Avellino, e che in alcune partite – come quella casalinga contro la Juve Stabia – il risultato poteva essere diverso. Ma basta allargare l’analisi per ridimensionare il tutto.

A Chiavari hanno pareggiato anche Frosinone e Venezia, il Monza ci ha addirittura perso. Contro la Reggiana, lo stesso Monza non è andato oltre il pari. Frosinone e Venezia hanno frenato con Pescara ed Empoli, il Monza ha perso punti anche col Bari, la Juve Stabia ha bloccato sia Bianco che Stroppa. Insomma, tutte le big hanno inciampato da qualche parte. Nessuna ha vinto sempre. Il vero distacco si è creato altrove, non in quei pareggi. Ecco perché possono essere, al massimo, un rammarico, non un rimpianto.

La ‘panchina’ corta

Per vincere un campionato serve una rosa forte nei sedici, capace di offrire alternative all’allenatore e di sopperire a infortuni e squalifiche. La strategia del Palermo, costruita seguendo le indicazioni di Inzaghi, ha puntato su un organico ridotto, 24 giocatori, con l’obiettivo di tenere tutti sulla corda e sfruttare la duttilità di alcune pedine per non perdere nessuno per strada. Il piano ha funzionato a metà: stagione di primissimo livello per i 12/13 titolarissimi, panchina debole.

Il Palermo è ultimo nella classifica dei marcatori diversi: solo 12 per i rosanero (che però hanno il capocannoniere), 19 quelli di Monza e Frosinone e 17 quelli del Venezia. Stesso discorso per il contributo dei subentrati: sei reti per la squadra di Inzaghi, contro le nove di Venezia e Monza e le otto del Frosinone. Anche sommando gol e assist complessivi dalla panchina, i numeri penalizzano il Palermo: Bianco, Stroppa e Alvini occupano rispettivamente il secondo, terzo e quarto posto in questa speciale classifica, Inzaghi è nono.

Sono mancati giocatori che a inizio stagione sembravano pedine importanti del progetto tecnico: Blin, Gomes e Gyasi hanno deluso le aspettative, così come in parte gli under. Una responsabilità che ricade anche su Inzaghi, che da Chiavari in avanti ha optato per una gestione orientata alla continuità, con pochissime rotazioni. Una scelta che ha avuto i suoi pro, ma anche evidenti contro.

Il flop di gennaio

Nella sessione invernale di mercato, il Palermo ha scelto di non stravolgere gli equilibri, limitandosi a inserire poche pedine per rinforzare una rosa già ritenuta competitiva. Sono arrivati Johnsen, Magnani e Rui Modesto, ma il loro contributo, almeno fino a questo momento, è stato complessivamente insufficiente.

Rui Modesto è quello che sta dando segnali più incoraggianti: sta entrando nelle rotazioni e sembra sempre più a suo agio nel calcio di Inzaghi. Ma la sua stagione in rosanero è di fatto iniziata solo a Frosinone, prima un infortunio lo ha tenuto fuori fino alla gara di Monza, poi un avvio tutt’altro che positivo. Johnsen è la vera delusione: zero gol, zero assist. La speranza è che possa essere decisivo ai playoff. Magnani, per i motivi noti, non è riuscito a incidere.

Volendo giocare con i numeri, il mercato di gennaio ha fruttato al Palermo un solo assist. Un dato che stona a confronto con quello delle rivali. Il Monza ha trovato nel mercato invernale una spinta decisiva: Hernani ha segnato 5 gol, Cutrone 4 gol e 2 assist, Caso 1 gol e 2 assist. Il Frosinone ha chiuso due operazioni azzeccate: Fiori 4 reti, Fini 1 gol e 2 assist. Persino il Venezia, che già disponeva di un organico fortissimo, ha fatto meglio: Lauberbach e Dagasso hanno messo insieme rispettivamente 1 e 2 gol.

Le ultime due partite di regular season potranno servire anche a dare minutaggio a Johnsen, Rui Modesto e Magnani, con la speranza di averli al 100% per i playoff.

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13 thoughts on “Palermo, la classifica non è bugiarda: cosa è mancato per la promozione diretta

  1. Niente da dire: analisi perfetta. Manca un solo dettaglio che spero non peserà sull’esito dei play-off, coda ad alta spesa energetica e mentale che giunge al termine di un campionato lungo, logorante e combattuto come la Serie B: l’età media della squadra. Assieme al Sudtirol, il Palermo è la squadra con la più alta età media (28 anni), con la differenza che la nostra rosa conta su 24 atleti (vs. 27 del Sudtirol). Il Frosinone? Età media 24, 4 anni con una rosa di 30 elementi (dati da Transfermarkt.it). Ed è proprio per questo che, a quarto posto matematicamente acquisito, farei riposare nelle ultime due inutili partite della stagione regolare gli elementi che hanno “tirato la carretta” per tutto il campionato, da Augello a Bani, da Palumbo a Pohjampalo, da Ceccaroni a Pierozzi. Ancora una considerazione: in quattro anni (e otto sessioni di mercato) e pur avendo investito cifre ingentissime, i supermanager del CFG non hanno saputo scovare un solo giovane su cui scommettere per un futuro, no dico da campione, ma almeno da certa Serie A. Si faccia tesoro finalmente dell’esperienza per non ripetere in futuro gli errori che hanno condizionato l’esito di una stagione che reputo pur sempre positiva. Forza Palermo sempre.

    1. Ritengo che Gomes e Vasic sono due giocatori che avrebbero potuto essere i Doumbia del Venezia (preso dall’Albinoleffe e oggi titolatissimo) e potrei fare tanti altri esempi limitati alle nostre concorrenti, ma purtroppo Palermo non è una piazza per giovani. In più i suddetti, sono stati massacrati da Corini, da Dionisi e anche da Inzaghi. Nessuna colpa specifica, nessuna sentenza. Può capitare di dovere fare altre scelte, a seconda delle pressioni o della situazioni di classifica. Ma intanto questa è la realtà.

  2. Le tre davanti hanno vinto troppo e non hanno più perso … mai si era verificata una situazione simile negli anni scorsi. Statisticamente è una situazione anomala. Le tre sorelle di provincia hanno vinto anche contro la statistica. La vicenda Rocchi lascia pensare che i campionati sono indirizzati . Le motivazioni sono geopolitiche e sono la causa di un calcio oramai malato e coinvolto nella corruzione più totale. Non ci sono trucchi o bustarelle c’è la capacità del sistema di indirizzo e di favori alle squadre protette come fanno le tv nei vari quiz che per aumentare l’audience oramai scelgono i vincitori . Tutto questo regolarizzato nei contratti con i concorrenti. Speriamo che il metodo di marketing non venga applicato al calcio e soprattutto regolamentato e legalizzato. Adesso c’è un faro sul calcio che parte dall’inchiesta speriamo che gli attori e i registi siano più attenti e si fermino nel loro agire fuori legge e fuori da ogni regola sportiva. Il calcio è importante per la gente e distruggerlo per far contenti i satrapi locali sarebbe un suicidio per tutti ( giornalisti, società, squadre, tifosi , comunità ecc ecc). Attenti dunque, salviamo il calcio !!! Forza Palermo !!!Avanti tutta !!!

  3. Analisi che non richiede commento. Completa e fotografica . Alla fine la differenza numerica sta sempre da qualche parte. Discorso diverso riguarda le prestazioni. Altalenanti, troppo. Alla fine bene la difesa e l’attacco. Presi sti numeri singolarmente il Palermo sarebbe ancora in lotta. Concludo con un meno male che abbiamo avuto Pojampalo. Adesso altro giro di ruota.

  4. Non me ne voglia il buon Parisi ma non sono d’accordo con questa analisi . Mi spiego analisi corretta nei numeri ,in parte anche nei fatti , ma solo da un punto di vista statistico. Inizio anche dicendo che anche in caso di vittoria ai playoff si può parlare annata ( un’altra) sbagliata e di gestione e management fallimentare. In un altra città da oggi si aprirebbero i processi e in un’azienda qualsiasi comincerebbero a saltare le prime teste. Senza troppi giri di parole anche quest’anno abbiamo fallito. Inutile girarci intorno . Un altro fallimento perché le cose vanno dette con i termini corretti senza giri di parole. Doveva essere,ancora una volta, l’anno della consacrazione,quindi della promozione immediata, invece ancora una volta zero , nulla i soliti playoff di ogni anno , speriamo con esiti diversi. Dico a tutti di smetterla di parlare di grande campionato o in “un campionato normale…balle del genere che aggravano la posizione di chi le pronuncia , partendo proprio da Inzaghi. Sembra la ricerca di un alibi rispetto al totale fallimento. Inzaghi che secondo me è” corresponsabile di questa ulteriore stagione senza centrare l’obiettivo.Purtroppo da sempre dico la stessa cosa che brevemente cerco di sintetizzare . Abbiamo il responsabile del city (Bigon)che per motivi fin troppo evidenti non è un grande intenditore di calcio dai tempi del Napoli, lo dicevano già allora la maggior parte dei giornalisti italiani,mai scritto da un giornalista palermitano. Come avviene spesso anche nelle aziende , esattamente uguale vissuto anche personalmente, essendo responsabile quindi ruolo apicale se cerchi un collaboratore ( ds) preferisci selezionare un profilo modesto se non addirittura in età di pensione. Tale da non mettersi troppo in mostra e cercare di insidiare la tua leadership. Questo supportato dai fatti , anzi dai nomi .L’uomo della kalsa, il fur….de Sanctis il nonnino in pensione osti. Quest’anno si parte con la più grande operazione di MKT , settore dov’è questa società eccelle purtroppo l’unico ambito, con l’ingaggio di Inzaghi . Allenatore che fa sognare i poveri illusi e che soprattutto tappa la bocca dopo il flop Dionisi.Come dico da anni, aggravante,questa società fallisce puntualmente l’obiettivo nonostante abbia speso una vera imbarcata di soldi per campagne acquisti sempre sbagliate con ingaggi elargiti senza senso. Parto dalla genesi un veloce cronistoria. Il primo step è penna bianca che sbanca il jackpot con la vendita agli inglesi e sistema definitivamente lui e le prossime 10 generazioni dei penna bianca che arriveranno. Il danno come detto successivo lo fanno l’uomo della kalsa e quell’altro fur…presi da Bigon nonostante un curriculum pessimo e le ultime esperienze sempre fallimentari. Ma forse scelti proprio per questo motivo. Quest’anno soliti proclami ad inizio stagione che non si concretizzano con una campagna acquisti che corrisponda agli obiettivi sbandierati. Errori su errori! La cosa peggiore che si ha la presunzione di dichiarare che qualora dovesse necessitare si può sistemare tutto a gennaio. Errore madornale per chi vuole vincere anzi per chi come il Palermo dopo anni di chiacchiere di fuffa deve solo vincere. Ma nonostante le evidenti difficoltà, le famose sconfitte cui il buon Parisi fa riferimento a gennaio di persevera negli errori. Inzaghi vuole un giocatore del Pisa che giustamente punta i piedi ( milioni di euro)il nonno Osti con il complice Bigon decidono di compiere l’errore più grave che possa fare un dirigente sportivo . Ripiegano su un giocatore escluso a margine della cremonese lo pagano lo stesso una marea di soldi , risultati inesistenti! Adesso ci ritroviamo ai soliti playoff, sogno la famosa legge del contrappasso e una finale in Ciociaria che ci vede uscire vincenti. Purtroppo anche in quel caso , resto convinto del totale fallimento di tutti , Gardini compreso, speranzoso che in qualsiasi caso ( non voglio neanche immaginare)ci sia un colpo di spugna totale e che saltino tutti ma proprio tutti nessuno escluso , compreso il definitivo allontanamento di penna bianca davvero insopportabile, per ipocrisia e….. Cari Parisi almeno da oggi mi aspettavo , qualcosa in più qualche indice puntato in più, qualche nome in più insomma qualcosa in più ma quel più che a Palermo , purtroppo, non viene mai scritto.

  5. d’accordo su tutto ma il punto nodale è stato il mercato di gennaio. è stato lì che non siamo riusciti a mettere la quinta e decollare per davvero. non si può pensare di cambiare marcia con sole tre operazioni. e che tipo di operazioni, due di queste assolutamente senza senso. il mercato di gennaio serve per prendere giocatori pronti, che possano fare la differenza e farla subito. per fare un esempio trito il Monza ha preso cutrone ed Hernani. invece noi magnani che aveva grossi problemi familiari ed era con la testa altrove, e modesto, che è arrivato infortunato e abbiamo dovuto aspettare che guarisse. è difficile non andare con la testa al mercato di gennaio del palermo 2003/2004. quello è stato esagerato ma è lì che è stata fatta la differenza, ed è così che si deve fare. non so se è stato inzaghi troppo ottimista, osti troppo timido oppure la società troppo tirchia. fatto sta che il mercato di gennaio è stato totalmente inutile, praticamente abbiamo speso soldi a matula e soprattutto siamo rimasti dove eravamo

  6. Analisi completa che sintetizza tutto quello che abbiamo vissuto in questi mesi. Io farei una ulteriore sottolineatura che si riferisce alla società che in questa stagione ha un po’ accorciato lo slancio rispetto a quella passata dove, tra estate e gennaio, il Palermo è andato vicino ai 20 mln spesi, in buona parte sperperati con investimenti sbagliati. È vero che quest’anno abbiamo utilizzato alcuni giocatori presi l’anno scorso (Pohjanpalo su tutti, ma anche Pierozzi e Le Douaron) però già in estate qualcosa in più poteva essere fatto. Ma soprattutto a gennaio, dove si è visto che in generale il Palermo non stava ammazzando il campionato come si sperava, ma che anzi c’erano tre squadre che andavano più forte di noi, e nel particolare che Brunori andava via senza non avere fatto nulla nel girone di andata. Sarebbe bastato fare il mercato che ha fatto il Monza che non credo abbia potenzialità economiche superiori a quelle del Palermo. Ho visto tutti i risultati e conti alla mano gli ingaggi di Hernani e Cutrone hanno fruttato 7 punti, considerando esclusivamente quando le loro reti sono state decisive per la vittoria, non considerando quindi quando hanno segnato e il Monza ha vinto con almeno due gol di scarto e trascurando gli assist. Con lo stesso criterio, gli innesti di gennaio del Palermo hanno portato zero punti. Inutile dire dove saremmo con 7 punti in più. E credo che nessuno potesse sostenere che Johnsen sarebbe stato meglio di Cutrone o che al Palermo non sarebbe servito un centrocampista come Hernani. Peccato, sarebbe bastato un mercato di gennaio più incisivo dove invece abbiamo perso un sacco di tempo con Tramoni senza nemmeno prenderlo e ripiegato alla fine su Johnsen e Rui Modesto. Adesso tocca a Inzaghi, preparare nel migliore dei modi i playoff con il giusto mix tra turn over e preparazione e portare il Palermo dove tutti noi vogliamo che vada.

  7. Condivido l’analisi ma, senza voler creare alibi, aggiungerei giusto in fondo un ultimo punto: E/ORRORI ARBITRALI (esempio rigore netto vs Reggina passato ingiudicato) e qualche RIGORINO sblocca partita per il Frosinone che poi col gioco di solo contropiede diventa un risultato acquisito!
    Non credo ad una volontà più alta solo perché, come scritto da molti addetti ai lavoro, la serie A ha più bisogno del Palermo che del sali e scendi del Frosinone. Magari, una corsa a 3,4 era sin dall’inizio per organici da serie A (per quanto di bassa classifica) Monza e Venezia.

    1. E chi lo dice che La serie A non preferisce avere il saliscendi del Frosinone piuttosto che una società più forte e consolidata come potrebbe essere un Palermo?

  8. La differenza tra le prime 3 e il Palermo è stata la panchina, la squadra rosanero ha dei ricambi non all’altezza dei titolarissimi, i vari vasic,veroli,corona,giovane sono giocatore da serie C, gyasi,blin,berezinsky sono in fase discendente di carriera ed i nuovi arrivi di gennaio sono risultati dei flop su tutta la linea.

  9. Un articolo condivisibile e ben strutturato. L’unica cosa che non condivido è la panchina debole. Se inzaghi lì avesse coinvolti e fatti sentire importanti avrebbero dato ben altro contributo. A mio parere la gestione del gruppo è mancata.

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