Il Palermo non dura abbastanza. Secondi tempi da incubo
Pubblicato il da Roberto Parisi - aggiornato il - Editoriali, Serie B
Il Palermo sta arrivando con il fiato corto alla fine della stagione. Il calo dei rosa nel girone di ritorno è evidente e i numeri lo testimoniano: il bilancio delle 11 partite nel 2019 è di 3 vittorie, 4 pareggi e 4 sconfitte; nella classifica parziale dopo il giro di boa gli uomini di Stellone sono al dodicesimo posto. I fattori che hanno influito sul rendimento di Nestorovski e compagni sono molteplici e tra questi c’è la condizione fisica.
Già nella passata stagione i rosa di Tedino ebbero un calo dopo la sosta invernale. Nelle prime 11 partite del 2018, infatti, il Palermo ottenne 4 vittorie, 3 pareggi e 4 sconfitte (solo 2 nel girone d’andata), score molto simile a quello degli uomini di Stellone in questa stagione. Il tecnico romano, che sostituì Tedino per le ultime 4 partite della regular season, appena arrivato fece notare che la squadra era “cotta” e che non sarebbe stato facile centrare l’obiettivo. Lo stesso problema sembra essersi ripresentato durante questo campionato, solo che questa volta è stato proprio lo staff di Stellone a curare la preparazione atletica durante il periodo invernale.
Il Palermo fatica a giocare a su buoni ritmi per tutti i 90 minuti e anche in questo caso i numeri aiutano a comprendere la situazione: durante il girone di ritorno, nei secondi tempi, i rosa hanno segnato 6 gol – distribuiti in 5 gare – su 14 totali; in questa statistica influiscono molto le due reti contro il Carpi, arrivate con la squadra di Castori in 9 uomini. In sei partite, invece, i rosanero non sono stati capaci di segnare nei secondi 45 minuti.
La statistica dei gol subiti nei secondi tempi del girone di ritorno è più esplicativa: i rosa hanno preso 10 reti su 16 totali nella ripresa, solo in tre occasioni (contro Foggia, Venezia e Cosenza) questa situazione non si è verificata. Anche contro il Pescara la differenza tra il primo e il secondo tempo è stata decisiva ai fini del risultato; nonostante i rosa abbiano giocato in maniera dignitosa anche nei secondi 45 minuti, la freschezza nei contrasti (esempio emblematico il secondo gol subito) e la lucidità nelle scelte (gol sbagliato da Moreo) sono mancate.
Non è un caso che il Palermo abbia giocato contro gli uomini di Pillon uno dei migliori primi tempi della stagione con giocatori “freschi”. Pirrello, Szyminski, Mazzotta e Fiordilino sono tra quelli meno utilizzati, hanno totalizzato meno di mille minuti in stagione, e hanno fatto il loro dovere fino a quando le gambe hanno retto. È chiaro che Mazzotta non possa giocare 90 minuti sempre a ritmi alti dopo il lungo infortunio, così come Pirrello, Szyminski e Fiordilino, giocando una volta al mese, non possano avere la stessa continuità nell’arco di tutta la partita.
A sette partite dalla fine, quindi, Stellone dovrà centellinare le energie di tutti i giocatori. Il ritmo del campionato sarà cadenzato, niente più pause, e avere più soluzioni valide anche a partita in corso può diventare un punto di svolta della stagione.
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