Palermo – Pescara 5 – 0 LE PAGELLE / Pierozzi superstar ma Bani e Augello…

Pubblicato il da Guido Monastra - aggiornato il - News, Notizie, Serie B

Palermo – Pescara 5 – 0 LE PAGELLE / Pierozzi superstar ma Bani e Augello…

Altro che festa, è un’apoteosi con tanto di putipù e tric trac. I 125 anni del Palermo, il compleanno di Brunori, la doppietta di Pierozzi, il primo gol di Brunori, il ritorno di Bani e uno spettacolo da leccarsi i baffi, soprattutto nel secondo tempo: più che una partita è stata una favola, con tanto di cinque gol che spazzano via (momentaneamente) i fantasmi della crisi.

È bastato rimettere a posto i tasselli per ritrovare il Palermo perduto: qualcuno potrebbe obiettare che il Pescara non è uno squadrone ma è anche vero che veniva da tre pareggi consecutivi. Si è visto subito che aggressività, pressing e voglia di vincere non mancavano ma questa volta sono pure arrivati i gol e si è rivista una squadra armonica, capace di sorreggersi a vicenda. E quel pizzico di fortuna che ha permesso al Palermo di non andare sotto nel primo tempo, quando Augello ha salvato sulla linea una conclusione di Caligara.

Pierozzi firma una doppietta e va in copertina ma è Bani l’uomo che ha spostato gli equilibri. Non può essere un caso che al suo rientro il Palermo ha più personalità, ne segna cinque, non ne prende nemmeno uno e vince in scioltezza. Brunori, tornato al gol, potrà forse trovare il sorriso perduto; Palumbo cresce a vista d’occhio e una vittoria così risolleverà il morale di tutti.

I tasselli del mosaico sembrano tornati a posto: Pierozzi sulla fascia destra, Bani al centro della difesa, centrocampo più tonico. Ma ora non bisogna cadere nella tentazione di pensare che il peggio è passato, la serie B è una battaglia lunghissima.

PALERMO: Joronen 6,5, Bereszynski 6,5 (dal 33′ s.t. Diakitè 7), Bani 8 (dal 19′ s.t. Peda 6,5), Ceccaroni 7; Pierozzi 9, Palumbo 7 (dal 33′ s.t. Vasic 6,5), Ranocchia 7, Gomes s.v. (dal 16′ p.t. Segre 7), Augello 7,5, Le Douaron 6 (dal 1′ s.t. Brunori 7), Pohjanpalo 7. 

PESCARA: Desplanches 5,5, Capellini 5, Brosco 4,5, Corbo 4,5; Letizia 5,5 (dal 29′ s.t. Sgarbi s.v.), Brandes 4,5 (dal 22′ s.t. Squizzato s.v.), Valzania 5 (dall’11’ s.t. Cangiano 5), Dagasso 5, Corazza 4,5 (dall’11’ s.t. Okwonkwo 5); Caligara 5 (dal 22′ s.t. Meazzi s.v.), Di Nardo 4,5.

Joronen 6,5: È molto fortunato a metà primo tempo quando commette il primo grave errore della stagione. Esce fuori dall’area, di piede, per cercare di respingere una palla lunga destinata a Caligara: Ceccaroni e Augello sono in zona ma Joronen è già lanciato e si scontra con i compagni regalando una mega occasione a Caligara che viene salvata sulla linea da Augello. Per il resto solo una parata complicata su Caligara ma molta personalità. Per fortuna del Palermo stavolta non è “costretto” a essere il migliore in campo.

Bereszynski 6,5: Prima partita da titolare in una difesa che ritrova il suo leader Bani. Non è una partita difficile, il primo tempo anzi è quasi una passeggiata dove lui si preoccupa soprattutto di stare vicino a Bani per eventuali coperture, come quando chiude la strada a Di Nardo che aveva saltato il centrocampo.

(dal 33′ s.t. Diakité) 7: Che strana la vita, entra in campo a partita praticamente finita (quasi a tempo perso, verrebbe da dire) e segna il suo primo gol stagionale dimostrandosi sempre reattivo e finalmente lucido. Il gol è di testa. Ha fatto il turn over ma i suoi dieci minuti finali sono utili per dargli maggiore convinzione. Ma è già da qualche gara che non sbaglia un colpo.

Bani 8: Riporta un bel po’ di serenità non solo al reparto ma a tutta la manovra. Qualche sbavatura la commette anche lui ma nell’ambito di una partita in cui la sua leadership è incontestabile. Tanto per dire, al primo corner a favore è Bani a colpire di testa di poco fuori. Con lui nei paraggi ogni calcio piazzato diventa potenzialmente pericoloso. Nella ripresa guarda da dietro i compagni scorazzare nella metà campo avversaria, poi quando il risultato è ampiamente acquisito chiede il cambio perchè – per riprendere dopo aver saltato tre partite – un’ora abbondante può bastare. Ed è standing ovation, sugli spalti e in panchina. Senza di lui un punto in tre gare, ora la musica è cambiata.

(dal 19′ s.t. Peda) 6,5: Appena il tempo di riscaldarsi dopo l’ingresso e deve fare una complicata e positiva chiusura su Caligara che gli costa un pestone al piede che lo condiziona. Conferma di essere un difensore validissimo, sostituire Bani in tre gare non era compito facile, giocare senza troppe responsabilità lo aiuta a migliorare e a crescere.

Ceccaroni 7: Motorino instancabile sulla fascia sinistra. Sarebbe “braccetto” difensivo ma in realtà fa l’esterno aggiunto, il trequartista e magari l’attaccante. Ha il fuoco vivo, si intende a meraviglia con Augello, sprizza energia da tutti i pori.

Pierozzi 9: Credeteci in fiducia: in tutto il primo tempo tocca due palloni, quello del gol buono e quello del gol (bellissimo, di testa) annullato per un fuorigioco millimetrico di Pohjanpalo. Non è una critica, è un complimento perché nel calcio conta la qualità e non la quantità. Schierato di nuovo sulla fascia destra, si dimostra decisivo perché sa a memoria i tempi di inserimento. E così su rimessa laterale di Augello e qualche “spizzata” in area lui è al posto giusto nel momento giusto e tira di destro al volo. Stessa cosa nel recupero del primo tempo, inserimento al bacio su cross di Pohjanpalo e colpo di testa da favola sul secondo palo. Basterebbe questo, e invece neanche il tempo di ripartire e dalla destra mette un pallone al bacio per la testa di Segre che segna il 2 a 0. Poi è un dominio imbarazzante, fa pendere il Palermo dalle sue parti e trova anche il guizzo vincente per il 3 a 0, firmando la doppietta personale. Una chicca, da regalare ai tifosi per il compleanno del Palermo.

Palumbo 7: Confeziona un assist per Le Douaron (che spreca) che da solo vale il prezzo del biglietto. Deve ancora fare molto di più ma per il momento è importante constatare che il suo rendimento migliora partita dopo partita e che la sua condizione atletica è già di buon livello. Corre tanto, anche al di qua della metà campo, ha voglia di entrare in ogni azione della squadra. E ci mette grinta anche a risultato acquisito, fa bene Inzaghi a tirarlo fuori per “risparmiarlo”.

(dal 32′ s.t. Vasic) 6,5: Subito un’ammonizione per un fallo su un avversario che stava ripartendo. Ma subito dopo confeziona l’assist per la testa di Diakité. Inzaghi gli continua a dare fiducia perché crede in lui, primo o poi verrà il momento in cui entrerà in campo prima.

Ranocchia 7: Anche lui sembra abbastanza voglioso di cancellare le due ultime prestazioni al di sotto della sufficienza. Beneficia del buon assetto della squadra, sbaglia qualche giocata ma nella zona di centrocampo sovrasta spesso gli avversari. E’ sempre propositivo e arriva al tiro da fuori con una certa convinzione, quando perfezionerà anche la mira diventerà un fattore.

Gomes s.v.: Esce dopo un quarto d’ora perché si fa male alla spalla sinistra, cadendo male dopo un contrasto. Non il modo migliore per festeggiare la fascia da capitano al braccio.

(dal 16′ p.t. Segre) 7: Di nuovo sul tabellino dei marcatori, a pochi giorni di distanza dal suo gol al Modena: è uno dei suoi assi nella manica, è bravo a fiutare l’occasione e non la spreca. Era stato parcheggiato in panchina in ossequio al turn over, entra senza preavviso ma si fa trovare pronto e con la giusta grinta.

Augello 7,5: Impressionante la metamorfosi in appena cinque giorni: abulico e improduttivo con il Monza, devastante contro il Pescara. Se nel primo tempo si gioca solo a sinistra non è un caso, tra lui e Ceccaroni il Pescara non sa che pesci prendere. Dal piede sinistro educato di Augello parte una serie di cross con il giro giusto da farlo sembrare una di quelle macchine sparapalloni che si usano in allenamento. Salva anche un gol sulla linea (sullo 0 a 0) con intuito e senso della posizione. Nella ripresa rifiata un po’ ma è sempre un piacere guardarlo.

Le Douaron 6: Benedetto ragazzo, prende la sufficienza per la “raccomandazione” di Pierozzi e del 5 a 0 finale. In una giornata felice e festosa non avrebbe senso dargli una insufficienza, anche perché è palese che si impegna e vuole dare un contributo. Però si mangia due gol davanti al portiere: il primo è un errore grave, il secondo era un po’ più complicato ma cicca il pallone.

Pohjanpalo 7: Al festival del gol è assente ma fa due assist, colpisce un palo clamoroso ed è una costante minaccia per il Pescara. Il finlandese è una pila carica e lo fa capire subito, ce ne vogliono tre addosso per arginarlo. Ha il tempo anche per sorridere e compiacersi, questo Palermo – con i meccanismi oliati a dovere – non poteva essere una squadra incapace di segnare.

(dal 1′ s.t. Brunori) 7: Tanti auguri capitano. Nel giorno del suo compleanno – come il Palermo – Brunori si sblocca finalmente e ritrova il gol che mancava dal 9 maggio scorso. Il gol è bello, piatto angolato sul secondo palo su assist di Pohjanpalo. Ma è tutta la partita che potrebbe segnare una svolta: entra dopo l’intervallo e subito c’è il 2 a 0, propiziato da una sua apertura per Pierozzi. Suo il colpo di tacco su corner da sinistra che è il più comodo assist possibile per il secondo gol di Pierozzi. Poi segna il suo gol. In 45′ ha toccato più palloni delle precedenti quattro partite. Vederlo sorridere, finalmente, è un bel segnale. Ma c’è strada da fare, ancora tanta.

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