Palermo, un disco rotto: i fischi fanno da colonna sonora. Le pagelle ironiche di A&F

Pubblicato il da Carlo Amenta e Gery Ferrara - aggiornato il - News, Serie B

Palermo, un disco rotto: i fischi fanno da colonna sonora. Le pagelle ironiche di A&F
FOTO PEPE / PUGLIA
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Siccome da 10 partite, almeno, continuiamo a scrivere “ultima spiaggia per i play-off”, “partita da ultima chiamata”, “ultimo appello per il sogno promozione” e così via, non esordiremo dicendo che la vittoria contro il Benevento è l’ultima possibilità per agganciare il treno dei play-off. Anche se lo pensiamo e ne siamo convinti. Speriamo solo che ne siano ben consci i nostri beniamini che, in realtà, ormai da parecchie settimane hanno fatto di tutto per riportarci alla realtà di un campionato cosiddetto di transizione ma che, onestamente, sta scadendo nella mediocrità per il gioco espresso è l’abulia delle ultime partite.

Tra prestazioni incolori, vittorie buttate, gollonzi subiti e sconfitte più o meno meritate, il traguardo è sempre sembrato ad un passo ma non è stato mai raggiunto. Ed allora l’ultima chiamata (punto contraddizione per noi!) arriva con il Benevento, disperatamente ultimo in classifica e dilaniato da lotte intestine, vale a dire la squadra peggiore in situazioni siffatte. Corini schiera quelli che gli sono rimasti, al netto di infortuni, assenze e scarsa condizione, e noi speriamo solo che siano quelli giusti. Se per bravura o per culo poco ci interessa.

Pronti via ed entrambe le squadre fanno capire che l’unico risultato che conta è la vittoria. Il primo brivido però scorre gelido sulla schiena dei tifosi rosa. Al 6’ su un mischione su calcio d’angolo noi vediamo solo Pigliacelli smanacciare via un pallone destinato ad insaccarsi. Il Benevento sembra più propositivo ma il Palermo reagisce e la sblocca, grazie ad un paio di percussioni di Valente su una delle quali Sala controlla e calcia in maniera perfetta sotto il sette.

Gli ospiti pressano alla disperata ricerca del pareggio ed i rosa trovano spazi larghi che per imprecisione o poca convinzione non concretizzano. E così, come troppe volte quest’anno, becchìamo il gol del pareggio con una difesa colpevolmente assente sia sulla ripartenza che sulla conclusione di Farias che brucia tutti e sigla l’1-1. L’è tutto sbagliato, l’è tutto da rifare!

I rosa come sempre accusano il colpo ed al 37’ è un altro miracolo dell’ultimo uomo a salvarli sull’ennesimo corner su cui la difesa gioca – come noi da bambini – alle belle statuine: l’incornata del giocatore campano sembra senza scampo ma, non sappiamo da dove, spunta una manona di San Pigliacelli che la estirpa dalla rete.

La difesa balla, il centrocampo arranca, l’attacco non punge e si va mestamente al riposo in pareggio. Si ricomincia ed il copione purtroppo non cambia. I rosanero continuano con la loro trama di gioco più noiosa di un tutorial sui ricami all’uncinetto ed il Benevento ha un paio di palle pericolose dalle parti del nostro portiere. L’incitamento senza sosta dell’encomiabile pubblico della Favorita scuote, un minimo, i giocatori in maglia rosa. Al 16’ un tiro da fuori scalda finalmente i guanti del portiere ospite e poco dopo viene buttata alle ortiche l’ennesima buona occasione in contropiede.

In mancanza di alcol noi possiamo solo consolarci con la riserva di Mon Cheri e Pocket Coffee portati in quantità da casa, in previsione del pomeriggio impegnativo. La cosiddetta girandola dei cambi non cambia praticamente una cippa. C’è pure tempo per un infortunio a Brunori (non sembra grave) e l’emozione di un gol al 94’ di Broh annullato dal Var, a nostro parere ingiustamente perché il rimpallo sul braccio attaccato al corpo da 20 cm dopo un tiro a 120 km/h non può essere qualificato fallo di mano. Ennesima delusione di un pomeriggio infame, la cui colonna sonora sono i fischi che accompagnano il Palermo all’uscita dal campo.

Pigliacelli 8 – Prima una grande parata su mischia, poi un miracolo con la mano aperta da distanza ravvicinata. Messia.

Mateju 3 – Si fa beffare dall’avversario arrivando tardi in marcatura e causando così il gol del pareggio. Per il resto è tutto un fiorire di passaggi inutili e chiusure al cardiopalma. Iattura.

Nedelcearu 4 – Poco veloce nelle chiusure e disattento nei disimpegni. Sfinge.

Marconi 4 – In difesa si balla e lui conduce le danze. Maestro Canello.

Valente 5,5 – Finte, serpentine, dribbling e assist nel primo tempo. Nel secondo arranca come una carretta tirata da un ronzino a fine carriera. Double face.

Saric 5 – Parte bene. Poi si perde lottando contro falli immaginari e tentando tiri impossibili. Don Chisciotte.

(dal 1′ s.t. Broh) 6 – Gioca con brio e prova a dare la scossa. Segna e ci regala una gioia immensa ma breve. Effimero.

Gomes 4 – Non ne azzecca più una. Né in impostazione né in copertura. Servizio completo.

(dal 22′ s.t. Segre) 6 – Il fallo di mano c’è. Ma uno il braccio mica se lo può tagliare. Sulla prestazione non abbiamo nulla da dire. Muzio Scevola.

Verre 5,5 – Ci prova di più e meno peggio degli altri anche se è comunque il lontano parente del giocatore di qualche giornata fa. Del resto lo bersagliano di falli e così non rientra. Colpito e affondato.

(dal 1′ s.t. Damiani) 6 – Entra e prova a mettere ordine. Geometra.

Sala 7 – Si vede che ha voglia. Spinge come un ossesso sin dall’inizio e poi trova un grande gol controllando e sparando un comodino sotto il sette. Non cala nel secondo tempo ed è una delle poche speranze rosanero. Stantuffo.

Brunori 6 – Ci prova sempre su ogni pallone. Prova a trasformare in oro qualsiasi palla ma la magia non gli riesce. Mezzo Silvan.

(dal 45′ s.t. Vido) 6,5 – Gioca 5 minuti e crea l’unica vera palla gol del Palermo, ma il Var gli nega la gioia dell’assist vincente. Punito.

Tutino 5 – Sembra sempre che debba spaccare il mondo ma alla fine non impensierirebbe neanche un ragazzino di prima media. Bullo.

(dal 22′ s.t. Soleri) 6 – Dà la giusta carica a una squadra spenta. Ma non trova mai il guizzo giusto. Bomber a metà.

Corini 4,5 – Gli infortuni non aiutano. La condizione fisica sembra pessima e quella mentale ancora peggio. A dispetto delle sua dichiarazioni, i giocatori sembrano proprio non crederci neanche per sbaglio. E questa non può che essere colpa del mister. Disco rotto.

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