Parma – Palermo 2 – 1 LE PAGELLE / Soleri che gol. Pigliacelli incerto

Pubblicato il da Guido Monastra - aggiornato il - News, Serie B

Parma – Palermo 2 – 1 LE PAGELLE / Soleri che gol. Pigliacelli incerto
FOTO PEPE / PUGLIA
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Il pareggio sarebbe stato più giusto ma la sconfitta (la prima dopo il Genoa) è figlia di un atteggiamento un po’ troppo passivo nella ripresa, una prudenza dettata forse dalle troppe assenze. Sul piano del gioco il Palermo non ha sfigurato, è stato capace di rimettere in piedi la partita nel primo tempo e ha cercato di amministrarla nella ripresa, addormentando il gioco e sfruttando le poche idee del Parma.

I gol della squadra di Pecchia sono anche frutto di episodi casuali, che non possono inficiare un giudizio complessivamente positivo sull’assetto difensivo (retroguardia completamente nuova) e più in generale sul carattere della squadra. Fa rabbia però perdere una partita così, una sconfitta che tira nuovamente fuori il Palermo dai playoff. C’è comunque tutto il tempo per recuperare.

Ad un certo punto della ripresa c’era la sensazione che con un pizzico di cattiveria in più questa partita si sarebbe potuta vincere. Corini probabilmente è stato condizionato dalla mancanza di valide alternative in panchina a causa delle assenze di troppi titolari.

PARMA: Buffon 6; Delprato 5,5, Cobbaut 6 (dal 37′ s.t. Balogh s.v.), Valenti 5 (dal 43′ p.t. Osorio 6), Ansaldi 5,5 (dal 1′ s.t. Coulibaly 6,5); Bernabè 5,5 (dal 37′ s.t. Hainout s.v.), Estevez 5, Juric 5,5; Benedyczak 6,5 (dal 18′ s.t. Inglese), Vazquez 6,5, Zanimacchia 6.

PALERMO: Pigliacelli 5,5; Buttaro 6 (dal 37′ s.t. Masciangelo s.v.), Mateju 6,5, Graves 6,5 (dal 29′ s.t. Lancini s.v.); Valente 6, Segre 5,5, Gomes 5,5 (dal 37′ s.t. Damiani s.v.), Saric 6 (dal 37′ s.t. Vido s.v.), Aurelio 6; Tutino 6,5 (dal 20′ s.t. Brunori s.v.), Soleri 7,5.

Pigliacelli 5,5: Ancora una volta la sua partita comincia con un gol al passivo prima ancora di poter compiere una sola vera parata. Ma è una rete sul quale può solo guardare, Benedyczak tira al volo da pochi metri. Qualche responsabilità ce l’ha sul gol del 2 a 1 perché la sua respinta è troppo centrale e il tiro di Vazquez non sembrava irresistibile. Per il resto ottima reattività sull’ordinaria amministrazione e solita proprietà di linguaggio quando parla con i piedi.

Buttaro 6: Ha giocato pochissimo quest’anno e quindi bisogna comprendere la sua timidezza iniziale. Però fa la sua parte come difensore di destra, semmai è in fase di impostazione che mostra qualche incertezza. È lui che tiene in gioco Coulibaly sul secondo gol ma non gli si può dare eccessiva responsabilità.

(dal 37′ s.t. Masciangelo) s.v.

Mateju 6,5: In una difesa rivoluzionata lui rappresenta la continuità ma deve stazionare al centro, dove quest’anno non ha giocato praticamente mai. Ha il senso della posizione, il centrocampo lo protegge ma lui ci mette del suo per gestire il reparto in modo ordinato. È sempre vicino al potenziale pericolo. Prova di maturità.

Graves 6,5: Inizia benissimo, quasi sempre in anticipo sugli avversari, sia di piede che di testa. Gioca a sinistra, deve vedersela spesso con Zanimacchia e lo contiene senza troppi affanni. Con il passare dei minuti è sempre meno sollecitato da un Parma che non trova sbocchi in avanti. Esce perché in evidente fatica fisica.

(dal 29′ s.t. Lancini) s.v.: Torna in campo dopo sette mesi (ultima all’andata con l’Ascoli) con tutte le perplessità del caso. Sfortuna vuole che con lui in campo il Palermo prende il secondo gol ma lui – con la rete di Coulibaly – non c’entra nulla. Quel poco che deve fare lo fa senza problemi.

Valente 6: Sembra aver ritrovato un po’ di brillantezza fisica e questo gli consente di fare la sua parte sia in fase di contenimento, quando la palla l’amministra il Parma, sia in fase di attacco con un paio di giocare degne di nota e un cross che meritava miglior fortuna. Nella ripresa per la verità è più defilato dal gioco ma assicura sempre il suo apporto e nel finale gli capita l’occasione del 2 a 2.

Segre 5,5: Piazzato sul centrodestra si preoccupa sopratutto di dare sostanza e filtro al centrocampo; la missione potrebbe ritenersi compiuta ma sul gol del 2 a 1 la copertura su Vazquez è un po’ molle. Prova nel primo tempo una incursione offensiva di buon livello ma sbaglia la mira al momento del tiro.

Gomes 5,5: Al piccolo trotto, come se giocasse con troppa preoccupazione. È ordinato anche lui, “cuce” il reparto ma non va molto oltre qualche passaggio a breve distanza. Ma bisogna comprendere che la partita richiede un supplemento di concentrazione a causa delle assenze. L’ammonizione subita nel primo tempo lo condiziona.

(dal 37′ s.t. Damiani) s.v.: Buono l’assist per Valente, è l’unica cosa che può fare in così poco tempo.

Saric 6: Prestazione concreta; tatticamente è ordinato ma è anche il più offensivo dei rosanero, provando qualche conclusione dalla distanza (un paio delle quali le avrebbe anche potuto evitare). Un po’ troppo compassato nella seconda metà di gara.

(dal 37′ s.t. Vido) s.v.: Una conclusione pretenziosa ma c’è troppo poco tempo per poter incidere.

Aurelio 6: Un quarto d’ora per carburare e rendersi conto del ‘nuovo’ schieramento emergenziale del Palermo e poi schiaccia sull’acceleratore, facendo sentire la sua spinta sulla fascia sinistra. Ha superato la fase del noviziato, per Corini una scommessa vinta.

Tutino 6,5: Sente la partita in qualità di fresco ex ed è concentrato per fare bella figura. Svaria su tutto il fronte d’attacco, trova una buona intesa con Soleri sulla posizione in campo e dà vita ad alcune buone iniziative offensive. I fischi del pubblico alla sua uscita dal campo sono la conferma che la sua prestazione è stata positiva e volitiva.

(dal 20′ s.t. Brunori) s.v.: Che strano, vederlo entrare dalla panchina a metà ripresa. Ma il suo percorso di recupero è corretto e il suo ingresso sta a significare che il Palermo potrebbe anche provare a vincere la partita. Ma Brunori la palla non la vede mai, i rifornimenti scarseggiano e nel finale convulso non può fare miracoli.

Soleri 7,5: Un gol capolavoro che è un concentrato di potenza, astuzia, visione di gioco e fiuto di attaccante. Un gol che rimette il Palermo in carreggiata e che cancella la piccola macchia sul gol di Benedyczak, sul quale la marcatura era stata un po’ leggera. È in forma smagliante, non soltanto sotto il profilo fisico, ed è prezioso sia in avanti che in tanti recuperi difensivi. Non si risparmia mai.

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