Zamparini, ecco perché resta ai domiciliari: le motivazioni della Cassazione
Pubblicato il da Redazione - aggiornato il - News
La cessione del Palermo agli inglesi non ha fatto venir meno le esigenze cautelari. E’ questo il principio di fondo in base al quale la Cassazione ha confermato gli arresti domiciliari a Maurizio Zamparini lo scorso 25 gennaio
Secondo quanto scritto nelle motivazioni, non ci sarebbe prova della sua estraneità al nuovo corso della squadra rosanero, definendo “del tutto generica” la tesi secondo cui la cessione del Palermo “ad un gruppo inglese” avrebbe fatto venir meno le esigenze cautelari.
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I legali di Zamparini inoltre non solo non avrebbero descritto “analiticamente” il contenuto degli atti presentati a supporto, ma dagli stessi atti emergerebbe al contrario l”esistenza di condizioni rispetto all’esecuzione dell’operazione, il cui avveramento resta da definire”, si legge.
Zamparini – spiega la Cassazione – deve rimanere ai domiciliari anche per il rischio “concreto e attuale” di reiterazione dei reati, per la “pervicacia e il totale dispregio della legge dimostrati dall’indagato”, che “ha agito in modo continuativo per occultare la verità e perseguire i propri interessi nonostante le verifiche in corso da parte sia del giudice civile che penale, anche al fine di eludere le stesse, attraverso l’uso di società e soggetti di comodo”.
Viene sottolineata la“irrilevanza delle formali dimissioni dell’indagato dall’amministrazione della società, evidenziando che lo stesso ha continuato la sua attività di gestione tramite altri”: Zamparini avrebbe esercitato il controllo in della società in maniera continuativa attraverso dei prestanome, con tendenza a reiterare gli illeciti.
In riferimento a Giammarva, Bonometti e Morosi, “nè può assumere rilevanza in senso contrario la circostanza che per tali soggetti sia stata espressamente esclusa la sussistenza di esigenze cautelari. Tale esclusione è dovuta infatti semplicemente alla natura di prestanome dei soggetti in questione, che ha fatto venir meno le esigenze cautelari nei loro confronti dal momento in cui hanno cessato di svolgere la loro attività in nome e per conto” di Zamparini.
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