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Il ”Palermo due” e il motivatore Tedino: ecco come affrontare l’emergenza

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Fiducia. É la parola che più si addice allo stato d’animo del Palermo che lavora in vista della seconda di campionato contro il Brescia. Lo abbiamo già detto: i rosanero saranno decimati e non sembrano esserci rinforzi o rinvii all’orizzonte, nemmeno per le prossime gare coincidenti con finestre internazionali. Ma questo Palermo non ci pensa, almeno per ora. Il clima degli allenamenti non è quello di una squadra assalita dall’ansia per l’assenza dei nazionali (e sono ben 9, di cui 8 titolari), ma di un gruppo capace di svolgere al meglio il lavoro in allenamento (quasi) come se niente fosse.

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Sul piano tecnico, il “Palermo due” ha già preso forma. In porta ci sarà Pomini, che non gioca una gara ufficiale dal 31 maggio 2015 (Sassuolo – Genoa 3-1), quando giocò l’ultima partita da titolare della sua carriera fin qui. In difesa il ballottaggio è tra Accardi e Dawidowicz, con il polacco favorito per un posto da titolare (provato a destra nella difesa a tre) e il palermitano pronto a subentrare a partita in corso.



A centrocampo, senza i nazionali Jajalo e Chochev si punta sul centrocampo composto da Murawski e Gnahorè, meno registi ma più fisici e improntati al dinamismo e, chissà, magari anche su Andrea Rispoli, alternatosi a Morganella sulla destra e parso sereno nonostante le voci di mercato dei giorni scorsi. Ironia della sorte, Brescia – Palermo è la grande occasione di Carlos Embalo (proprio contro la sua ex squadra, dove ha espresso le proprie potenzialità e che avrebbe voluto riportarlo in Lombardia in questi giorni). Per il resto, tutto nelle previsioni, con La Gumina titolare in attacco e Rolando alla prima da vice Aleesami sulla fascia.

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Il tecnico BrunoTedino sta amministrando la situazione alla sua maniera: con serenità, comportandosi da “padre” o “fratello maggiore”. Un discorso alla squadra radunata prima del riscaldamento, poi uno sguardo attento ed esigente durante le esercitazioni (non senza sfuriate e urla in caso di errori); ma alla fine negli occhi e nelle voci del tecnico ex Pordenone rimane solo la soddisfazione per l’impegno e la coesione dei ragazzi, anche dei tanti Primavera presenti al campo per aiutare la prima squadra. Un “Dai ragazzi, siamo sulla strada giusta” che non può non riempire di fiducia ognuno dei giocatori rosanero.

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Sotto l’aspetto umano questo gruppo sembra crescere in modo sano, è molto più compatto rispetto alle ultime stagioni, forse anche cementato dalle difficoltà ambientali a cui ha dovuto fare fronte in questo inizio di stagione. E non è un caso che alcuni dei giocatori convocati in nazionale hanno fatto sentire la propria vicinanza ai compagni: Cionek dalla Polonia, i due macedoni Trajkovski e Nestorovski hanno avuto pensieri “pubblici”, attraverso i social, verso compagni e tifosi, consapevoli dell’importanza del momento e di una fase iniziale della stagione che potrebbe essere già una svolta.

3 thoughts on “Il ”Palermo due” e il motivatore Tedino: ecco come affrontare l’emergenza”

  1. Murawski e Gnahorè meno registi di jajalo e chochev? scusate da quando sono registi? io vedo solo due scarpari che passano il pallone al compagno più vicino. se questo me lo chiamate fare il regista allora io sono marylin monroe. l’unico modo per descriverli è “panza e presenza”

  2. Il Palermo ha preso un portiere che non gioca da maggio 2015 per sostituire eventualmente Posavec nel caso in cui non si dimostrasse all’altezza???? Ma com’è possibile prendere un giocatore che non disputa una gara ufficiale da oltre 2 anni????

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