Di Cintio: “Palermo, i casi Chievo e Foggia sono storie diverse”
Pubblicato il da Redazione - News, Serie B
L’esperto di diritto sportivo, Cesare Di Cintio, parla a “La Repubblica” del caso Palermo, differenziandolo da quello del Chievo Verona della passata stagione: “Il discorso è molto semplice, c’è un capo di incolpazione che è diverso. Il Chievo era stato portato in giudizio per avere gonfiato i bilanci attribuendo valori aumentati ad operazioni di mercato, il Palermo è accusato di avere artefatto alcuni bilanci ottenendo in questo modo l’iscrizione al campionato irregolarmente“.
Più grave l’accusa nei confronti del Palermo: “È tutto legato alla concessione della licenza nazionale per l’affiliazione alla lega: al Palermo è stata concessa a fronte di attività fraudolenta che sarebbe stata commessa aggirando i controlli. Francamente si tratta di incolpazioni molto diverse”.
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Diverso anche il caso Foggia, sanzionato per avere pagato stipendi in nero: “Vale lo stesso principio. Al Palermo è stato contestato il fatto di non avere redatto bilanci fedeli ottenendo l’iscrizione irregolare. Questa situazione evidenzia però un problema: se il Palermo ha commesso i fatti ed è colpevole, la Covisoc non ha vigilato quando avrebbe dovuto“.
Infine, Di Cintio commenta la decisione della Lega B di non sospendere i playoff ed eliminare i playout: “La Lega di B ha esercitato un potere di cui non è dotata. Per il Palermo, inoltre, è previsto un rito abbreviato e il ricorso si discuterà nel giro di dieci giorni. Si poteva aspettare l’appello per avere una situazione di classifica chiara. Il corto circuito normativo è stato generato dalla decisione presa da club direttamente interessati alla vicenda”.
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