Incompiuta Palermo: crea molto ma spreca e regala. Le pagelle ironiche di A&F

Pubblicato il da Carlo Amenta e Gery Ferrara - aggiornato il - News, Notizie, Pagelle ironiche, Serie B

Incompiuta Palermo: crea molto ma spreca e regala. Le pagelle ironiche di A&F

La prima di campionato alla Favorita – come ci piace chiamare il nostro stadio per ricordarci quando eravamo giovani, alti e magri – è una emozione senza tempo. Come il primo giorno di scuola, il primo appuntamento, il primo bacio, il primo esame universitario o come il primo colloquio di lavoro. Però…! Sì, c’è un però, perché a differenza degli altri questo momento magico si ripete ogni anno, inspiegabilmente sempre con le stesse travolgenti sensazioni.

Il rettangolo verde, i rumori, la folla, la coda all’ingresso, l’odore di fritto e di arrostito, i meravigliosi colori rosa e nero, gli striscioni, i cori, lo speaker che annuncia le formazioni, i giocatori che spuntano dal sottopassaggio, pensatela come volete ma a noi questo rito, ogni volta sempre uguale eppure sempre diverso, ci commuove e scalfisce quella maschera dura, cinica e indifferente che abbiamo provato a costruirci negli anni.

Ci sovviene leopardianamente l’eterno di tutti quelli con cui abbiamo trascorso anni e condiviso gioie e dolori sui gradoni o sui sediolini e che purtroppo non ci sono più, indimenticabili come Salvo, Toti, Andrea, Domenico e tanti altri. E la memoria corre all’inizio di tutti i trascorsi campionati che avremmo dovuto vincere e finiti malamente e anche di quelli (pochi purtroppo) conclusi trionfalmente. Ma tutto questo è già storia.

La cronaca ci riserva un Palermo che, dopo un inizio a dir poco balbettante, ha risvegliato passione e speranze con una vittoria di quelle che ci esaltano: brutta, sporca e cattiva. E da questa ripartiamo sia noi che Dionisi, con lo stesso modulo e le novità di Insigne e Brunori, due dei protagonisti della vittoria di Cremona, di nuovo in campo dall’inizio per provare a battere una “bestia nera” come il Cosenza, che immaginiamo ancora più incazzato dopo la penalizzazione di quattro punti.

Si comincia in un festival di luci, musica e colori che fa tanto football americano ma che evidentemente esalta il Palermo che inizia assatanato e nel giro di 5 minuti crea due palle gol sventate dal portiere e dalla difesa ospite con due miracolosi interventi. Il Cosenza, però, si risistema e si fa vedere pericolosamente più volte in avanti, anche a causa della difesa rosanero troppo molle e poco concentrata.

La partita è vibrante. I rosa rialzano il ritmo e soprattutto i due esterni cercano di fare capire ai tifosi perché sono stati confermati infilando la difesa calabrese con la stessa rapidità con cui un bancario ti rigetta la richiesta di extrafido quando vede l’estratto conto della carta di credito dopo le vacanze. Fioccano le palle gol per i rosa, ma in un modo o nell’altro, per culo o per bravura, i lupi silani (primo luogo comune della stagione) reggono ed anzi al 32’ vanno vicinissimi al gol.

Un minuto dopo è il Palermo a sfiorare il vantaggio al termine di una azione arrembante ma non si sa come né perché ma la palla non entra. Al 40’ arriva il gol del vantaggio calabrese con la colpevole complicità di almeno tre giocatori in maglia rosa impietriti come un dipendente pubblico in ufficio il primo giorno di settembre. I rosa avrebbero anche l’occasione per pareggiare in chiusura di tempo ma continua il festival delle conclusioni sbagliate ed andiamo al riposo in svantaggio.

Si ricomincia con Pierozzi al posto di Lund e nel giro di due minuti il Palermo sfiora due volte il pareggio ma le conclusioni rosa sono deboli o imprecise. Il Palermo manovra e crea tanto ma conclude poco e male e, come sempre quando sei sotto, il tempo scorre veloce come i giorni di ferie. Comincia la girandola degli slot per i cambi ma siamo troppo incazzati per prenderne nota quindi se vi interessano cliccate sul link del tabellino.

Al 30’ su azione di calcio d’angolo, su una conclusione a botta sicura di Segre, un difensore cosentino estirpa letteralmente la palla dalla rete e noi ci accasciamo tramortiti. Comincia l’indegna manfrina della perdita di tempo da parte del Cosenza che per una volta gli si ritorce contro. Alla ripresa del gioco Insigne si invola sulla destra e pennella al centro per Di Mariano (che neanche sapevamo fosse entrato) che insacca a porta vuota. Pareggio strameritato! Poco dopo Di Mariano raddoppia su una azione fotocopia ma l’assist di Henry è un fuorigioco.

Al termine dei sette lunghissimi minuti di recupero il Palermo rischia ma potrebbe anche vincerla. Purtroppo, Insigne da posizione favorevolissima, dopo una bella ‘spizzata’ di Henry che di testa le becca tutte, calcia incredibilmente alto.

Finisce con un pareggio che sta stretto soprattutto ai rosa ma se sbagli tanto in attacco e sei distratto in difesa e la recuperi solo a dieci minuti dalla fine è nella logica delle cose. Insomma il Palermo è ancora un work in progress e speriamo che la sosta serva a rimettere a posto le troppe cose che ancora non vanno perché dopo non si potrà più sbagliare.

Desplanches 5,5 – Ormai che il Cosenza ci faccia gol imparabili, chiunque sia in porta, è una costante però nel complesso, soprattutto nelle uscite e nelle palle in area rimane sempre a metà, non dando sicurezza ad una difesa già traballante. Terra di mezzo.

Diakité 6,5 – Corre come un dannato, proponendosi spesso in fase offensiva e tornando poi subito in copertura. Non è fortunato su un colpo di testa salvato sulla linea. Onnipresente.

Ceccaroni 4,5 – Non si sa chi gioca peggio tra i due centrali difensivi ma lui ha certamente più responsabilità sul gol con una marcatura molle. Incerto.

Nikolaou 4,5 – Anche se non ha dirette responsabilità sul gol sembra sempre in ritardo e in difficoltà e viene costantemente anticipato dagli attaccanti avversari. Sgraziato.

Lund 6 – Non vorremmo sembrare ripetitivi ma difende male tanto quanto spinge bene anche se si perde nei cross troppo prevedibili. Sbilanciato.

(dal 1′ s.t. Pierozzi) 6,5 – Impatta bene la gara confermando che può giocare anche come “braccetto con il piede invertito”. Sì, avete capito, ora si chiamano così e noi, anche se ci fa schifo, copiamo. Neologismo.

Blin 4 – Benedetto figliolo ma come hai sbagliato un gol così? Da quel momento è notte fonda. Fallace.

(dal 23′ s.t. Segre) 7 – C’è mancato tanto e in mezz’ora dimostra subito perché. Magari siamo generosi ma lo sapete che gli vogliamo bene. Bentornato.

Gomes 8 – Recupera un numero di palloni non quantificabile resistendo sempre alla pressione avversaria e cercando la verticalizzazione. Manny tuttofare.

Ranocchia 5,5 – Certamente in ripresa rispetto alle precedenti prestazioni ma da lui ci aspettiamo molto di più. Deficitario.

(dal 15′ s.t. Vasic) 5 – Noi cosa dovrebbe fare non lo abbiamo capito. Purtroppo temiamo neanche lui. Evanescente.

Insigne 6 – Fino all’assist del gol del pareggio aveva fatto poco o nulla. Poi si galvanizza ma sbaglia malamente una palla gol che avrebbe fatto venire giù lo stadio proprio allo scadere. Chiaroscuro.

Brunori 5 – Stavolta le palle gol le ha avute ma in entrambe le occasioni calcia male, o fuori o debolmente. Si batte con più convinzione ma i gol del capitano mancano più dell’acqua per la siccità. Asciutto.

(dal 15′ s.t. Henry) 6,5 – Fa a sportellate con tutto e tutti e entra da protagonista con le sue spizzate su ogni palla che gli capita. Formula Indy.

Di Francesco 6,5 – I difensori ospiti non riescono a fermarlo se non con il fallo, peccato che in fase conclusiva non sia altrettanto efficace. Velocipede.

(dal 34′ s.t. Di Mariano) 7 – Entra e segna. E due minuti dopo avrebbe anche raddoppiato se l’assist non fosse stato in fuorigioco. Goleador.

Dionisi 6 – Il Palermo crea parecchie palle gol e dimostra a sprazzi una buona intensità di gioco ma la poca concretezza e, soprattutto, l’insicurezza difensiva ci ricordano terribilmente un film già visto e che non ci era piaciuto. Director’s cut.

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