Lupo: “Esonero ingiusto, mercato condiviso con Zamparini”
Pubblicato il da Redazione - aggiornato il - News, Serie B
Parla Fabio Lupo. Dopo l’annuncio ufficiale del proprio addio al Palermo e a poche ore dalla vittoria per 4-1 contro l’Ascoli, l’ormai ex ds rosanero commenta a caldo a Tuttomercatoweb il suo esonero voluto da Zamparini: “Dopo una vittoria in casa per 4-1 e con una classifica che dice che siamo a tre punti dalla promozione credo sia un record. Sono contento per la squadra, ho avuto un rapporto vero con loro, ma non metabolizzo questo esonero. E non ci riuscirò mai”.
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Nel corso della lunga intervista, Lupo mostra tutta la propria amarezza: “Mi ha parlato di mancanza di empatia e feeling. Ne ho preso atto. Ma da lui ho sempre avvertito stima e rispetto. Se parliamo di mercato Zamparini sa che ho fatto il massimo da lui consentito: le scelte sono sempre state condivise. Poco presente? Mi si possono imputare tante cose, ma non questo”.
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E aggiunge: “Il mio esonero è ingiusto e ingiustificato, l’ho detto anche al Presidente. Siamo partiti con il primo giorno a Boccadifalco che non potevamo allenarci, mentre ora credo che qualcosa sia cambiato… Per il contesto nel quale ho lavorato e la tempistica questo esonero non ha senso. Se non quello di punirmi, magari per l’eccessiva autonomia, ma non per il contenuto del mio operato. Sono stati comunque sette mesi bellissimi di grande lavoro in una città unica”.
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Sul possibile ruolo dei consulenti di Zamparini taglia corto: “Fino all’ultimo giorno ho lavorato in autonomia assoluta creando una condivisione sul piano tecnico con l’allenatore e su quello aziendale con il Presidente. Magari questa autonomia ha dato molto fastidio a qualcuno. Ma non c’è stata operazione in entrata e in uscita condizionata da altre persone al di fuori del Presidente”.
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Nel corso di “Zona Vostra” su TRM, poi approfondisce il rapporto con Curkovic: “Con lui c’è stato un buonissimo rapporto fin dall’inizio; gestisce 4-5 giocatori importanti e il suo lavoro diplomatico ci è stato utilissimo quando ci ha permesso di avere Nestorovski in occasione dell’ultima partita del ciclo delle Nazionali. Se io ho lavorato in autonomia è perché anche Curkovic o gli altri consulenti del patron, come Di Marzio, evidentemente hanno ritenuto che il mio lavoro fosse positivo. Se non lo dicevano loro, lo dicevano comunque i risultati”.
Mentre su Zamparini ribadisce: “Credo che la crisi di risultati degli ultimi tempi non sia figlia del mercato, ma sia figlia di una fisiologica, normale involuzione o flessione che tutte le squadre attraversano. L’errore fatto da Zamparini è stato quello di destabilizzare la squadra in un momento di difficoltà in cui bisognava compattarsi ancora di più. Una parte dello spogliatoio, quella che sta qui da diversi anni, questa cosa l’ha sofferta tanto. Urlare non significa avere gli attributi, significa semplicemente avere cattive maniere. Io penso con le mie buone maniere di aver costruito un rapporto con la squadra. E se oggi sono uscito dallo spogliatoio con l’applauso della squadra e perché forse la squadra ha capito”.
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