Palermo, esame superato con riserva: è mancato il ‘guizzo’

Pubblicato il da Roberto Parisi - aggiornato il - News

Palermo, esame superato con riserva: è mancato il ‘guizzo’

È solo calcio d’agosto ma la strada sembra quella giusta. Il Palermo non riesce a qualificarsi ai sedicesimi di Coppa Italia ma a Cagliari dimostra di crescere dal punto di vista fisico e tattico. Per come si sono sviluppati i 120 minuti alla “Unipol Domus”, però, rimane quel senso d’incompiutezza tipico della scorsa stagione, come se fossero emersi ‘fantasmi del passato’.

Una partita di Coppa Italia giocata il 12 agosto, dopo più di un mese di preparazione estiva, può dare indicazioni molto relative ma il Palermo ha mostrato buonissimi segnali. Il ritorno al 4-3-3 è stato ben assorbito dalla squadra, che ha messo in campo le idee di gioco maturate in ritiro. Eugenio Corini, da questo punto di vista, può essere soddisfatto: i rosa seguono l’allenatore e credono nei suoi concetti, come quello di saper interpretare diversi sistemi di gioco e cambiare a gara in corso (vedi il passaggio al 4-4-2 nel secondo tempo).

Il Palermo ha giocato una buona partita di squadra ma nello specifico alcuni singoli hanno impressionato più di altri. Lucioni è già un leader indiscusso per letture difensive e atteggiamenti in campo, insieme a Marconi ha formato una coppia centrale che ha ben contenuto prima Pavoletti e poi Shomurodov.

Segnali interessanti anche dalla formula col doppio play: Stulac era spesso marcato a uomo dagli attaccanti del Cagliari – ma quando si è acceso ha verticalizzato con qualità – così è stato Gomes a emergere nell’impostazione dell’azione, partendo dal centrosinistra. Ottimo Vasic ma con ancora ampi margini di miglioramento; il giovane centrocampista, che ha pagato un po’ d’emozione all’inizio della gara, si è concentrato con prevalenza sulla ricerca dell’inserimento ma può essere più incisivo sia nel palleggio che nel recupero palla.

Brunori è sembrato già in palla. La giocata col tacco del capitano dopo quattro minuti è da giocatore di alto livello, ma è stata incoraggiante anche la prestazione di Mancuso, un attaccante che ha ‘colpi’ importanti e può rivelarsi utile anche a gara in corso. Su Soleri si sono sprecate le parole: in un modo o nell’altro trova il modo di incidere nelle partite, è fondamentale per il Palermo.

Il Palermo ha quindi superato l’esame ma ‘con riserva’. Il Cagliari è sì una neopromossa in Serie A ma ancora ampiamente incompleta – come confermato da Claudio Ranieri a fine gara – e mancavano giocatori importanti come Lapadula e Mancosu. Contro una squadra così rimaneggiata, e vista la bella prestazione degli uomini di Corini, si poteva fare di più: ai rosa è mancato il ‘guizzo’, l’impressione che si è avuta è che la qualificazione fosse alla portata.

Non che l’obiettivo del Palermo fosse l’avanzamento in Coppa Italia, ma un test così importante serve anche per verificare la mentalità di una squadra. È emerso un ‘fantasma del passato’: una bella prestazione, buonissimi segnali ma alla fine un risultato non soddisfacente come spesso è capitato nella scorsa stagione. Chiaro che col Cagliari è stato decisivo un episodio avvenuto ben oltre il 120′ ma è proprio questo lo step che i rosa devono fare per trasformarsi in una big, e la rabbia di Lucioni dopo il gol subito ne è la testimonianza.

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