Palermo in “tappine”, è il primo momento difficile. Le pagelle ironiche di A&F

Pubblicato il da Carlo Amenta e Gery Ferrara - aggiornato il - News, Notizie, Pagelle ironiche, Serie B

Palermo in “tappine”, è il primo momento difficile. Le pagelle ironiche di A&F

È un sabato ad alta tensione. Il Modena ha già vinto con l’Empoli con il solito rigore. Il Palermo va a Catanzaro nel più classico dei testa-coda che, da anni, ci mettono solo ansia. Vincere diventa già imperativo categorico perché il Catanzaro è comunque in fondo alla classifica con 6 punti: una squadra che vuole salire in serie A e farci stare sereni deve per forza conquistare i tre punti.

L’unica consolazione è che si gioca già all’ora dell’aperitivo e non dobbiamo aspettare il primo tempo per un Boulevardier e un Whisky Sour. Pippo conferma praticamente tutti e lascia in panchina il solo Brunori che si conferma “casalinga disperata” lasciando il posto in trasferta a Le Douaron.

È una partita nervosa in cui sembra sempre che debba scoppiare una rissa da saloon da un momento all’altro. Non si gioca molto ed è tutto abbastanza bloccato anche grazie a un arbitro che fischia sempre per qualunque ragione, sopratutto quando non deve. C’è un po’ più Catanzaro che Palermo e i rosa si mostrano mollicci e con la stessa grinta di un bimbo al primo giorno di asilo. Nel finale di primo tempo il Palermo torna a controllare la partita ma corre poco senza palla e non trova spazi, buttando palloni a casaccio in avanti.

Allo scadere il cuore ci si ferma perché Iemmello trova un buco nella difesa rosanero e lancia Pontisso solo davanti a Joronen. Il portiere rosanero resta in piedi finché può e il giocatore calabrese gli tira addosso. Pericolo scampato e guardia medica allertata. Ma è solo un momento, perché la difesa rosanero si addormenta di nuovo su un fallo laterale e consente a Cisse di battere da due passi sotto la traversa. Andiamo al riposo sotto di uno e ci sembra anche un risultato giusto.

Nell’intervallo la legge di Pippo colpisce un nervosissimo Pierozzi e scocca l’ora di Bereszynski. Il Palermo rientra in campo con più convinzione ma il Catanzaro resta pericoloso. I calabresi cercano di buttarla sempre sulla rissa e si rendono spesso ridicoli con simulazioni e tuffi olimpionici. Ma siccome l’arbitro è negato come i vostri cronitifosi al Padel, i giallorossi hanno gioco facile a interrompere spesso il gioco e buttarla in caciara.

Inzaghi capisce che Le Douaron oggi è più inutile di un paio di tappine in alta montagna e fa entrare Brunori. Non possiamo sapere se sia una mossa intelligente o meno perché l’arbitro decide di non fare praticamente più giocare la partita, abboccando a qualsiasi sceneggiata degna di Mario Merola dei giallorossi. Entra Vasic per Augello e non abbiamo neanche la forza di chiederci il perché. Poi arriva Gomes per Segre e Ranocchia lascia il posto a Corona.

Tutti in avanti e assalto all’arma bianca. Ma il migliore in campo del Palermo resta Joronen. Pohjanpalo si divora un gol incredibile e allora capiamo che non è davvero serata. Il Palermo, come nella migliore tradizione, risuscita i morti e consente a una delle squadre peggiori del campionato di trovare la prima vittoria. I rosanero non corrono più e non sanno più vincere. E martedì arriva il Monza che ha cominciato a correre. È il primo momento difficile, speriamo duri poco.

Joronen 6,5 – È l’unico che si salva con due interventi decisivi che ne confermano le doti sia di freddezza che di reattività. Purtroppo non può nulla sul goal perché Cisse, incredibilmente solo da due passi, viene di fatto servito dalla difesa del Palermo e lo fulmina senza scampo. Tradito.

Pierozzi 4 – L’ammonizione che si becca immeritatamente quasi subito gli fa capire che la sua partita è destinata a finire presto e non combina più nulla di buono. E infatti nella ripresa non torna più in campo. Penalizzato.

(dal 1′ s.t. Bereszynski) 5 – Ci sembra sempre incerto e un po’ troppo timido e visto che è uno degli anziani della squadra e con una lunga esperienza anche in serie A, sinceramente ci aspetteremmo un approccio ben diverso soprattutto in termini di carisma. Scantato.

Peda 3 – Praticamente sbaglia tutto quello che può sbagliare un difensore centrale risultando, alla fine, decisivo in negativo e siamo certi che anche lui maledice l’assenza di Bani. Maldestro.

Ceccaroni 4,5 – Visto che deve difendere poco o nulla, perché dal suo lato non c’è manco un avversario, non si capisce perché non cerchi minimamente di proporsi in fase di spinta risultando di fatto del tutto fuori dalla partita. Spento.

Diakité 5,5 – È uno dei pochi che corre senza fermarsi mai fino all’ultimo e, paradossalmente, si rende anche protagonista di qualche azione offensiva degna di nota. Però si pregiudica la sufficienza perché sul goal che vale la sconfitta si fa scappare l’uomo che avrebbe dovuto marcare. Instancabile.

Segre 5,5 – Anche lui corre tanto, purtroppo spesso a vuoto perché questo sistema di centrocampo non gli si addice. Ciò nonostante è uno dei pochi a non mollare mai e tentare anche la conclusione a rete su cui è sfortunato. Never give up.

(dal 32′ s.t. Gomes) 5 – Lo abbiamo invocato a lungo ma, una volta entrato in campo, non gli abbiamo visto toccare un pallone anche perché, probabilmente, incide di più quando parte dall’inizio. Triste.

Ranocchia 4 –  Uno dei vostri cronitifosi pensa che questa sua posizione davanti alla difesa non convinca, né per lui né per la squadra, e sarebbe il caso di interrogarsi se vale la pena insistere. L’altro si dissocia ma è talmente siddiato che gli dà ragione comunque. Pesce fuor d’acqua.

(dal 32′ s.t. Corona) s.v.

Augello 4 – Ci accorgiamo che è stato in campo solo quando viene chiamata la sua sostituzione al 70esimo. Esplosività, cross tesi e penetrazioni di qualche settimana fa sono solo un ricordo. Chi l’ha visto?

(dal 27′ s.t. Vasic) 5 – Noi speriamo sempre che ci smentisca ma lui puntualmente ci conferma. Impalpabile.

Palumbo 4 – Abbiamo ripetuto più volte che il salto di qualità del Palermo passa dai suoi piedi. Ecco, finora è proprio quello che è mancato più di tutti, limitandosi a smistare qualche pallone, raramente illuminando il gioco e, anzi, talvolta sbagliando giocate elementari. Confuso.

Le Douaron 3 – Non aiuta a spingere, non riesce a tenere un pallone, di conclusioni a rete nemmeno l’ombra ed allora non si capisce perché sia rimasto in campo per oltre un’ora. Assente.

(dal 21′ s.t. Brunori) 5 – Anche su di lui ribadiamo un concetto espresso più volte: ha senso farlo giocare così lontano dall’area di rigore, dove ha sempre dimostrato di saperci fare? Fuori posto.

Pohjanpalo 3 – È vero che non gli arriva un pallone giocabile per tutta la partita, ma uno come lui quella palla calciata dal corner su cui c’è scritto sopra “basta spingere” non può ciccarla malamente in quel modo come un Farias qualsiasi. Rimembranze.

Inzaghi 4 – I rosanero hanno fatto della intensità la loro arma e invece stavolta sono stati molli e poco determinati ed anche lui, a bordo campo, c’è sembrato più moscio del solito insistendo, per di più, su uno schema tattico che convince sempre meno, visto che il Palermo produce davvero poco, e su alcuni interpreti discutibili. Meditabondo.

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