Stellone, i retroscena dell’esonero e la sfuriata di Foschi
Pubblicato il da Redazione - aggiornato il - News, Serie B
“Più che una serata tormentata, una resa dei conti, il pareggio con il Padova lascia il segno. Foschi contro tutti, prima con Stellone e poi con i giocatori. Urla del numero uno rosanero, confronto rovente con il tecnico e timide reazioni da parte della squadra in silenzio stampa, per un giorno, per scelta appunto del presidente”: così scrive Salvatore Geraci sulle pagine del Corriere dello Sport per raccontare gli attimi successivi al pari di lunedì che ha portato all’esonero di Stellone.
Foschi ha contestato a Stellone le scelte tecniche, il fatto di avere utilizzato giocatori fuori ruolo, vedi Falletti, e l’impiego di moduli già in passato causa di malumore tra i due.
“Quando è stato esonerato Tedino – la morale di Foschi -, siete stati voi a prendervi la responsabilità, oggi l’assumo io. E, se sbaglio, lo faccio da solo. Il nuovo allenatore avrà tempo e modo per farvi ritornare forti come meritate”, queste le parole scelte dal presidente rosa per comunicare la decisione ai giocatori.
Giocatori che hanno provato a bloccare Foschi nel rispetto di un patto di solidarietà, nato con Stellone, che in pratica li vincolava a un rapporto di cieca fiducia. “L’allenatore non c’entra, siamo noi ad avere sbagliato non rispettando le direttive”: così Nestorovski e compagni. Ma il presidente non ha voluto saperne.
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