Il vecchio Palermo è fallito: no al concordato / LA SENTENZA
Pubblicato il da Redazione - aggiornato il - News
L’Us Città di Palermo è ufficialmente fallita. A dichiarare il fallimento della vecchia società rosanero è il Tribunale di Palermo (sezione fallimentare), dopo che il collegio composto dalla presidente Gabriella Giammona e dai giudici Giuseppe Rini e Flavia Coppola Giudice ha dichiarato improcedibile la domanda di concordato presentata dal club.
“ABUSI E ALTERAZIONI”: ECCO IL PERCHÉ DELLA SENTENZA
Accolta dunque la nuova istanza di fallimento presentata dai pm e dai giocatori della squadra: per i giudici sussiste lo stato di insolvenza “tenuto conto delle ingentissime esposizioni debitorie gravanti sulla società”. Tutti gli amministratori del club coinvolti nella vicenda rischiano ora di essere accusati in sede penale di bancarotta fraudolenta (Maurizio Zamparini è invece già sotto processo per falso in bilancio e false comunicazioni sociali).
Il tribunale ha nominato come Giudice Delegato la Dott.ssa Gabriella Giammona e come Curatori l’Avv. Calogero Pisciotta ed il Dott. Gabriele Palazzotto e ordina al legale rappresentante della società fallita di depositare in Cancelleria, entro tre giorni, i bilanci e le scritture contabili e fiscali obbligatorie, nonché l’elenco dei creditori.
Viene fissata inoltre per il 10 febbraio 2020 l’adunanza in cui si procederà alla verifica dello stato passivo, cioè la determinazione dei debiti verso ciascun creditore: i creditori e i terzi interessati dovranno rispettare il termine perentorio di trenta giorni prima dell’adunanza per presentare quella che in termine tecnico è chiamata “domanda di insinuazione”. Nel dispositivo della sentenza vi è anche l’immediata apposizione dei sigilli sui beni della società e la redazione dell’inventario.
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