Caos Palermo, i precedenti: la squadra avrà un nuovo nome
Pubblicato il da Redazione - aggiornato il - News, Serie B
Regole severissime ed errori pacchiani. Il Palermo è sempre più vicino all’esclusione dal campionato di Serie B, con la Covisoc che quasi certamente non potrà soprassedere agli errori commessi dalla proprietà del club rosanero.
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Tullio Calzone analizza la situazione per il Corriere dello Sport, ritenendo che gli errori commessi dalla proprietà attuale (nonostante le rassicurazioni esposte nei comunicati) sarebbero ormai impossibili da riparare in vista dell’iscrizione al prossimo campionato. E i precedenti non mancano.
Si tratta del caso dell’Avellino, che a causa di una fideiussione rumena (senza rating) poi sostituita tardivamente da una rilasciata dalla Finworld (dichiarata fuorilegge dal Consiglio di Stato) venne escluso dal campionato cadetto. I campani furono obbligati a ripartire dalla serie D con una nuova squadra, così come il Cesena (travolto dei debiti) e il Bari (mancata ricapitalizzazione), mentre Taccone tentava una serie di ricorsi al Tar al fine di ottenere la riammissione in B o comunque un risarcimento.
Sullo sfondo però c’è anche un’altra questione: quella legata all’identità del nuovo Palermo. Formalmente infatti la società per azioni “Us Città di Palermo” resterà quella di Arkus. In caso di ripartenza dalla Serie D, dunque la situazione sarebbe analoga ad altri casi precedenti: la nuova società a cui verrebbe affidato il titolo sportivo dovrà necessariamente assumere un nuovo nome.
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