Fallimento Palermo: “La rosa vale 40 milioni”. Un algoritmo ribalta la tesi della Procura?
Pubblicato il da Redazione - aggiornato il - News, Serie B
Guerra di cifre, ancora una volta. La “battaglia” legale fra il Palermo e la Procura continua e ora emergono nuovi dettagli e cifre sui nuovi documenti presentati dal club rosanero, legati alla valutazione del parco giocatori in aperto contrasto con la valutazione al ribasso fornita dalla Procura. La partita è apertissima perché in una società poco patrimonializzata come il Palermo (vista anche la cessione del marchio a Mepal e Alyssa) il parco giocatori rappresenta gran parte della sua ricchezza.
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L’obiettivo del Palermo – come riporta il Giornale di Sicilia – è ribaltare la tesi della Procura e fornire ai periti (che hanno ottenuto una proroga di 30 giorni sulla prima scadenza dell’8 febbraio) un valore attendibile e realistico, un “fair value” della rosa, che secondo gli analisti si attesta a 42,3 milioni di euro prima del mercato di gennaio e che, se confermato, basterebbe da solo a ribaltare la situazione patrimoniale del club, giudicato dalla Procura come negativo per 18,3 milioni di euro a giugno 2017.
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Un valore di partenza che tiene conto delle valutazioni dei pezzi pregiati (Nestorovski 6,9 milioni; Chochev 5,8 milioni, Rispoli 5,5 milioni) e che contrasta con quello della Procura che, in base ad altri criteri, attribuisce al Palermo una valore totale della rosa di soli 19,8 milioni, mentre Zamparini eleva tale valore fino anche a 86 milioni in base alle offerte rifiutate e alle valutazioni di partenza in sede di trattativa.
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Ad elaborare la valutazione di base è stata la startup Wallabies, che in ambito calcistico ha elaborato un inedito sistema di valutazione, che combina in un algoritmo il valore di mercato ma anche i dati e le statistiche che emergono da quanto fatto sul campo di gioco: “L’algoritmo è pronto da marzo 2017 e ora stiamo sviluppando altri contatti con altre società; ci proponiamo di dare un valore il più vicino possibile a quello di mercato, soprattutto quando non si è oggetto di trattativa”.
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