Fallimento Palermo: Zamparini “offre” 10 milioni per il concordato. Processo rinviato
Pubblicato il da Redazione - aggiornato il - News, Serie D
Riecco Maurizio Zamparini. L’imprenditore friulano ed ex patron del US Città di Palermo è infatti intervenuto nella vicenda della vecchia società rosanero, offrendo oltre dieci milioni di euro per ammettere la società al concordato preventivo, procedura chiesta dai Tuttolomondo per scongiurare il fallimento. Nel frattempo i giudici della quarta sezione penale del Tribunale di Palermo hanno rinviato al 30 ottobre, ore 9.30, l’udienza del processo che vede coinvolto proprio Zamparini con le accuse di falso in bilancio e false comunicazioni sociali.
A riportare la notizia è Riccardo Arena per il Giornale di Sicilia, sottolineando che l’offerta è stata presentata la settimana scorsa via mail dal figlio, Andrea Zamparini, in qualità di rappresentante legale di una delle aziende del gruppo di famiglia.
Tale offerta, però, potrebbe non bastare per evitare la contestazione del reato di bancarotta fraudolenta (che potrebbe già partire da oggi o da domani, quando verrà depositata la sentenza del tribunale fallimentare), ma sarebbe una mossa strategica per trovare un’intesa con i creditori, evitando l’azione di responsabilità e il pagamento dell’intera massa debitoria, che ammonterebbe a circa 60 milioni.
Sul “vecchio” Palermo e sui Tuttolomondo pende però anche una richiesta di revoca dell’ammissione al concordato per presunte “gravi irregolarità”: secondo le accuse di alcuni creditori e della Procura, l’affidamento degli incarichi professionali mirati alla produzione del piano rientro a una società collegata proprio ai Tuttolomondo (la Struttura srl) sarebbe stato pagato con soldi delle casse della società rosanero.
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