Il Palermo non riesce a parlare inglese. E la cessione è “mission impossible”
Pubblicato il da Guido Monastra - News, Serie B
Intrighi e misteri. Il romanzo della cessione del Palermo diventa una telenovela dal ritmo piuttosto lento. A questo punto dell’anno avremmo pensato di avere a che fare con una società ben strutturata, già concretamente impegnata a valutare cosa fare sul mercato di gennaio per rinforzare la squadra. Invece no. Come scritto ieri da Stadionews, la cessione societaria sembra diventata un poco divertente gioco dell’oca. É un rincorrersi di notizie, indiscrezioni, supposizioni. Vi abbiamo raccontato in questi giorni delle numerose e incomprensibili operazioni societarie che hanno contraddistinto il gruppo degli inglesi che dovrebbe acquistare il Palermo. Non si capisce quando dovrebbe veramente chiudersi l’operazione, ammesso che si chiuda. Perché a questo punto è valido tutto e il contrario di tutto.
PALERMO, SPORT CAPITAL E “IL GIOCO DELL’OCA”
Le voci si rincorrono, da un possibile ritorno di Raffaello Follieri, alla possibilità che in tempi brevissimi il Palermo abbia un nuovo presidente inglese e un nuovo CdA. Nell’edizione odierna del Giornale di Sicilia Benedetto Giardina riporta che Clive Richardson ed Emanuele Facile sarebbero i soggetti designati per l’ingresso in CdA, ma di fatto gli inglesi (viste le festività) avrebbero solo 4 date utili per la chiusura dell’affare entro la scadenza del 30 dicembre. Gli inglesi inoltre sarebbero ancora alla ricerca di investitori per completare la propria cordata e al momento l’unico ad aver versato fondi nella “Pelican” (la futura – ennesima – Sport Capital Group) sembra essere solo John Michael Treacy (e soltanto per cifre modeste).
E (come riportato anche dal Giornale di Sicilia) rispunta Follieri: l’imprenditore foggiano, che circa due mesi fa si era ritirato dalle trattative con Zamparini a un passo dal closing, si sarebbe recato presso lo studio legale Giambrone & Partners di Roma non per intraprendere le vie legali (come paventato nei comunicati), bensì per l’ennesimo tentativo di acquisto del club rosanero oppure per inserirsi nel gruppo inglese.
Zamparini, intanto, dopo il pagamento degli ultimi stipendi, potrebbe dover provvedere personalmente anche al pagamento delle ritenute fiscali e previdenziali entro la scadenza del 16 gennaio, spostando al mese di febbraio l’entrata in scena della nuova proprietà, almeno sul piano economico. Ma il patron rosanero torna a parlare con tutti gli interlocutori, visto che l’affare con gli inglesi non può ancora dirsi chiuso. Una cessione che assomiglia sempre più a una “mission impossible”.
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