Palermo – Reggiana 2 – 1 LE PAGELLE / Pierozzi, che gol. Segre, Ranocchia e Pohjanpalo bene

Pubblicato il da Guido Monastra - aggiornato il - News, Notizie, Serie B

Palermo – Reggiana 2 – 1 LE PAGELLE / Pierozzi, che gol. Segre, Ranocchia e Pohjanpalo bene

I tre punti sono arrivati, e non erano scontati. Ma il Palermo è piaciuto più di quanto non dica il risultato che è stato in bilico per meno di due minuti e solo per uno sfortunato autogol. Non ci poteva essere partenza migliore, davanti a uno stadio pieno (31.000) e in un clima di grande entusiasmo che si rinnoverà tra sette giorni contro il Frosinone. Il Palermo ha mandato al campionato il segnale che doveva.

In 90′ la palla è stata in area avversaria più di quanto non ci sia stata per tutto il campionato scorso. Ogni calcio piazzato è presupposto di pericolo con l’inserimento a turno di tutti i difensori, si è giocato su ritmi arrembanti per almeno un’ora, non è mai mancata la rabbiosa voglia di vincere, tutti i reduci del passato sono apparsi rinati e Augello ha comandato la fascia con impressionante autorità. Già nel primo tempo 14 tiri verso la porta di cui 7 nello specchio della porta. Chi mastica di numeri capisce la differenza.

Aggiungiamo: Inzaghi è già entrato nella testa della squadra e si è visto anche dall’intensità con cui sono entrati in campo i giocatori della panchina. Il Palermo ha subìto un solo tiro in porta (l’autogol), non si è smontato ed è rimasto spessissimo nella metà campo avversaria nella speranza di chiudere la gara. Meglio di così non si poteva. Ed è già festa sugli spalti.

PALERMO (3-4-2-1): Bardi 6; Diakité 6 (dal 1′ s.t. Peda 6), Bani 7, Ceccaroni 7; Pierozzi 8, Segre 7,5, Ranocchia 7,5 (dal 34′ Palumbo s.v.), Augello 7,5; Gyasi 6 (dal 24′ s.t. Blin 6), Brunori 6,5 (dal 24′ s.t. Le Douaron 6); Pohjanpalo 7,5 (dal 42′ Corona s.v.). 

REGGIANA (3-4-2-1): Motta 7, Libutti 6 (dal 31′ s.t. Rozzio s.v.), Papetti 5,5, Bonetti 6; Rover 5,5 (dal 43′ s.t. Conte s.v.), Reinhart 6 (dal 43′ s.t. Stulac s.v.), Bertagnoli 6 (dal 34′ s.t. Novacovich s.v.), Portanova 5; Marras 5, Tavsan 6,5; Gondo 5,5.

Bardi 6: Qualche brivido in fase iniziale nelle rare sortite della Reggiana ma vere e proprie parate importanti non deve farne per un’ora esatta. Poi accade l’imponderabile: alla prima conclusione in porta della Reggiana, la palla viene deviata dalla schiena di Bani e prende una traiettoria che inganna il numero uno rosanero che non riesce a “sterzare” in tempo. Forse dovrebbe uscire un po’ di più sulle palle alte ma alla fine non rischia nulla e ha ragione lui.

Diakitè 6: Difensivamente riesce a contenere i potenziali pericoli avversari senza nemmeno troppi affanni ma è un po’ troppo confusionario con la palla al piede: sbaglia un appoggio semplice e nel tentativo di recuperare si guadagna un’ammonizione che lo condiziona e che spinge Inzaghi a sostituirlo nell’intervallo. Sufficienza risicata.

(dal 1′ s.t. Peda) 6: L’imprudenza e la foga di Diakité gli consentono di giocare 45′ già alla prima di campionato. È evidente che Inzaghi crede nel ragazzo che sta acquisendo sempre maggiore convinzione. Nell’azione del gol di Tavsan forse dovrebbe essere un po’ più arcigno nella marcatura ma quel gol è anche frutto di una sfiga non indifferente. Sfiora il 3 a 1 di testa sull’ennesimo corner di Augello.

Bani 7: Conferma l’impressione del precampionato, con lui al centro della difesa il Palermo corre meno rischi (quasi nulla) sulle palle alte. Ha personalità per guidare il reparto e va vicinissimo al gol di testa in una delle tante incursioni. È lui a deviare di schiena il tiro che provoca l’1 a 1 ma non gli si può fare una colpa.

Ceccaroni 7: Gioca bene e lo fa con naturalezza, con la consapevolezza di essere sempre più padrone del ruolo. Anche lui è una minaccia costante per gli avversari sui calci piazzati e il dialogo con Augello sulla fascia sinistra funziona a meraviglia.

Pierozzi 8: Il migliore in campo, medaglia che si era guadagnato già prima di segnare il gol del 2 a 1 che ha subito scacciato i fantasmi di una beffa immeritata. Il suo gol è un gioiello da vedere e rivedere: triangolazione spettacolare con Segre dentro l’area di rigore e tiro che più angolato non si può. Il Palermo gioca prevalentemente sul settore di sinistra ma lui dimostra di conoscere Inzaghi e il suo modo di giocare perché è sempre attento a seguire l’azione. E poi costruisce gli assist più efficaci: è lui a mandare in gol Brunori (ma un suo fuorigioco poco evidente fa annullare il gol) ed è lui a scodellare una palla meravigliosa per la testa di Pohjanpalo in occasione del gol dell’1 a 0. Il 2 a 1 è l’apoteosi con bagno di folla sotto la Sud. Rispetto alla passata stagione sembra rinato.

Segre 7,5: Partenza scoppiettante, naturale conseguenza della sua splendida condizione atletica. Pressa molto, si sobbarca il lavoro più pesante in fase di filtro a centrocampo e si fa rivedere spesso anche in area avversaria: per poco non segna un bel gol su velo di Pohjanpalo, in un’altra occasione non riesce a “pulire” un pallone interessante. Poi si inventa il passaggio al volo di tacco per il gol di Pierozzi e se trovasse il gol su un tiro al volo molto angolato sarebbe l’apoteosi anche per lui. Corre per tutta la ripresa con la stessa intensità del primo tempo.

Ranocchia 7,5: Anche lui è molto più concreto e motivato. Inzaghi lo ha responsabilizzato al massimo, lui risponde presente giocando tantissimi palloni e alcuni in modo tutt’altro che banale. Eccellente un suo assist per Brunori nella ripresa, perfino un recupero difensivo provvidenziale per bloccare un contropiede reggiano. Cresce minuto dopo minuto ed esce tra gli applausi.

(dal 34′ s.t. Palumbo) s.v.: Poco più di dieci minuti di gara perché evidentemente è ancora indietro ma si fa subito notare per un calcio d’angolo direttamente in porta che mette in crisi Motta.

Augello 7,5: Il “padre” della fascia sinistra: gioca decine di palloni e almeno la metà li mette in area di rigore con cross interessanti che partono dal suo educatissimo piede sinistro. Talmente educato che batte lui la maggior parte dei calci piazzati. È già un punto di riferimento per la squadra e si vedono tutte le sue quasi 200 partite in massima categoria.

Gyasi 6: Agisce sul centro sinistra, è molto presente, non si nasconde, vuole emergere. La sua è sicuramente una prestazione positiva pur con qualche giocata non precisa ma ha una forza fisica rilevante che crea più di un disturbo alla Reggiana. Deve migliorare al tiro, spreca una buona opportunità con un tiro troppo debole da fuori area. Cala un po’ nella ripresa e ci sta che esca anzitempo.

(dal 24′ s.t. Blin) 6: Molto ordinato, come da copione. Ha il senso della geometria e lo dimostra anche nello spezzone di gara in cui contribuisce a gestire il vantaggio.

Brunori 6,5: Aveva segnato il gol dell’1 a 0 festeggiandolo in maniera adeguata ma anche dopo l’annullamento (sono passati due minuti buoni) non si smonta. Anzi. È sempre nel vivo dell’azione, si muove in buona sincronia con Pohjanpalo, è entrato in area avversaria molto più spesso di quanto non abbia fatto negli ultimi tre mesi della scorsa stagione.

(dal 24′ s.t. Le Douaron) 6: Nulla di trascendentale ma anche lui entra bene in campo dalla panchina, confermando che lo spirito della squadra (di tutta la squadra, anche dei panchinari) è sicuramente più positivo di prima.

Pohjanpalo 7,5: Chi poteva segnare il primo gol ufficiale della stagione se non lui? Lo fa con un bellissimo colpo di testa, anticipando l’avversario con la potenza e la garra di un attaccante puro qual è. È sembrato anche molto più tonico sotto l’aspetto fisico, facendo molto movimento anche fuori dall’area di rigore, partecipando attivamente all’azione del gol annullato, facendo un buon velo per Segre e inseguendo tutti i palloni. Si inventa “no look” l’apertura di campo al volo, da sinistra a destra, che innesca l’azione del 2 a 1. Corre tanto, dà tutto quello che ha, quasi a confermare che negli ultimi sette giorni ha fatto progressi di condizione non indifferenti. Sfiora un altro gol di testa su calcio d’angolo (bravo Motta) e si è ripreso il Barbera sulle spalle. E il Barbera gli tributa l’ovazione finale.

(dal 42′ s.t. Corona) s.v.: Altro gettoncino di presenza, un modo elegante di Inzaghi di confermargli fiducia.

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LA CRONACA DEL MATCH

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