Palermo, un “titolare” in più: Graves Jensen ha conquistato tutti
Pubblicato il da Roberto Parisi - aggiornato il - News, Serie B
Simon Graves Jensen ha già conquistato tutti. Al difensore danese sono bastati 96 minuti (distribuiti in due presenze) per impressionare il popolo rosanero e il Palermo si gode già un giocatore che ha tutte le caratteristiche per diventare un pilastro.
Graves è arrivato a Palermo grazie all’ottimo lavoro di scouting del City Group. Gli osservatori lo seguivano da tempo – come confermato dal ragazzo subito dopo la firma con i rosanero – e la società ha deciso di investire un milione e mezzo circa per assicurarsi le prestazioni del giocatore, una cifra importante per un classe 1999 proveniente dal massimo campionato danese. Il contratto di quattro anni e mezzo testimonia che il club di viale del Fante punta molto sul difensore, così come Corini, che lo ha subito messo in campo.
Per un ragazzo nato a Holstebro – una cittadina in Danimarca di 57 mila abitanti – e abituato a giocare nel “Cepheus Park Randers” – stadio che in questa stagione conta una media di 5.653 spettatori – non deve essere stato facile l’impatto con la realtà palermitana. “Crazy feeling (sensazione folle)” ha scritto Graves su Instagram per descrivere le sue emozioni dopo il debutto da titolare col Frosinone, avvenuto nella giornata del record stagionale di tifosi presenti al “Barbera”. Il difensore non ha patito nessuna emozione davanti a una cornice di pubblico importante, anzi ha mostrato personalità e sicurezza.
Graves è stato uno dei migliori contro il Frosinone, confermando le buone sensazioni che si erano avvertite già nello scampolo di partita giocato con la Reggina. L’aspetto che ha colpito più di tutti è la qualità con la palla tra i piedi; il danese vanta l’85,71% di precisione dei passaggi – risultando il migliore per passaggi riusciti nell’ultima gara – ma non si tratta di ‘banali’ appoggi orizzontali da classico difensore. Graves gioca a testa alta, guardando in avanti come prima opzione, e dimostra buona tecnica di base (e può ancora migliorare).
Importante anche l’apporto dal punto di vista fisico che Graves può garantire. Il difensore ha vinto quattro duelli su sei e vanta già tre palloni intercettati. L’altezza (1,90 m) lo aiuta e l’essersi formato nella scuola difensiva nordica lo rende un giocatore roccioso e difficile da superare nell’uno contro uno. Il duello con Caso, uno dei calciatori più abili nel dribbling in Serie B, non lo ha visto sopperire, così come quello con Mulattieri e Borrelli nel secondo tempo.
Il Palermo sembra aver trovato un giocatore che può essere considerato uno dei “quindici/sedici titolari”, un concetto sul quale Corini insiste molto. Il tecnico lo ha schierato come ‘braccetto’ di destra (vista la squalifica di Mateju) e Graves ha dimostrato di trovarsi a proprio agio anche nel compito di allargarsi per formare la difesa a quattro. Nel secondo tempo della gara col Frosinone, il danese ha giocato da centrale ‘puro’ e non ha demeritato, un aspetto importante viste le incognite legate alle condizioni fisiche di Nedelcearu. La duttilità di sicuro gli garantirà più minutaggio e al momento è in vantaggio nelle gerarchie rispetto a Buttaro e Orihuela.
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