Zamparini: “Da 4 anni cerco di vendere il Palermo. Cordata di Tacopina inconsistente “

Pubblicato il da Andrea Zito - aggiornato il - News, Serie B

Zamparini: “Da 4 anni cerco di vendere il Palermo. Cordata di Tacopina inconsistente “

zamparini furiuoso

Parla Maurizio Zamparini. Il patron del Palermo ha concesso una lunga intervista in cui ha ripercorso il suo passato da patron del Venezia, le analogie con la sua esperienza a Palermo e il suo rapporto con tifoserie e Tacopina, tra i principali interlcutori nella trattativa con Paul Baccaglini.

Ai microfoni del quotidiano veneto “Il Gazzettino”, Zamparini afferma: “Mi ero rivolto a Tacopina ma sono ancora a caccia di acquirenti, la sua cordata si era rivelata inconsistente. Il nostro calcio è sempre meno appetibile per gli investitori. Da quattro anni cerco gente seria cui passare la mano, non ho più l’età, spero di riuscirci prestissimo”.

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Un rapporto a filo doppio quello tra Venezia e Palermo: “É una sorpresa ritrovarmi di nuovo contro il Venezia, non me l’aspettavo così presto, d’altra parte due anni fa noi eravamo in A e loro nei dilettanti, ma in fondo l’organizzazione paga sempre. Auguro a Tacopina di raggiungere la Serie A e fare lo stadio, ma non è facile, perché un conto è costruire lo stadio, un altro mantenere una squadra ad un certo livello”.

E ora c’è Palermo – Venezia: “Non credo mi emozionerò più di tanto, di quei 15anni ho molti bei ricordi ma ormai molto lontani. Non vado allo stadio da due o forse tre stagioni, non lo so neanche di preciso, ma ovviamente guarderò la partita da casa. Con Tedino lo scorso anno non saremmo retrocessi. Sta facendo benissimo, a Inzaghi non ho mai pensato come mio allenatore. Lui è una sorpresa, in primis per come si è messo in discussione ripartendo dalla Lega Pro, poi per i risultati”.

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E a Venezia come a Palermo non mancano tifoserie calde e critiche verso i rispettivi patron: “Venezia resta una piazza dove non è facile poter fare calcio, d’altra parte il numero dei tifosi allo stadio è sempre meno importante. A Venezia avevo contro gli ultras dei centri sociali, guidati da quel Luca Casarini che mi “perseguita” visto che è venuto a vivere a Palermo”.

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E aggiunge: “Me ne andai perché ero troppo amareggiato: quando andai in curva per la questione delle maglie fui preso a sputi. Nessuno sarebbe rimasto al posto mio. Solo una parte è contro di me a Palermo. È un problema culturale, prima di tutto bisogna civilizzare le istituzioni stesse che oggi sono assenti”.

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