Calciomercato, Palermo promosso: rosa più forte, ora la parola al campo

Pubblicato il da Roberto Parisi - News, Serie B

Calciomercato, Palermo promosso: rosa più forte, ora la parola al campo

Sei acquisti e sette cessioni, la rivoluzione iniziata in estate dal City Group è completata. Si è conclusa la sessione invernale del calciomercato – la seconda con la nuova proprietà – che ha cambiato ancora il volto del Palermo.

E si tratta di un lavoro che, almeno in teoria, dovrebbe alzare il tasso tecnico della squadra: mattoni in più nel progetto ad ampio raggio di far tornare grande il club rosanero. Un mercato di gennaio così ‘imponente’ riporta alla mente quello del Palermo di Zamparini e Guidolin, che a fine stagione sarebbe tornato in Serie A dopo 32 anni, con acquisti di rilievo come Grosso, i fratelli Filippini, Biava e Jeda.

Ben altro discorso rispetto al movimentato mercato della stagione 2012/13, quella conclusasi con la prima retrocessione in Serie B dell’era Zamparini. Durante la sessione invernale, Pietro Lo Monaco (che aveva preso il posto di Giorgio Perinetti) provò a rivoluzionare l’organico ingaggiando Sorrentino, Aronica, Faurlin, Boselli, Sperduti, Nelson, Fabbrini, Formica, Dossena e Anselmo. Nessuno degli innesti riuscì ad avere un buon impatto – il solo Sorrentino, alla lunga, diventerà un pilastro del Palermo – e la squadra retrocesse mestamente.

Il d.s. Rinaudo, coadiuvato da Zavagno e da Bigon (nuovo consulente tecnico del City Football Group), ha seguito le indicazioni di Eugenio Corini, concentrandosi in primis sulle cessioni. Della squadra promossa dalla Serie D alla C è rimasto solo Lancini; di quella che ha vinto i playoff, conquistando la B, ci sono Massolo, Marconi, Buttaro, Damiani, Valente, Brunori e Soleri (Broh era in prestito al Südtirol). Un deciso cambio di strategia rispetto all’inizio della sessione estiva, quando con Baldini e Castagnini il piano per il mercato era quello di integrare pochi innesti alla rosa della passata stagione.

Una volta ‘alleggerito’ l’organico, la dirigenza rosanero si è concentrata sugli “acquisti di qualità” richiesti da Corini. Verre è tornato a Palermo portando in dote 150 presenze in Serie A e oltre 120 in B; Tutino vanta 33 gol in cadetteria, poi ci sono Orihuela e Graves, giovani interessanti tutti da scoprire, Masciangelo e Aurelio coprono il ‘buco’ sulla fascia sinistra. Sono stati presi due titolari che alzano il livello della squadra e delle alternative con potenzialità, tutti gli obiettivi di questa sessione sono stati centrati.

Il voto al calciomercato del Palermo non può che essere positivo, è 8 come per la sessione estiva, che qualcuno aveva frettolosamente criticato ma che dopo il faticoso rodaggio si è rivelato in linea con i programmi della società. È stato completato un piano iniziato (in fretta e furia) ad agosto, sono stati presi giocatori funzionali al progetto (quest’anno mantenere la categoria per poi puntare forte alla Serie A) ed è andato via chi non avrebbe avuto spazio. Difficile fare di più in un mercato difficile come quello di gennaio.

DIFESA

È il reparto che più di tutti è stato rivoluzionato. Sono stati ceduti Accardi, Peretti, Crivello, Pierozzi, Doda e Devetak, giocatori che avevano trovato pochissimo spazio. Dalla ‘galassia’ City Group è arrivato Orihuela, giovane difensore centrale (che può giocare anche a destra) classe 2001 molto interessante. Ma l’investimento importante (un milione e mezzo circa per prelevarlo a titolo definitivo dal Randers) è stato Simon Graves, roccioso centrale osservato lungamente dal reparto scouting del CFG.

La dirigenza rosanero ha poi dovuto risolvere la ‘grana’ dell’esterno sinistro. Il primo obiettivo era Paulo Azzi, un giocatore che piace tantissimo a Corini e che sarebbe arrivato per essere titolare; la trattativa sembrava chiusa ma poi il ragazzo ha scelto il Cagliari. La strategia è quindi cambiata, si è puntato più su un’alternativa a Sala e durante l’ultimo giorno ne sono arrivate due. Masciangelo, classe 1996, è un calciatore già pronto che vanta 85 presenze in Serie B, Aurelio è un ‘colpo’ per il futuro.

CENTROCAMPO

Lo spartiacque è stato il serio infortunio di Stulac. Nel ruolo di vertice basso si è deciso di puntare forte su Gomes, con Damiani come alternativa, ma a livello numerico mancava un giocatore nel gioco delle coppie (Segre/Broh, Gomes/Damiani, Saric/?). A completare il reparto, dopo una lunga trattativa, è quindi arrivato Verre, un grandissimo innesto per la categoria.

Capitolo “sostituto di Elia”. L’infortunio dell’esterno aveva messo in preallarme la società ma le belle prestazioni di Valente hanno convinto un po’ tutti, quindi la strategia è cambiata in corsa. La dirigenza ha deciso di prendere un attaccante, dando la possibilità all’allenatore di poter spostare Di Mariano a destra. Su quella fascia, inoltre, possono eventualmente giocare anche Mateju e Orihuela.

ATTACCO

Tutino è stato il primo innesto di peso della sessione invernale. La società ha scelto di puntare su un attaccante che potesse giocare in coppia con Brunori ma soprattutto in grado di garantire gol e assist. L’ex Parma ha accettato con entusiasmo e sembrano esserci tutti i presupposti per fare bene, anche se finora ha giocato solo due spezzoni di secondo tempo.

L’unica cessione nel reparto, nonostante le tante indiscrezioni, è stata quella di Floriano al Sangiuliano City. Soleri alla fine è rimasto, il giocatore gode della stima di Corini anche se ha avuto poco spazio. Resta in rosanero anche Vido, nonostante il rendimento non eccezionale nei primi mesi.

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