Palermo, ko difficile da mandare giù. Però… Le pagelle ironiche di A&F
Pubblicato il da Carlo Amenta e Gery Ferrara - aggiornato il - News, Serie B
Lo dichiariamo subito e mettiamo le mani avanti: a noi un punto a Parma basta e avanza! Già, di nostro, siamo per la politica dei piccoli passi. Se aggiungete che vediamo un entusiasmo eccessivo che ci porta a gesti apotropaici (così chiamato per mostrare la nostra cultura ) e che la squadra è praticamente decimata, capite che uscire indenni dal Tardini ci sembra già una grande cosa.
Torna in panchina Corini, rientra Brunori che non parte titolare ma la difesa è inedita e atipica come un trattato di filosofia teoretica scritto dal neolaureato Federico Moccia. Mateju sta al centro della difesa con Buttaro e Graves ai lati, a centrocampo manca anche Verre e in avanti si punta tutto sulla voglia di rivalsa da ex di Tutino.
È il Parma a fare la partita e il Palermo fatica a tenere palla e a trovare spazi in ripartenza. Sembra una lunga giornata di sofferenza calcistica ma siccome siamo abituati ci accomodiamo sereni sulla poltrona, senza scomporci più di tanto. Con il passare dei minuti il Palermo prende coraggio e comincia ad affacciarsi nella metà campo avversaria e noi un po’ ci speriamo.
Purtroppo il gol del vantaggio del Parma arriva su un corner nel quale in marcatura sul giocatore del Parma c’era Soleri. Usciamo pazzi perché non era corner e il replay sembra pure darci ragione, ma ce la possiamo salare e siamo in svantaggio. E siamo solidali con i nostri amici Antonio e Alessandro che appollaiati su una impalcatura che a Parma chiamano gradinata si stanno mangiando il fegato per l’ingiustizia subita.
Ma a rimettere le cose a posto ci pensa Soleri, sempre più in versione Luca Toni. Riceve un passaggio dal difensore del Parma e si invola verso la porta, abbatte un avversario, si fa parare il primo tiro da Buffon ma sul rimpallo non sbaglia e pareggia!
Nel secondo tempo il Parma cresce e ci costringe in difesa, i minuti passano, la tensione cresce e il mobile bar comincia a chiamarci con insistenza. Entra anche Brunori e ci prepariamo agli ultimi 30 minuti di passione. Speriamo anche nell’infortunio dell’arbitro che fino a quel momento non aveva brillato. il Parma pressa, noi arretriamo troppo e soffriamo, il cronometro sembra fermo e il mobile bar si apre definitivamente all’ingresso in campo di Lancini.
Non sbagliamo ad avere paura perché arriva il vantaggio dei ducali su un tiro di Vasquez che Pigliacelli non trattiene e che Coulibaly è lesto a mettere in rete. Il Palermo non riesce a reagire, pur avendo un paio di buone iniziative, e il Parma controlla con facilità, per un finale di partita che ci sembra malinconico e surreale. I rosa perdono una partita affrontata con un organico davvero troppo risicato, confermando anche la cabala negativa della sosta e del ritiro in casa di una delle sorelle del City Group.
Per noi il pareggio sarebbe stato anche più giusto e non capiamo come l’abbiamo persa, ma sappiamo che il calcio è uno sport infame che regala spesso bocconi amari impossibili da buttare giù anche con il miglior whisky scozzese. La corsa ai playoff resta maledettamente complicata ma ci sono ancora un bel po’ di partite e di certo non saremo noi a gettare la spugna.
Pigliacelli 5 – Purtroppo risente della febbre che lo aveva colpito in settimana ed è meno reattivo del solito, contribuendo con una respinta moscia al gol che vale la sconfitta. Influenzato.
Buttaro 5,5 – Di spingere non se ne parla, in difesa un po’ meglio ma certamente rientrare dopo tanto tempo in una situazione emergenziale non lo aiuta. Croce rossa.
(dal 37′ s.t. Masciangelo) s.v.
Mateju 6,5 – Il giocatore timido ed impacciato di inizio campionato è un lontano ricordo: prende per mano la difesa, dimostrando carattere e senso del dovere. Autorevole.
Graves 6 – Gli attaccanti del Parma dalle sue parti non passano, poi a poco a poco appare stanco ed a noi questo fatto che non ha i 90 minuti sulle gambe ci stressa. Pretenziosi (noi).
(dal 29′ s.t. Lancini) s.v.
Valente 6,5 – È sicuramente il più pericoloso degli esterni offensivi, puntando quando può gli avversari e mettendo palloni pregevoli in mezzo all’area. Se avesse pure segnato alla scadere staremmo commentando una altra partita. Intraprendente.
Segre 5 – In una partita dove il Palermo scende in campo abbondantemente rimaneggiato ci saremmo aspettati un suo apporto ben maggiore sia fisico che tattico. Involuto.
Gomes 5 – Gioca una miriade di palloni, però nessuno con la convinzione di potere innescare la giocata vincente. Compitìno.
(dal 37′ s.t. Damiani) s.v.
Saric 6,5 – Tra i centrocampisti è l’unico che prova a saltare l’uomo e a creare superiorità ed anche, con scarsa fortuna, a cercare la conclusione a rete. Proattivo.
(dal 37′ s.t. Vido) s.v.
Aurelio 6,5 – Dovrebbe giocare da quinto di centrocampo ma non disdegna di operare anche da quarto di difesa arando la fascia avanti ed indietro. Stantuffo.
Tutino 6 – Gioca nella cosiddetta zona di mezzo, cercando di non dare riferimenti ai difensori di casa e provando sempre l’imbucata vincente, purtroppo senza esito. Girovago.
(dal 20′ s.t. Brunori) s.v.
Soleri 8 – Conferma il suo momento di grazia con un gran gol per determinazione e convinzione e giocando una partita straripante su tutto il fronte offensivo mettendo costantemente in ansia la retroguardia avversaria. Virrina.
Corini 5.5 – Certo le attenuanti sono tante ma questa era una partita da non perdere. Soprattutto dopo il primo tempo autorevole e volitivo lascia l’amaro in bocca la ripresa troppo arretrata sulla difensiva al solo fine di portare a casa il pareggio, ben sapendo che un gol a membro di quadrupede può sempre scapparci; cosa puntualmente avvenuta. Timoroso.
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