Rigettata l’istanza della Procura. Il Palermo non fallisce, “conti in sicurezza”

Pubblicato il da Andrea Zito - aggiornato il - News, Serie B

Rigettata l’istanza della Procura. Il Palermo non fallisce, “conti in sicurezza”

Istanza di fallimento rigettata e archiviata. Questa la decisione depositata dal collegio dei giudici del Tribunale di Palermo, formato da Giuseppe Sidoti, Giovanni D’Antoni e Raffaella Vacca. Il Palermo non è fallito. La decisione è contenuta in un dispositivo di 40 pagine che, dopo la relazione dei periti, premia la tesi difensiva presentata dal Palermo calcio sullo stato dei conti del club, i cui debiti sarebbero inferiori a quanto prospettato dalla Procura e compatibili con una situazione di “sicurezza”, senza rischio di insolvenza. La Procura può presentare ricorso in appello entro 30 giorni.

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Si chiude dunque una lunga fase che ha visto Procura e Palermo impegnati in una lunga battaglia di carte e di numeri sui conti del club rosanero, a partire da un’istanza fallimento presentata dai pm lo scorso novembre e posizioni diametralmente opposte. L’accusa era di un Palermo in stato di decozione in base a 10 indici di insolvenza, con debiti per 63 milioni. Diversi i punti chiave dell’impianto accusatorio: tra essi l’operazione Mepal – Alyssa, con presunti bilanci falsi a creare falsi valori contabili al fine di azzerare le perdite ed il valore – ritenuto molto basso – del parco giocatori, ma anche i debiti di natura personale contestati a Maurizio Zamparini.

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Il Palermo si è opposto attraverso un pool di esperti e legali guidati dal presidente Giovanni Giammarva (nominato al vertice del club come figura di garanzia a pochi giorni della presentazione dell’istanza): il club rosanero nel corso dei mesi ha iniziato un’operazione di progressivo miglioramento dei conti, saldando i debiti pregressi con l’erario e con i vari interlocutori e procuratori, opponendosi strenuamente all’accusa della Procura (compresa la valutazione del valore della rosa) e ridimensionando la cifra del debito a circa 20 milioni, incassando anche la prima tranche del credito da Alyssa (accusata dai pm di essere però una società cartiera e principale “espediente” del Palermo per mascherare una situazione di grave sofferenza finanziaria).

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Una vicenda che si è protratta per tutto l’inverno 2017/18, visto che dopo l’udienza del 16 dicembre i giudici hanno deciso di affidarsi ad una perzia terza redatta da tre esperti nel tentativo di fare chiarezza: il risultato dopo quasi 3 mesi di analisi è stata una relazione realizzata anche con l’ausilio delle controdeduzioni delle parti, in cui si parlava di “conti in sicurezza” nonostante alcune criticità. Un esito che ha poi spinto la Procura (dopo aver chiamato in causa anche Paul Baccaglini e alcuni retroscena sul closing  sfociati in una causa legale avviata da Zamparini) a chiedere in extremis il cambio dei periti o l’approfondimento della perizia anche su Alyssa, i rapporti con Kalika e la galassia Zamparini, presentando a sorpresa nell’ultima udienza anche un estratto conto in cui risulterebbero 900 mila euro a disposizione del Palermo, ritenuti dai pm insufficienti per la gestione corrente. Oggi invece la decisione dei giudici e il rigetto dell’istanza.

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