Palermo – Cosenza 0 – 1 LE PAGELLE / Centrocampo lento, si salva Segre
Pubblicato il da Guido Monastra - aggiornato il - News, Serie B
Una legnata terrificante per il Palermo, punito forse al di là dei propri demeriti da un Cosenza comunque bravo, ben disposto in campo e mai rinunciatario. Il gol partita è arrivato nel recupero, quando ormai era troppo tardi per rimediare, ma i calabresi non hanno rubato nulla.
Non è stato un bel Palermo, spesso sotto ritmo anche per colpa di un caldo pazzesco che non ha dato tregua. I rosa ci hanno messo impegno ma non sono stati quasi mai in grado di controllare la partita. Le occasioni da gol sono state pochine (e Brunori è rimasto ancora a secco) e soprattutto la panchina non ha dato molto aiuto, soprattutto Gomes e Vasic avrebbero dovuto dare di più. E nemmeno gli esterni d’attacco hanno brillato più di tanto.
Una lezione speriamo salutare, che raffredda un ambiente che forse troppo presto si è lasciato trascinare dai sogni, dimenticando cosa è la Serie B. Però adesso Corini dovrà cambiare qualcosa, anche perché le tre partite ravvicinate impongono un robusto turnover.
PALERMO: Pigliacelli 6,5; Mateju 5,5, Lucioni 6, Ceccaroni 6, Aurelio 5 (dal 1′ s.t. Lund 6); Henderson 5 (dal 22′ s.t. Vasic 5,5), Stulac 5 (dal 22′ s.t. Gomes 5), Segre 6,5; Di Mariano 5,5 (dal 31′ s.t. Insigne 6), Brunori 5,5, Di Francesco 6 (dal 36′ s.t. Mancuso s.v.).
COSENZA: Micai 6; Cimino 6,5 (dal 24′ s.t. Rispoli 6), Venturi 6, Meroni 6 (8′ s.t. Sgarbi 6,5), D’Orazio 6; Zuccon 6,5 (dal 24′ s.t. Viviani 6), Calò 6; Marras 6,5 (dal 40′ s.t. Canotto 7,5), Mazzocchi 6,5, Tutino 6,5 (dal 40′ s.t. Voca s.v.); Forte 6.
Pigliacelli 6,5: Compie un grande intervento per chiudere una conclusione di Forte dal limite dell’area. Poi è sempre in tensione perché il Cosenza è pericoloso: deve compiere un’altra parata importante su colpo di testa sempre di Forte ma soprattutto viene salvato dalla dea bendata quando Mazzocchi calcia da fuori a botta sicuro e prende in pieno il palo. Poi deve abbassare la testa sulla grande giocata di Canotto, che segna il gol dell’anno in pieno recupero proprio all’incrocio dei pali.
Mateju 5,5: Inizio col brivido, un suo passaggio sbagliato apre la strada a Tutino. Tra i due esterni di difesa è sempre quello più “bloccato” in difesa e al netto dell’errore iniziale sbaglia poco. Prova anche qualche appoggio oltre la metà campo, soprattutto nella ripresa, ma sono sporadici tentativi. La sua marcatura su Canotto è un po’ molle ma è anche vero che l’avversario si inventa il gol della vita.
Lucioni 6: Un suo errore in fase di rinvio spalanca la strada del gol a Forte (ma rimedia Pigliacelli). Pochi minuti dopo però è provvidenziale, sempre di testa, a liberare l’area piccola. È una partita in continuo chiaroscuro: si inventa un’azione d’attacco dopo aver sbertucciato Tutino, con il quale aveva appena litigato, ma lascia anche qualche pallone di troppo agli avversari. Resta comunque un leader indiscusso e indiscutibile.
Ceccaroni 6: Qualche problema quando deve rincorrere l’avversario ma è sempre concentrato e con Lucioni ha ormai una buona intesa e soprattutto un buon piazzamento.
Aurelio 5: Va bene che è una preziosa arma in più in avanti, grazie anche alla buona intesa con Di Francesco, ma in fase difensiva è troppo vulnerabile e si fa saltare più di un paio di volte mandando in imbarazzo la retroguardia. Giusta la sostituzione all’intervallo.
(dal 1′ s.t. Lund) 6: Entra per fare quello che non ha fatto Aurelio, cioè garantire qualcosa in più in fase difensiva: missione compiuta ma non si sono viste le sue sgroppate; nel finale serve una bella palla a Mancuso.
Henderson 5: Un po’ meglio rispetto ad Ascoli ma ancora un po’ troppo fuori dal vivo dell’azione, la sensazione è che dovrebbe giocare qualche metro più indietro. Esce stremato, segno che ha dato tutto ma ha inciso poco.
(dal 22′ s.t. Vasic) 5,5: Rileva la posizione di Henderson e sfrutta la sua freschezza per un paio di spunti che però non lasciano segni indelebili.
Stulac 5: Meno preciso, meno dinamico, meno decisivo del solito. È sempre un giocatore ritrovato rispetto alla scorsa stagione ma forse adesso sente la stanchezza per le troppe partite consecutive. La staffetta con Gomes era inevitabile.
(dal 22′ s.t. Gomes) 5: Non è che con lui in campo le cose siano cambiate così tanto. Non è certo colpa sua ma è la seconda volta che subentra senza lasciare il segno.
Segre 6,5: Impressionante lo strapotere fisico, come se viaggiasse su un Suv mentre gli altri utilizzano il monopattino. Recupera decine di palloni e sul centrosinistra fa sentire il suo peso per tutta la gara. Peccato per l’ammonizione rimediata all’89esimo.
Di Mariano 5: Sulla fascia destra, sempre molto largo, sempre volenteroso ma il Palermo pende dall’altra parte, Mateju resta troppo lontano e con Henderson l’intesa non è al massimo. Gli applausi più sentiti li guadagna con un generoso recupero difensivo.
(dal 31′ s.t. Insigne) 6: Ritorna a tempo di record ma il suo quarto d’ora finale è complicato, la partita ha perso qualsiasi logica. Fa un paio di azioni degne di nota, con un cross davvero interessante e un tentativo dalla distanza. Entra quindi col piglio giusto.
Brunori 5: Più dentro al gioco, smista palloni ai compagni e non sembra particolarmente assillato dall’astinenza da gol. Splendido un suo assist nel primo tempo per Di Francesco che potrebbe fare meglio. Nemmeno lui è ispiratissimo quando deve provare la conclusione a rete su assist di Lucioni, il suo tiro è forte ma troppo centrale. E alla fine nemmeno stavolta è decisivo.
Di Francesco 6: Tra i più vivaci. Dà sempre l’impressione di potere fare sempre qualcosa di decisivo, o come goleador o come rifinitore, e tiene mezzo Cosenza in apprensione. Maltratta un assist di Brunori con un tiro un po’ “masticato” ma prova un gol acrobatico in rovesciata che strappa applausi. Cala alla distanza fino a sparire dal campo.
(dal 36′ s.t. Mancuso) s.v.: Potrebbe fare il bis ma la sua conclusione in porta su assist di Lund parte da posizione troppo angolata e prende l’esterno della rete.