Palermo si allontana dal Palermo: piovono fischi per tutti. Le pagelle ironiche di A&F

Pubblicato il da Carlo Amenta e Gery Ferrara - aggiornato il - News, Notizie, Pagelle ironiche, Serie B

Palermo si allontana dal Palermo: piovono fischi per tutti. Le pagelle ironiche di A&F

E siamo ancora qui. Sospesi tra incredulità e delusione. Con una orchite occasionale che arriva puntualmente nel fine settimana e che, continuando così, progressivamente ci costringerà a stare lontani dallo stadio e finanche dal divano di fronte la tv.

Dionisi deve fare a meno di Diakité e sembra che si decida a schierare la difesa a tre. Ma è solo una impressione perché la difesa resta a 4 con Nedelcearu al posto dell’infortunato Diakité. Quello a cui inspiegabilmente non rinuncia è l’apporto di Henry che a noi sembra uno che avrebbe dovuto fare lotta libera ma si è ritrovato a giocare a calcio perché la mamma aveva paura si facesse male. Poi c’è Le Douaron, rientra Lund, non c’è Verre, insomma una rivoluzione che sa troppo di disperazione e di poche idee chiare.

Si comincia in un silenzio surreale con la curva che “sciopera” per i risultati. Passano 3 minuti e già siamo in svantaggio su un’azione del Catanzaro prolungatissima su cui i giocatori rosa giocano alle belle statuine e il Catanzaro colleziona tre palle gol tutte insieme. Si mette anche a grandinare ed è la rappresentazione plastica del nostro momento di merda, anche perché oltre che sul Palermo diluvia pure in tribuna, nonostante abbonamenti e biglietti pagati a sangue di Papa.

I rosanero hanno una reazione anemica e la stessa grinta di un lungodegente del Policlinico che esce a comprare le sigarette. Ci si mette anche Pigliacelli con una grande parata a farci disperare. Poi, all’improvviso, dopo una sequela di cross degni di un torneo del dopolavoro bancario arriva il gol di testa di Nikolau e si torna pari! Il Palermo non si vuole stancare troppo e si ferma a prendere fiato e così il primo tempo si chiude senza più un sussulto.

Si ricomincia più o meno come si era finito, con un ritmo lento e compassato da ballo latino-americano dentro una Rsa. Dopo un po’ il Palermo prova ad alzare il ritmo ma gli avanti rosanero non sono capaci neanche di capire da che lato si trovi la porta e così si va avanti per linee laterali e cross senza senso.

Un boato accoglie l’ingresso in campo di Brunori, invocato con cori precisi e diretti nei confronti dell’uomo in confusione in panchina, al posto di un inutile e fischiatissimo Henry. Entra anche Insigne e anche Le Douaron si becca la sua dose di insulti. E’ dai tempi dei Vespri che a Palermo i francesi non trovano fortuna!

I rosa cercano di far salire i giri del motore e sembra che possano passare da un momento all’altro. Ma, su una delle poche sortite offensive, il Catanzaro trova un eurogol che ci taglia le gambe e spegne qualsiasi speranza. Il Palermo prova a pareggiarla ma è tutto inutile e arriva l’ennesima sconfitta casalinga. A questo punto serve una scossa perché la stagione può prendere una piega maledetta e, come già dicevamo qualche settimana fa, bisogna cominciare a guardare più indietro che davanti.

Desplanches 5,5 – Dopo tre parate consecutive, se nessuno dei tuoi difensori prende la palla che continua ad arrivare in area è anche normale che becchi il gol. Dopo un avvio da brividi rischia poco ma forse sul gol poteva fare qualcosa di più. Uccellato.

Nedelcearu 4 – Già non giocava da tempo e viene, inspiegabilmente, schierato nel ruolo di terzino destro in cui non ricordiamo abbia mai particolarmente brillato e, non c’è da stupirsi, il suo apporto è pressoché nullo. Disadattato.

Nikolaou 4,5 – È vero che segna il goal del momentaneo pareggio, meritandosi mezzo punto in più e confermando che, in questa squadra, i difensori segnano più degli attaccanti. Ma è anche vero che in difesa, come sempre, era stato uno dei più pericolosi, ovviamente in senso negativo. Riadattato.

(dal 34′ s.t. Baniya) s.v.:

Ceccaroni 4 – Ce lo ricordavamo bene che come centrale era spesso in difficoltà e in confusione. Lui ci conferma che abbiamo ancora una buona memoria, nonostante l’età. Inadeguato.

Di Mariano 4 – Qual è l’ultima volta che ha azzeccato un dribbling, un cross, un passaggio decisivo, un tiro? Inutile.

Segre 5 – In una formazione senza né cap0 né coda anche lui non ci capisce più nulla su cosa dovrebbe fare. Ed allora corre, corre, corre. Forrest Gump.

Ranocchia 6 – Nettamente il migliore in campo, se non altro perché almeno ci prova a cercare la giocata giusta, l’imbucata per i compagni ed anche il tiro. Purtroppo attorno ha il nulla cosmico. Eremita.

(dal 34′ s.t. Gomes) 4 – L’inspiegabile accantonamento in panchina, dopo un campionato giocato da protagonista, l’ha provato nel fisico e nel morale e, infatti, è uno dei maggiori responsabili sul goal che costa la sconfitta. Vittima incolpevole.

Lund 4 – Copre male, ed infatti è uno dei corresponsabili del goal del vantaggio ospite, e attacca peggio, e infatti non gli riesce una cosa che sia una. Anche basta.

Le Douaron 5 – Almeno cerca di pressare, correre e provare a smarcarsi e, paradossalmente, sfiora anche il goal di testa. Tutto questo, però, non gli risparmia un’uscita dal campo tra fischi assordanti. Contestato.

(dal 23′ s.t. Insigne) 3,5 – Ci siamo accorti del suo ingresso in campo solo al momento della revisione finale del tabellino ufficiale. Irrilevante.

Henry 2 – Non c’è tanto da analizzare la sua prestazione quanto la scelta di chi e perché lo faccia giocare visto il suo apporto pressoché inesistente, se non dannoso, nel gioco offensivo del Palermo. Inaccettabile.

(dal 23′ s.t. Brunori) 7 – Si rende più pericoloso lui in 25 minuti (due conclusioni a rete, uno splendido assist per di Francesco e un possibile rigore non concesso) che tutti gli attaccanti del Palermo nelle ultime 10 partite. Perché non debba giocare è un mistero della fede. Dogmatici (noi).

Di Francesco 4 – Corre tanto ma combina poco, anche perché il calcio è uno sport diverso dall’atletica leggera. Riconversione.

(dal 42′ s.t. Verre) s.v.:

Dionisi 0 – Il giudizio equanime e unanime sulla sua prestazione e sulla sua strategia gestionale, tattica e tecnica della squadra lo esprime il coro intonato più volte dalla curva durante tutta la partita. Non possiamo ripeterlo, per ovvie ragioni di continenza, ma non possiamo che condividerlo. Game over.

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