Tifosi, stiamo lavorando per voi (ma non ci abbiamo capito un c…)
Pubblicato il da Guido Monastra - aggiornato il - Opinioni
In un posto normale, in un giorno normale oggi dovremmo titolare: “E’ il giorno del closing”. Oppure: “Oggi scade l’ultimatum”. O, volendo essere ottimisti. “Oggi nasce il nuovo Palermo”. Dovremmo. E invece il titolo è ben diverso, perché arriviamo stanchi e “disfiziati” al giorno in cui probabilmente il closing ci sarà davvero o comunque arriverà una svolta decisiva.
Rispondo anche a tutti i tifosi che in questi giorni hanno scritto commenti al limite dell’offesa (e anche oltre) non soltanto ai protagonisti di questa eterna trattativa ma anche ai giornalisti che l’hanno raccontata. Bene, sappiate che il compito di un giornale on line è quello di raccontare con puntualità ciò che accade, mica dobbiamo prevedere il futuro e nemmeno parteggiare per l’uno o per l’altro. Il lettore legge, si fa un’opinione e commenta. E’ questo il tran tran nell’era dell’online.
E i fatti – nell’ultimo mese soprattutto – sono stati i seguenti. Zamparini e Baccaglini hanno detto e fatto tutto e il contrario di tutto. Nel senso che prima hanno dato l’impressione di essere culo e camicia o pane e panelle; poi – a turno – qualche stilettata reciproca; poi due entità parallele (senza punti di contatto) a proposito del mercato da fare; poi qualche stoccata sul prezzo, sulla scadenza. E adesso l’ultimatum. Che, per quanto mi riguarda, potrebbe essere anche un penultimatum o un terzultimatum.
Che cosa è cambiato da quando il Palermo ha cominciato a precipitare? Poco o nulla. Se Zamparini sperava che la cessione della presidenza a Baccaglini potesse servire per uno sconto sul malcontento dei palermitani nei suoi confronti, beh le sue aspettative sono andate deluse; la gente non lo vuole più (a volte esagerando, quanto meno nelle forme) e anche l’eventuale recita nella parte del “salvatore della patria” (nel caso in cui saltasse il closing) non andrebbe a genio quasi a nessuno.
Baccaglini ha “debuttato” bene, poi il trascorrere del tempo non ha giocato a suo favore. Ha dato l’impressione di non avere la situazione sotto controllo (e magari stasera saremo smentiti). I palermitani sono con lui ma probabilmente l’ottimismo è scemato perché in questo tira e molla non sembra esserci nell’aria una pioggia di soldi da investire nella nuova società.
Ecco perché non sono particolarmente entusiasta di questa lunga telenovela: dopo tante puntate non ho ancora capito chi sono i buoni e i cattivi. Più passa il tempo e più ho la convinzione che per rifondare tutto da zero (dirigenti, tecnici, giocatori) ci vogliano molti soldi e una percentuale di errori vicina allo zero, altrimenti si rischia un campionato più che anonimo. Già in tanti hanno scelto la strada della “fuga” e in questo momento la piazza ovviamente non è nemmeno attraente per nessuno. Che futuro ci aspetta?