Pergolizzi, il parafulmine del Palermo. Ma i conti non tornano
Pubblicato il da Guido Monastra - aggiornato il - Opinioni
Qualunque allenatore fosse stato seduto sulla panchina del Palermo sarebbe stato glorificato: fa due cambi e i “subentrati” vanno in gol e decidono la partita. Pergolizzi no. Lui ormai è il comodo parafulmine di tutto, qualunque cosa non vada tra piazza Leoni e lo stadio delle Palme è colpa sua, tra un po’ gli addosseremo anche la colpa della raccolta differenziata e dei trasporti pubblici.
C’è un andazzo che non mi piace neanche un po’, tipico da alcuni a Palermo dove c’è sempre bisogno di dividersi, litigare e rendere troppo elettrica l’atmosfera. Negli ultimi due anni il parafulmine è stato Zamparini e ci si divideva se andare allo stadio o no. Adesso è Pergolizzi l’origine del “male”, senza di lui forse saremmo già in Serie A.
I conti non tornano e Pergolizzi c’entra fino a un certo punto. Nonostante il primato, siamo vicini a una crisi di nervi, pronti anche a cascare nelle “provocazioni” montate ad arte del Savoia. Come si può essere addirittura feroci con l’allenatore che, con una squadra costruita in fretta, ha conquistato 14 vittorie e 2 pareggi ed è prima in classifica con 44 punti in 18 partite? Davvero si pensa che se venisse anche Massimiliano Allegri in panchina riuscirebbe a fare tanto meglio con lo stesso organico?
Sapete come la penso (e lo scrivo) da due mesi e non cambio idea. Pergolizzi non sarà il migliore allenatore del mondo, avrà fatto anche qualche errore, come tutti, ma non ho particolari contestazioni da muovergli. Il Palermo non gioca bene, è vero, ma ricordiamoci che siamo in Serie D e la qualità è quella che è. Come buona abitudine, cerco di argomentare le mie convinzioni, rispettando il legittimo parere contrario di chi non è d’accordo: ma è fuor di dubbio che molti commenti “critici” (eufemismo) non hanno nemmeno un fondamento. In molti lo vorrebbero esonerato ma non si capisce quale sarebbe l’autorevole alternativa in grado di garantire un rendimento migliore.
Prendiamo domenica, una vittoria importante a fronte di una brutta partita. Lo stadio (sempre più vuoto) è insorto al cambio di Felici con Silipo: a nessuno è venuto il dubbio che Felici non stava in piedi e che in situazione normali non avrebbe nemmeno dovuto giocare? Qualcuno si è posto il dubbio che la squadra deve ancora smaltire il grande lavoro atletico svolto durante le feste per rimediare a una preparazione estiva rabberciata? Avete avuto il dubbio che i peggiori in campo domenica sono state le “certezze” Pelagotti, Lancini e Ricciardo? Anche questo è colpa di Pergolizzi?
Siete sicuri che Lucera, Rizzo Pinna, Ambro o Mendola hanno giocato poco perché Pergolizzi non capisce nulla di calcio? Ritenete che con un altro tecnico questa squadra volerebbe ancora più in alto, trascinata dalla fantasia di Ambro, dalle giocate di Ficarrotta, dai cross di Doda e Vaccaro e dagli inserimenti vincenti di Langella e Kraja? Siete sicuri che con un altro allenatore questa squadra avrebbe fatto 18 vittorie giocando calcio champagne? Ritenete sempre un caso fortuito che il Palermo abbia ancora il migliore attacco e la migliore difesa del girone?
Guardo i numeri della Serie D e rilevo altri dati non banali: soltanto una squadra, tra i nove gironi, ha fatto più punti del Palermo ed è il Notaresco, nel Girone F, con 46. Ma guardo anche un’altra cosa, le migliori seconde hanno appena 38 punti: è pure colpa di Pergolizzi se il Savoia ha messo in piedi una squadra forte e vince a ripetizione?
Metto tanti punti interrogativi perché certe domande bisogna pure porsele. E dovrà farlo urgentemente anche la società perché un allenatore delegittimato non serve a nessuno. Se ci sono dubbi sull’operato del tecnico, bisogna fare immediata chiarezza. Se Pergolizzi è ancora al suo posto significa implicitamente che la fiducia della società c’è, sebbene… silenziosa. Ma forse una presa di posizione pubblica, magari impopolare, sarebbe utile per evitare che certe ruggini mettano in crisi tutti i meccanismi.
Pergolizzi, definito presuntuoso per alcune dichiarazioni, scarso e senza curriculum, ha però dimostrato di avere le palle: va avanti per la sua strada con grande professionalità, già due mesi fa – intuendo i problemi nonostante un ampio vantaggio in classifica – aveva chiesto i rinforzi necessari per puntellare la squadra senza essere molto ascoltato. Adesso sono arrivati Silipo (che bel debutto!) e Floriano, voluto dal tecnico che quindi si prende le sue responsabilità future: a mio avviso servirebbero ancora un centrocampista e un esterno di difesa.
E qui dovrà essere la società a prendersi le proprie responsabilità: andare avanti così ritenendo di essere a posto oppure fare ancora uno sforzo per mettersi al riparo dalle emergenze? Risposta non banale, anche perché c’è poco tempo a disposizione.
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