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Il Palermo scopre Cassandro: la fascia destra (per ora) cambia padrone

Tommaso Cassandro si prende la fascia destra del Palermo. La crescita del difensore/esterno nel corso delle partite è l’emblema del percorso intrapreso dagli uomini di Inzaghi: arrivato in punta di piedi e con alle spalle una stagione giocata da braccetto della difesa a tre, l’ex Catanzaro si è adattato rapidamente alle esigenze di Inzaghi, tornando a ricoprire con continuità un ruolo già conosciuto in carriera come quello di terzino destro.

Cassandro supera Pierozzi

Se è vero che il Palermo ha investito tanti soldi (circa 2 milioni di euro) su Cassandro non era affatto scontato che si prendesse così presto il posto da titolare: contro l’Empoli la classica staffetta con Pierozzi non è neanche avvenuta, a dimostrazione del fatto che Inzaghi abbia ritenuto opportuno non sostituirlo. È presto per parlare di nuove gerarchie ma le prestazioni altalenanti di Pierozzi e quelle convincenti di Cassandro hanno fatto sì che al momento sia il nuovo acquisto a essersi preso la scena.

Difficile pensare però che l’allenatore, tanto affezionato al numero 27, ritenga questo un ballottaggio chiuso. I due hanno caratteristiche diverse, Pierozzi è certamente un calciatore più offensivo che stava però dando qualche segno di appannamento, soprattutto in fase difensiva. Cassandro sotto questo aspetto è sicuramente migliore avendo anche un passato da difensore centrale, ma non disdegna qualche puntata in avanti quando l’avversario lo permette. E a Empoli è stato uno dei migliori in campo anche perché i padroni di casa gli hanno concesso molto in quella fascia. Cassandro ha giocato 434 minuti in stagione contro i 269 di Pierozzi: si tratta del ballottaggio meno sbilanciato di tutta la rosa.



Ritorno alle origini per Cassandro

La presenza di Cassandro permette inoltre a Inzaghi di avere una soluzione diversa sulla fascia. Il difensore può abbassarsi sulla linea dei centrali quando la squadra perde palla, ma anche accompagnare l’azione e attaccare gli spazi quando il Palermo riesce a distendersi. Una duttilità che può tornare particolarmente utile in un sistema nel quale gli esterni sono chiamati a svolgere un lavoro importante in entrambe le fasi. Il gol di Empoli, in questo senso, è la fotografia migliore della sua capacità di incidere anche quando si spinge in avanti; quando invece a riversarsi in attacco è Augello, per Cassandro non è un problema abbassarsi e formare una “difesa a tre” con Bani e Ceccaroni.

Quello di Palermo può essere quindi considerato una sorta di ritorno alle origini per Cassandro. Dopo le esperienze con Como e Catanzaro, dove è stato impiegato soprattutto da centrale o da braccetto nella difesa a tre, il classe 2000 è tornato a occupare una posizione più esterna, quella già ricoperta con continuità a Novara e Cittadella, oltre che nel percorso giovanile al Bologna. Da terzino sta ritrovando un ruolo che conosce bene, aggiungendo però al suo bagaglio anche la maggiore esperienza maturata giocando al centro della difesa.

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