Manenti: “Sto con Facile, mi rivedo in lui”. Ma il suo Parma fallì
Pubblicato il da Redazione - News, Serie B
Mancavano le dichiarazioni di Giampietro Manenti, imprenditore brianzolo che qualche anno fa provò la scalata al Parma calcio, poi fallito e costretto a ripartire dalla Serie D. “Vorrei tre Facile e cinque Manenti nel calcio italiano, così cambierebbe il sistema”, dice.
Titolare della MapiGroup, piccola azienda di servizi e consulenze con sede a Nova Gorica, in Slovenia, aveva rilevato dalla Dastraso Holdings le quote della società alla simbolica cifra di 1 euro, salvo poi non riuscire a pagare gli stipendi. Dopo essere stato arrestato dalla Guardia di Finanza, oggi Manenti si occupa di ancora di consulenze per aziende.
Intervistato da Tuttomercatoweb, Manenti commenta la situazione del Palermo, schierandosi dalla parte di Facile. “Non è corretto bersagliarlo, il Palermo da qualche anno porta dei meno a bilancio e non ci vuole un minuto a sistemare le cose. Quello che fa la differenza è il management. Se uno fa l’imprenditore sa come funziona. Oggi nessuno è stupido da buttare soldi dentro una società. Se una società funziona si possono fare degli investimenti, altrimenti no”.
“Io esempio negativo? Beh… io sono stato assolto – continua – . E Facile proverà quello che ho provato io. Chi ha messo gli striscioni contro Facile non sa come va il mondo: mi rivedo in lui perché è considerato il capro espiatorio. Piuttosto i tifosi del Palermo dovrebbero aiutare anziché bersagliare l’attuale amministratore”.
Manenti completa il suo show con un commento sulla richiesta economica del gruppo “inglese”: “Il compenso di 1,2 milioni? Fanno bene. Il suo gruppo ha pagato solo dieci euro. Giusto così“.
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