Corini: “Non accetto il finale di Terni, dobbiamo uscirne”
Pubblicato il da Lorenzo Pace - aggiornato il - News, Serie B
Eugenio Corini parla in vista della delicata sfida contro il Pisa. Il tecnico rosanero interviene in conferenza per spiegare come affrontare una partita così importante per il Palermo, che è reduce da tre k.o. di fila.
ORE 13.00 – “Visita dei dirigenti City Group? Questa vicinanza l’abbiamo sempre sentita, è quotidiana: anche a Manchester. La proprietà è molto vicina alla squadra, stiamo lavorando tutti insieme al meglio per uscire da questa brutta situazione. Vogliamo superare queste difficoltà che all’inizio non ci saremmo aspettati”.
ORE 13.04 – “Quello che ha reso difficile la situazione sono state le ultime due gare. Mi aspettavo una crescita della consapevolezza, perché venivamo da due settimane di ottimo lavoro: quando si sta cercando l’identità, la squadra deve cercare di trovare forza spostando l’inerzia dalla propria parte. Nelle gare contro il Sudtirol e la Ternana non è stato fatto. La squadra è stata messa sotto pressione, ma abbiamo i mezzi e la voglia per uscire da questa situazione”.
ORE 13.06 – “Allenamenti? Abbiamo lavorato sulla costruzione a tre del Pisa, su come pressare la loro costruzione del gioco. Stiamo cercando di capire come diventare più veloci ed efficaci davanti, perché a 25 metri dalla porta ci fermano. Dobbiamo reagire, mettere dentro tutto quello che abbiamo: possiamo farlo. Poi, sono sicuro che i tifosi apprezzeranno: perché si può perdere, ma non si può perdere l’anima e lo spirito della squadra”.
ORE 13.08 – “Il Pisa ha preso D’Angelo, che ha avuto un percorso lungo e positivo con quella squadra. Dovremo fare una gara aggressiva”.
ORE 13.10 – “Tutti i miei possono fare una partita aggressiva: la squadra si è preparata a questa gara. Io leggo di alcune bocciature, ma il calcio moderno funziona di scelte. E’ una ricerca continua che un allenatore fa per trovare la soluzione: per certe partite sono portato a prendere queste decisioni”.
ORE 13.11 – “Devetak non gioca da maggio e oggi, per me, non è in una condizione completa. Su Crivello ho fatto una scelta tecnica, poi ha avuto un problema al costato. Mateju è quello che adesso, in rosa, mi dà più sicurezza”.
ORE 13.16 – “E’ stata una settimana di concentrazione e dedizione. Domenica ho pranzato con Rinaudo e Zavagno, per parlare delle soluzioni da prendere. Ho detto alla squadra quello che pensavo e abbiamo lavorato molto intensamente. Abbiamo fissato dei punti da cui ripartire. Gli ho fatto vedere un documentario di Kobe Bryant, per parlare del suo atteggiamento vincente: ha saputo ‘sporcarsi’, nonostante il suo straordinario talento. L’ho fatto anche io: ho cambiato mentalità a 28 anni, la tecnica l’avevo già, e da lì sono diventato una bestia”.
ORE 13.18 – “Questa squadra sicuramente si salverà: non c’è nessuna partita spartiacque. Io voglio fare vedere una reazione, far vedere che ognuno ha messo qualcosa in più. Dobbiamo renderci conto di chi siamo oggi: una squadra che deve salvarsi. Ma siamo noi che dobbiamo dimostrare per ripartire. Io in allenamento lo vedo chi lotta, e bisogna dimostrarlo domani in campo. E non accetto che si parli ancora di leader: ognuno è leader di se stesso”.
ORE 13.22 – “Io spingo i miei giocatori ad andare sotto stress, voglio capire chi lo regge. Lavoro sulla reazione, c’è una ricerca continua. Ed è quello che voglio vedere domani. Se uno è aggressivo 4, voglio vedere che diventa aggressivo 7. Ripeto il mio esempio: a 28 anni pensavo solo al buon passaggio, ma da lì ho cambiato atteggiamento. Io non posso accettare gli ultimi minuti di Terni, non mi sento rappresentato: ma la responsabilità è mia. Domani dobbiamo fare una partita irreprensibile, ma non posso promettere che vinceremo. Ma io sono qua a combattere: dobbiamo essere umili e dire che noi lottiamo per non retrocedere. Devo affrontare la realtà”.
ORE 13.25 – “Un campionato non è fatto da una partita buona. Bisogna reggere ogni settimana, ogni partita: è una crescita costante, e i ragazzi devono capirlo. Ma bisogna che ci sia un’identità costruita nel tempo, che non possiamo pretendere con 15 elementi nuovi”.
ORE 13.26 – “Sono tutti titolari per me, perché ci sono momenti della stagione. Sono tutti importanti, tutti forti. Si deve parlare di scelte, non bocciature: i miei giocatori sanno che ci sono. Io chiedo anche a quelli che sono in panchina di essere pronti al massimo”.
ORE 13.28 – “Di Mariano è stato molto chiaro: la squadra è andata a salutare i tifosi. Lui è stato chiamato e ha parlato coi tifosi: il che ha certificato l’unità e la coesione. Di Mariano deve stare sereno e pedalare: il risultato arriverà”.
ORE 13.32 – “Giocare da dietro? Ho ‘alleggerito’ Mirko da questo carico, anche perché poi diventava una giocata prevedibile. L’ha fatto di meno contro la Ternana, ma a volte comunque ha lanciato per gli attaccanti”.