Il Palermo e la “pazienza” del City: gli esoneri sono rari

Pubblicato il da Lorenzo Pace - aggiornato il - News, Serie B

Il Palermo e la “pazienza” del City: gli esoneri sono rari

Fino a quando durerà la pazienza del City Group? È il dubbio, o la preoccupazione, di quasi tutti i tifosi del Palermo, che hanno capito la decisione “silenziosa” della società di continuare con Eugenio Corini in panchina.

Quali saranno le intenzioni del City se il Palermo dovesse continuare a perdere punti pesanti in classifica, come è successo nell’ultimo mese? La paura dei tifosi nasce dal fatto che la holding si è sempre distinta per la scelta di evitare esoneri e di dare fiducia agli allenatori. I casi Girona e Troyes – i due progetti City più ‘vicini’ al Palermo – lo dimostrano, dato che da un anno entrambe hanno lo stesso allenatore. Tuttavia, i cambi in panchina ci sono stati, soprattutto nei primi periodi di assestamento.

A Girona, il City Group ci ha messo parecchio tempo a trovare l’allenatore giusto. Da più di due anni è Michél Sanchez, che ha riportato la squadra in Liga, poi ha ottenuto una salvezza tranquilla e ora sogna al primo posto davanti al Real. Per trovarlo, però, la società ha dovuto cambiare cinque allenatori prima di lui.

Tanti esoneri, che però sono arrivati quasi tutti a stagione terminata. Nel corso dei campionati, soltanto una volta la società ha deciso di cambiare: lo ha fatto nell’ottobre del 2019, in Liga2, sostituendo Juan Unzué con Josep Martí. Il Girona, appena retrocesso, aveva iniziato con 6 sconfitte in 12 partite e così ha cercato di salvare la situazione affidandosi ad un nuovo allenatore che, anche se non è riuscito a riportare la squadra ai vertici, è rimasto fino alla fine del campionato (e a giugno è stato esonerato).

Una filosofia simile c’è stata anche al Troyes, nonostante in Francia il City Group stia avendo qualche difficoltà in più dal punto di vista dei risultati. Anche con la promozione in Ligue1 nel primo anno di gestione, il Troyes non è stato in grado di mantenere certi livelli e, dopo una salvezza risicata, oggi lotta per non retrocedere in terza categoria francese. Eppure, gli interventi in panchina sono stati soltanto tre (due nei primi due anni) e sono arrivati lasciando più di 300 giorni di lavoro allo staff tecnico. Una testimonianza della fiducia nei progetti dei diversi allenatori.

Questo è successo anche negli ultimi dodici mesi, che per il Troyes sono stati disastrosi. Una retrocessione e ora un 17esimo posto in Ligue2, che però non hanno fatto prendere (per il momento) la decisione alla società di cambiare allenatore. La fiducia è posta ancora in Patrick Kisnorbo, in panchina dal novembre del 2022, che è uomo del City da diversi anni, dal 2016 al Melbourne.

D’altronde, l’importanza della scelta dell’allenatore è stata sottolineata proprio da Gardini un anno fa. L’amministratore delegato del Palermo (e uomo di fiducia del City da anni) era intervenuto per difendere Corini e il progetto costruito attorno a lui dopo il pessimo avvio di campionato, ribadendo che “la fiducia nell’allenatore nasce nel momento in cui lo si sceglie, fa parte di un progetto di lungo periodo”. Chissà che un intervento del genere non possa arrivare anche nei prossimi giorni.

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