Palermo – Spezia 2 – 2 LE PAGELLE / Mancuso e Soleri salvano i rosa

Pubblicato il da Guido Monastra - aggiornato il - News, Serie B

Palermo – Spezia 2 – 2 LE PAGELLE / Mancuso e Soleri salvano i rosa

Un pareggio piovuto dal cielo, che trova un senso solo per la buona volontà di Mancuso e Soleri che hanno ravvivato il fronte offensivo. Sullo 0 a 2 si era spenta la luce (anche in senso reale, visto il black out di alcuni riflettori), poi incredibilmente il Palermo l’ha raddrizzata al 13esimo minuto di recupero, su un calcio di punizione concesso dopo che il Var aveva suggerito all’arbitro di rimangiarsi il rigore che aveva assegnato. E il Palermo può tirare un sospiro di sollievo perché nessuno avrebbe scommesso un centesimo dopo il doppio svantaggio.

Diciamolo subito: sarebbe stata una sconfitta senza se e senza ma, lo Spezia non avrebbe rubato nulla perché ha giocato dall’inizio alla fine con maggiore lucidità e freschezza atletica. Il Palermo poteva recriminare solo per un rigore non concesso sullo 0 a 1 che avrebbe potuto cambiare il corso della gara.

Una serata stortissima per il Palermo, spento sul piano atletico e confuso sul piano del gioco. Centrocampo approssimativo, difesa poco protetta, attacco inconsistente fino all’ingresso di Mancuso in cui la maggior parte dei protagonisti non ha raggiunto la sufficienza.

Un incidente di percorso, magari, ma è la conferma che quest’anno in Serie B fanno fatica tutti a vincere in casa: sette punti al “Barbera”, 13 in trasferta. Alla faccia di chi – con troppa semplicità – parlava di calendario favorevole solo perché c’erano quattro partite in casa su cinque. Ma la scalata alla Serie A è ancora lunga, il punto di stasera – credeteci in fiducia – è guadagnato ed è un bel segnale.

PALERMO (4-3-3): Pigliacelli 6,5; Mateju 5,5, Lucioni 5, Ceccaroni 5, Lund 5,5 (dal 29′ s.t. Aurelio s.v.); Henderson 4,5 (dal 1′ s.t. Vasic 6), Gomes 6, Segre 5,5 (dal 29′ s.t. Stulac 6.5); Insigne 4,5 (dal 1′ s.t. Mancuso 7), Brunori 6 (dal 29′ s.t. Soleri 6,5), Di Francesco 4,5. 

SPEZIA (3-4-1-2): Dragowski 6,5; Amian 6, Nikolau 6,5, Bertola 5; Elia 6 (dal 33′ s.t. Moutinho s.v.), Cassata 6 (dal 19′ s.t. Bandinelli 6,5), S. Esposito 6,5, Reca 7 (dal 46′ s.t. Pietra s.v); Zurkowski 7 (dal 33′ s.t. Kouda s.v.); Moro 5,5 (dal 19′ s.t. F.P. Esposito 6,5), Antonucci 6. 

Pigliacelli 6,5: Il solito gol subìto dalla solita “mattonella”: una vera maledizione, non ha colpe sulla parabola di Reca che becca il solito incrocio dei pali ma ormai è il terzo gol identico che subisce nella stessa porta. Sul raddoppio di Esposito non può nulla, se lo vede arrivare a tre metri dalla porta. Aveva iniziato molto bene con una paratissima su Antonucci, si è ripetuto nella ripresa su conclusione di Amian, anche lui al tiro con troppa comodità.

Mateju 5,5: Non è la solita partita, questa volta è molto più sollecitato in avanti ed è Lund a restare un po’ più bloccato. Prova a dare un contributo in fase di spinta ma non è granché mentre in fase difensiva non commette errori significativi. Però anche lui, come tutto il reparto, vive una serata da incubo.

Lucioni 5: Sul gol di Reca dello 0 a 1 ha una buona parte di responsabilità, probabilmente non si immagina che il “mancino” provi il tiro con il destro ma dovrebbe accorciare sull’avversario e invece sta fermo a guardare. Con il centrocampo che filtra meno bene del solito va spesso in difficoltà. A conferma della pessima giornata si va a cercare un’ammonizione del tutto inutile nel primo tempo.

Ceccaroni 5: Soffre anche lui ma in qualche modo riesce a ribattere fuori area i palloni che arrivano dalle sue parti. Dà la sensazione di precarietà e nell’occasione dello 0 a 2 si fa superare con disarmante semplicità da Zurkowski. Nel finale anche per lui un’ammonizione.

Lund 5,5: Elia, soprattutto a inizio di partita, lo costringe a stare molto guardingo in difesa e per la prima volta l’abbiamo visto in difficoltà. Prova qualche azione in profondità – come in occasione dell’assist per la rete di Mancuso – confermandosi giocatore di buone soluzioni.

(dal 29′ s.t. Aurelio) s.v.: Solita staffetta con Lund ma questa volta non ha il tempo di entrare in partita.

Henderson 4,5: Partitaccia. Siccome gli abbiamo visto dare lezioni di calcio in altre occasioni, il suo primo tempo sembra un mistero. Sbaglia tutto quello che c’è da sbagliare, anche le cose più facili, ed è inevitabile la sua sostituzione all’intervallo.

(dal 1′ s.t. Vasic) 6: Prende il posto in campo di Henderson ed è certamente più ispirato (cosa non difficile) e concreto, con un paio di lanci di buona qualità.

Gomes 6: A centrocampo è il più centrato, nulla di trascendentale ma è sempre ben piazzato e recupera alcuni buoni palloni. Attorno a lui c’è confusione, in questi casi è difficile trovare geometrie. Ma se la squadra naufraga lui è il meno colpevole.

Segre 5: Primo tempo di scarsissima consistenza, non riesce ad aiutare l’azione offensiva ma fa poco anche in fase di filtro. La cosa più significativa del primo tempo è un bel dribbling con cui si procura una punizione fuori area. Nel secondo tempo la sua azione è molto più frenetica ma è più fumo che arrosto.

(dal 29′ s.t. Stulac) 6.5: Entra da mediano, facendo spostare Gomes sulla sinistra per l’ultimo quarto d’ora: il Palermo ha già spento la luce ma lui non cerca nemmeno l’interruttore. Poi, per quei misteri che rendono il calcio bellissimo, segna al 103esimo la punizione che regala il pareggio al Palermo.

Insigne 4,5: Partita senza acuti, l’unica cosa che gli riesce bene è la sponda per il tiro di Brunori. Poi mai un guizzo, non mette il Palermo nelle condizioni di avere l’uomo in più, è ancora lontano parente del giocatore che Corini vorrebbe. E difatti lo cambia a fine primo tempo per inserire una punta vera.

(dal 1′ s.t. Mancuso) 7: Ha il sangue che bolle, quando è il caso copre fino alla propria area ma è soprattutto in attacco che fa sentire il proprio mestiere; prima fa una bella giocata in spazi stretti con tiro rasoterra che va vicino al palo. Poi segna il gol che rianima una partita che sembrava morta con un rete da attaccante di razza, a due passi dalla porta avversaria. Al 90esimo, partendo da destra, va alla conclusione che gli viene ribattuta.

Brunori 6: Nervosissimo, sguardo spiritato, ammonizione precoce ma è anche uno dei pochi che ragiona con la palla al piede e va vicino a un gol bellissimo (uno-due con Insigne e tiro all’angolino) che il portiere avversario gli nega con una grande parata. Meriterebbe anche un calcio di rigore ad inizio di ripresa ma dopo tre minuti di Var l’arbitro non glielo assegna.

(dal 29′ s.t. Soleri) 6,5: Subito utile quando cede la palla a Gomes per un tiro da buona posizione. Merita la sufficienza per il suo essere concreto e propositivo anche quando predica nel deserto. Al 97esimo insegue una palla impossibile che per poco non porta al rigore ma che comunque frutta la punizione del 2 a 2.

Di Francesco 4,5: Nemmeno lui è ispirato ma è un po’ più concreto (poco poco) rispetto all’altro esterno di attacco. Ha una buona occasione in area di rigore ma il suo tiro è troppo centrale. Nella ripresa si vede poco ma i cambi sono solo cinque e non otto come servirebbe in questa serata. E come ciliegina respinge involontariamente un tentativo di Soleri.

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