I “Fantastici Arkus”: due video, una leggenda. Le pagelle ironiche di Satyricus
Pubblicato il da Satyricus - aggiornato il - News
Cazzeggiamo un po’? Dopo una settimana di tragedie sportive e di fatti oggettivamente superiori alla più fervida fantasia, tocca a me – su ordine imperativo del direttore – cercare di farvi sorridere. Quel briccone di Monastra, per motivarmi, mi ha anche detto: non senti il vuoto incolmabile lasciato da Amenta & Ferrara, che da un mese e mezzo non scrivono più nemmeno una cartolina?
E così stavolta le pagelle ironiche toccano a me mentre quei due saranno sotto l’ombrellone, al fresco, con la bottiglia di birra in mano. Ma loro, si sa, sono raccomandati di ferro. Avvertenza: avete già visto i due video lanciati giovedì pomeriggio dalla “proprietà” del Palermo? Se non lo avete fatto, fatelo ora e non ve ne pentirete. VIDEO 1 – VIDEO 2
SALVATORE TUTTOLOMONDO: Ciprì e Maresco hanno speso anni della loro vita per imporre all’attenzione popolare un modello originale come “Cinico Tv”. Salvatore Tuttolomondo, indomito patron dei “Fantastici Arkus”, in mezzo pomeriggio ha smontato la loro prestigiosa carriera, dimostrando che si può fare lo stesso senza avere grande esperienza di cinema. “Abate”. “Dica”. Dite la verità, in quel video girato in una stanza scarna a inquadratura fissa, non avete rivisto il profumo di certe immagini celebri? E poi l’eloquio, la scioltezza, la capacità di convincimento di TLM senior farebbero impallidire anche Wanna Marchi, così come la sua aura misteriosa e carismatica ci ha ricordato il mai abbastanza osannato mago Atanus. Premio Holliwood per sceneggiatura, regia e attore protagonista. Voto 10 e lode.
FABRIZIO LUCCHESI: Sarà la stanchezza delle tante interviste rilasciate a Palermo ma fallisce la prova e non raggiunge la sufficienza. Guardate con attenzione il secondo video: comincia bene, schiena dritta ma poi cede e si cominciano a chiudere le palpebre. Forse si addormenta anche per qualche secondo, si risveglia un paio di volte per annuire a TLM, poi nel finale prova a dire qualcosa di suo ma non è in forma e il patron lo sovrasta. Però si impegna, suda la maglia dando l’impressione di avere mangiato un cinghiale a pranzo. E soprattutto rientra subito nella parte: in mattinata aveva detto “voglio vederci chiaro”, di pomeriggio era già lì insieme agli altri. E senza neanche gli occhiali. Voto 5.
STEFANO PISTILLI: L’amministratore delegato di Arkus fa un figurone: vorrei vedere voi a restare impassibili per una quarantina di minuti a fissare l’occhio della telecamera, senza esternare i propri sentimenti, seduto in seconda fila mentre il patron racconta la verità delle verità per poi improvvisamente cedergli la parola. E lui, pronto, prontissimo, ha recitato benissimo la piccola particina in copione: “Giudicateci dai fatti”. E chi era Charlie Chaplin? Voto 8.
GIUSEPPE VALENTE: Vale lo stesso discorso fatto per Pistilli: inquadrato per 40 minuti, in rigoroso silenzio. Lui, amministratore unico di Sporting Network, fa anche meglio: non muove neanche un muscolo, probabilmente non ha mai nemmeno respirato. Rispetto a Pistilli è anche più abbronzato e certamente più elegante. Però, a dispetto del suo collega, non ha parlato neanche un secondo. Attore non protagonista. Voto 8.
VINCENZO MACAIONE: Cominciamo da una verità inconfessabile, quel cognome non aiuta. E lui, che sembrava uno degli anelli forti della catena, ha gettato la spugna troppo presto. Nell’almanacco delle conferenze stampa resta soltanto una presenza e neanche significativa, al di là del ruolo. Ha avuto appena il tempo di pronunciare qualche frase che resterà nella storia rosanero, tipo “grazie al mio aiuto e a quello di alcune banche italiane faremo sedere al nostro tavolo alcuni fondi di investimento”. Ora ha deciso anche di dimettersi: come un giocatore di qualità che passeggia svogliato, tocca pochi palloni e non incide sulla sfida. Un po’ Chochev, un po’ Trajkovski. Voto: 4.
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